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nella sua completezza, nella sua
unità, nella fattispecie delle sue
esperienze. Ma, non essendo questo
possibile, allora bisogna accontentarsi di
racconti di momenti vissuti da soli o con la
gente. Già, si può parlare di momenti e mi
ripeto convissuti con se stessi se con ciò
intendiamo una stato d’animo, o
contemplazione di spazi della natura, colti
dallo sguardo investigatore della nostra
mente. Per biografia, lo dice la parola
credo, io intendo segni grafici della vita;
e questi segni mi danno quello che alcuni
pensatori francesi chiamano l’esplosione,
effusione di spirito, carica o energia
vitale; viaggio, mentalmente, si intende,
sempre insieme con la grafia di un paesaggio
e degli elementi che lo compongono. Si,
perché un paesaggio non è solo natura, ma
anche paesaggio umano; Una condizione
migliore può essere narrata con ricordi di
paesaggi o di storie di questi. La mia Tesi
di Laurea in Filosofia della storia e
estetica ha incentrato proprio il
"paesaggio" come soggetto di ricerca. È
vero, sono interessato alle arti e infatti
amo dipingere, ma ho sempre pensato che
l’arte, o meglio un’arte, non può stare da
sola ; essa ha bisogno di un supporto su cui
poggiare, sia questo filosofico, letterario
o altro. Un pensiero questo maturato verso
il conseguimento del diploma di Maestro
D’Arte e di maturità in arti applicate,
quando ero incerto se iscrivermi
all’accademia delle belle arti, oppure alla
facoltà di Filosofia. Così, oggi, posso
dire di non aver sbagliato la scelta,
perché gli studi filosofici hanno arricchito
molto o meglio chiarito il mio pensiero
sulla vita, non solo sull’arte che per me è
tra gli altri il luogo più felice dove il
dolore e la gioia dell’uomo, trovano la
propria lingua di comunicazione. |