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Artista emerito ed eclettico,
artefice di una pittura che nasce da una ponderata "distillazione
coloristica" - tonale - segnica - di quanto Egli intende esprimere
mediante il "Racconto pittorico" il quale pone come valenza primaria
la tensione espressiva del Soggetto, in un sapiente processo di
“visualizzazione simbolica” dei vari componenti l’assunto quasi
sempre di estrazione Rinascimentale e classica che - in tal modo -
divengono un inconsapevole ma determinante "palcoscenico" delle
rappresentazioni surnaturali, oniriche, astratte o metafisiche che
l'Artista Costa immette nell'originale scenografia tematica
dell'Opera; nuovi ed inusuali compendiari a volte "provocatori" o
utopiche “presenze” , sempre però ingegnosamente rispondenti ad una
notevole "logica creativa", dando luogo a veri e propri
“travolgimenti" nell'originario racconto pittorico, generando una
nuova "comunicazione scenica" che travalicando la logica del
"reale"' colloca quindi l'intera Opera nell'ambito di una dimensione
atemporale posta al confine del meraviglioso Regno della Fantasia e
della Chimera, completando - quindi - l'intero "racconto" che
l'Artista Costa ha inteso instaurare - quale coinvolgente dialogo
psicologico con i Fruitori i quali indubbiamente scopriranno fra le
"pieghe" dell'intera "rappresentazione scenica" ciò che Egli -
magnifico "evocatore di suggestioni " - ha inteso sottintendere - ma
non celare - quale capace esploratore del misterico "labirinto del
reale" diventandone 1'esclusivo "scopritore" delle sue
caleidoscopiche e multiformi "espressività estetiche". Si
"impaginano" in tal modo “ideogramma” annodati da un unico ed
ininterrotto segno grafico che trae origine più che dalla mano, dal
sapiente "processo trasfigurante" della Sua fertile fantasia di
abile "manipolatore d'immagini" , concreta visualizzazione della Sua
inesauribile creatività di Artista amante del "bello estetico".
Nelle Sue "raffigurazioni" a tema classico prevale sempre un mirato
"rapporto illustrativo" con la realtà trasfigurata dando un valore
primario al "simbolo compendiario " immesso nel contesto soggettivo
originario dell' Opera, intesa come espressione compiuta della Sua
idea che prende così: forma, sostanza, e valenza prospettica, senza
mai avere la presunzione di esternare misterici significati i quali
- spesso - nascondono la sterilità creativa di chi lì propone; e non
il "sapiente accumulo di sensazioni profonde" che coinvolgono ed
affascinano gli attenti Fruitori al cospetto delle Sue Opere vere e
proprie "concretizzazioni" di espressività creative e concettuali. |