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L'inquinamento visivo e la
provocazione sono state due armi ampiamente usate dai surrealisti
per accendere straniamenti, emozioni, allucinazioni. Il procedimento
di far convivere nella medesima opera due situazioni temporalmente e
visivamente inconciliabili ha trovato fortuna anche in certa
pubblicità odierna che esercita un forte impatto e pertanto una
captazione immediata proprio per la qualità delle immagini. Piero
Costa si muove con la sua pittura lungo il crinale di una simbologia
che trae alimento dalle due posizioni appena descritte. Occorre
intanto dire che Costa si avvale della tecnica pittorica dove
avrebbe potuto fare agire il collage fotografico e tale scelta
denota un'abilità di interprete, se non proprio di copista, che non
punta direttamente alla denuncia ma desidera esercitare il suo
avvicinamento alla seduzione trasgressiva attraverso il segno e
magari il pensiero di Raffaello, di Piero della Francesca, del
Mantegna, del Tiziano, del Giorgione, insomma dei massimi maestri
del passato. A questo punto si insinua o esplode l'inquinamento, la
dichiarazione dissacrante: "Lo sposalizio della Vergine" di
Raffaello ha come centro focale una modernissima stampante laser,
mentre l'angelo dell"Annunciazione" del Beato Angelico rivolge il
suo messaggio divino a un televisore spento. Il risultato appare
suggestivo dal punto di vista essenzialmente pittorico e devastante
dal punto di vista culturale, dove ogni collocazione attende la sua
logica, che qui non è logica del sogno o dell'immaginario perseguita
dai surrealisti, bensì quella della rivolta inseguita da Duchamp e
dai "dada", con la differenza che Costa agisce per sostituzioni, non
per attribuzioni d'arte. Il che potrà apparire ancora più terribile
agli occhi dei puristi. In altre occasioni Piero Costa persegue la
suggestione dell' "aggiunta": gli occhiali cerchiati d'oro forniti a
"L'uomo dall'elmo d'oro" di Rembrandt o un particolare d'automobile
capace di attirare l'attenzione delle dame della "Storia della vera
croce" di Piero della Francesca. Questo scivolamento d'intenzione
prelude al tentativo più decisamente surreale che si rispecchia
negli effetti di trasformazione ( con relativa citazione
supplementare) operati sui protagonisti di celebri capolavori: la
"Monna Lisa" di Leonardo traforata di finestre rimanda alla Venere
dei cassetti di Dalì, mentre
le teste impacchettate o la "Maya" fasciata o i volti senza volto
alludono a Magritte. " L'ora dell'erudizione " , ovvero il viso
tramutato in quadrante d'orologio, sa di De Chirico e di Ernst. Dal
cumulo di rimandi, che si assommano e si scavalcano in fase
creativa, esce la tecnica di Piero Costa capace di resuscitare le
idee altrui in un contesto più attuale e più "cattivo",
ben oltre l'impatto suadente e traditore dell' opera. |