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Era l’estate del 1990 e poco più che
adolescente mi trovavo a Venezia per una
visita con i miei genitori. Ho sempre
adorato la città lagunare ed era la prima
volta che la vedevo
ma già la amavo, per la
sua vitalità, per la sua bellezza fuori del
tempo, per la storia che ancora la
attraversa di tanto in tanto. Avevo
sete e dalla
Basilica di San Marco
mi diressi con piglio
deciso verso un luogo che mi
aveva già colpito il giorno precedente;
trasudava cultura, bellezza e stravaganza,
estrema e colta signorilità…i tavolini
intarsiati facevano bella mostra sotto il
portico e delle belle signore sostavano sui
divani di velluto rosso posti vicino alle
grandi vetrate. Un cameriere vestito in
maniera impeccabile mi aprì la porta e
davanti ai miei occhi si stagliò la bellezza
di un luogo incantato. Un leggero suono di
archi si diffondeva ovunque e un profumo di
dolci mi colpì improvvisamente…non meno di
quei poster appesi in maniera casuale sulle
pareti affrescate delle sale. Rimasi
attonito…chi poteva aver imbrattato quel
luogo? Chi poteva aver coperto i grandi
specchi dorati con carta e scritte? Presi la
mia bibita fresca ma prima di uscire volli
guardare ancora quel luogo per stamparmelo
nella mente e volli chiedere il perché di
quello scempio. Con voce delicata ma decisa
un uomo con i capelli bianchi e ben vestito
mi rispose: “l’arte non conosce ostacoli,
l’arte è contaminazione”. Sono passati molti
anni e quel luogo mi è diventato familiare,
torno a Venezia molto spesso e ogni volta
faccio una piccola sosta in quel Caffè; il
Florian, uno dei più bei luoghi d’incontro
veneziani, ultimamente preso d’assalto dai
troppi turisti ma ancora intriso dei sapori,
della storia e della cultura che lo hanno
visto protagonista. Il contaminatore del mio
paradiso ho scoperto più tardi che era un
artista di chiara fama e che poi avrei
studiato ed amato….il folle che aveva
tappezzato il Florian di poster era Mimmo
Rotella, in una performance artistica voluta
e promossa dal Caffè Florian e che da anni,
porta all’interno delle preziose sale le
istallazioni e i lavori dei più bravi e
conosciuti artisti. Il Caffè diventa quindi
non solo sede espositiva, ma forte della sua
tradizione, luogo di incontro e di dibattito
culturale. Una nuova realtà, quella
artistica, per un poliedrico e storico Caffè
Veneziano. Mimmo Rotella, nato a Catanzaro
nel 1918, studia alla Scuola di Belle Arti
di Napoli negli anni trenta e
successivamente si trasferisce a Roma dove
conduce ricerche ed esperimenti in varie
direzioni: fotografie, foto-montaggi,
decollages, assemblages di oggetti
eterogenei, poesia fonetica, musiche
primitive. Nel 1951-1952 è negli Stati
Uniti grazie ad una borsa di studio, nel
1954 Emilio Villa lo invita ad esporre in
una mostra collettiva i suoi manifesti
lacerati. Dei primi lavori Rotella ricorda
che nacquero durante un periodo, in cui
passeggiando per le strade di Roma si sentì
sempre più attratto da quei
manifesti-materia rimasti sui muri ed allora
cominciò a raccoglierli, lacerandoli la
notte di nascosto. Di questi decollages
coloratissimi Villa disse che erano la
scoperta di uno spazio nuovo rispetto al
collage cubista. Le opere di Rotella
s’imposero subito all’attenzione della
critica e del collezionismo
d’avanguardia ed a questa prima mostra ne
seguirono molte altre. Nel 1961
partecipa su invito del critico francese
Pierre Restany al gruppo dei Nouveaux
Réalistes (Arman, Cesar, Christo, Deschamps,
Dufrene, Hains, Yves Klein, Martial Raysse,
Niki de Saint-Phalle, Spoerri, Tinguely,
Villegle). Alla fine degli anni ’60 realizza
gli artypoplastiques, prove di stampa,
colori, percezioni, riportate su rigidi
supporti di plastica. Esponente del Nouveau
Realisme, Rotella si è imposto per aver
fatto dell’arte un comportamento: “Giocando
con l’erotismo e la speculazione
intellettuale, con la provocazione”. Questa
sua “vitale agitazione” lo porta nel 1990 ad
una riappropriazione della materia
pittorica, dipingendo su decollages i
ritratti dei Maestri dell’arte del ‘900.
Proprio questo periodo ho potuto osservare
nelle pareti del Florian e proprio questa
sua inesauribile fantasia ha colpito la
fragile immaginazione di un adolescente.
Probabilmente molta responsabilità se ho
intrapreso questo lavoro e se ho dedicato
parte della mia vita allo studio dell’arte
è di Mimmo Rotella e del suo
lavoro che un giorno
d’estate di quindici
anni fa mi è
apparso improvvisamente a Venezia. |