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"Mimmo Rotella...Testimone del Tempo " a cura di Danilo Sensi

Era l’estate del 1990 e poco più che adolescente mi trovavo a Venezia per una visita con i miei genitori. Ho sempre adorato la città lagunare ed era la prima  volta  che  la  vedevo  ma  già  la  amavo, per la sua vitalità, per la sua bellezza fuori del tempo, per la storia che ancora la attraversa di tanto in tanto. Avevo   sete   e   dalla  Basilica  di  San  Marco  mi   diressi  con piglio  deciso  verso  un luogo che mi aveva già colpito il giorno precedente; trasudava cultura, bellezza e stravaganza, estrema e colta signorilità…i tavolini intarsiati facevano bella mostra sotto il portico e delle belle signore sostavano sui divani di velluto rosso posti vicino alle grandi vetrate. Un cameriere vestito in maniera impeccabile mi aprì la porta e davanti ai miei occhi si stagliò la bellezza di un luogo incantato. Un leggero suono di archi si diffondeva ovunque e un profumo di dolci mi colpì improvvisamente…non meno di quei poster appesi in maniera casuale sulle pareti affrescate delle sale. Rimasi attonito…chi poteva aver imbrattato quel luogo? Chi poteva aver coperto i grandi specchi dorati con carta e scritte? Presi la mia bibita fresca ma prima di uscire volli guardare ancora quel luogo per stamparmelo nella mente e volli chiedere il perché di quello scempio. Con voce delicata ma decisa un uomo con i capelli bianchi e ben vestito mi rispose: “l’arte non conosce ostacoli, l’arte è contaminazione”. Sono passati molti anni e quel luogo mi è diventato familiare, torno a Venezia molto spesso e ogni volta faccio una piccola sosta in quel Caffè; il Florian, uno dei più bei luoghi d’incontro veneziani, ultimamente preso d’assalto dai troppi turisti ma ancora intriso dei sapori, della storia e della cultura che lo hanno visto protagonista. Il contaminatore del mio paradiso ho scoperto più tardi che era un artista di chiara fama e che poi avrei studiato ed amato….il folle che aveva tappezzato il Florian di poster era Mimmo Rotella, in una performance artistica voluta e promossa dal Caffè Florian e che da anni, porta all’interno delle preziose sale le istallazioni e i lavori dei più bravi e conosciuti artisti. Il Caffè diventa quindi non solo sede espositiva, ma forte della sua tradizione, luogo di incontro e di dibattito culturale. Una nuova realtà, quella artistica, per un poliedrico e storico Caffè Veneziano. Mimmo Rotella, nato a Catanzaro nel 1918, studia alla Scuola di Belle Arti di Napoli negli anni trenta e successivamente si trasferisce a Roma dove conduce ricerche ed esperimenti in varie direzioni: fotografie, foto-montaggi, decollages, assemblages di oggetti eterogenei, poesia fonetica, musiche primitive. Nel 1951-1952 è negli  Stati Uniti grazie ad una borsa di studio, nel 1954 Emilio Villa lo invita ad esporre in una mostra collettiva i suoi manifesti lacerati. Dei primi lavori Rotella ricorda che nacquero durante un periodo, in cui passeggiando per le strade di Roma si sentì sempre più attratto da quei manifesti-materia rimasti sui muri ed allora cominciò a raccoglierli, lacerandoli la notte di nascosto. Di questi decollages coloratissimi Villa disse che erano la scoperta di uno spazio nuovo rispetto al collage cubista. Le opere di Rotella s’imposero subito all’attenzione della critica  e del collezionismo d’avanguardia ed a questa prima mostra ne seguirono molte altre.  Nel 1961 partecipa su invito del critico francese Pierre Restany al gruppo dei Nouveaux Réalistes (Arman, Cesar, Christo, Deschamps, Dufrene, Hains, Yves Klein, Martial Raysse, Niki de Saint-Phalle, Spoerri, Tinguely, Villegle). Alla fine degli anni ’60 realizza gli artypoplastiques, prove di stampa, colori, percezioni, riportate su rigidi supporti di plastica. Esponente del Nouveau Realisme, Rotella si è imposto per aver fatto dell’arte un comportamento: “Giocando con l’erotismo e la speculazione intellettuale, con la provocazione”. Questa sua “vitale agitazione” lo porta nel 1990 ad una riappropriazione della materia pittorica, dipingendo su decollages i ritratti dei Maestri dell’arte del ‘900. Proprio questo periodo ho potuto osservare nelle pareti del Florian e proprio questa sua inesauribile fantasia ha colpito la fragile immaginazione di un adolescente.  Probabilmente molta responsabilità se ho intrapreso questo lavoro e se ho dedicato parte della mia vita allo studio dell’arte  è  di Mimmo Rotella e del suo  lavoro  che  un  giorno  d’estate di   quindici    anni    fa  mi  è apparso improvvisamente a Venezia.


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