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Cos'è un
décollage per chi lo pratica ogni giorno? E un moto di attenzione
distaccata col quale strappare lo sguardo annottato di ieri dal
nuovo giorno.
All'inizio fu
un gesto di opposizione alle forme tradizionali del dipingere. Allo
stesso tempo, costituì una produttiva presa di coscienza delle
trasformazioni della scena urbana, un atto di sinergia linguistica.
Non ultima sarà I'anticipazione creativa delle comunicazioni
giovanili sui muri. Bisognerà soffermarsi ancora su quell'epifania
lacerata, poiché cresce di senso ogni volta che la rimemoriamo.
All'incubazione del décollage rotelliano contribuì, più in
particolare, la memoria delle passioni dirompenti del Futurismo per
gli artifici della città e le serate trasgressive, per la poesia dal
suoni onomatopeici e la musica dei rumori. Debuttando con
un'asciutta pittura astratto-geometrico, una deciso interesse per la
fotografia e, soprattutto, la recitazione dei propri "poemi
epistaltici", Rotella fu tra i primi, con Fontana, a riprendere le
lezioni futuriste.
La sua nuova
forma d'arte basata sulla lacerazione delle "affiches" commerciali,
lui la chiama décollage - si dirà poi - perché il collage era stato
già inventato da Picasso, da Braque. Più della sequenza delle due
tecniche contò, a dir vero, il senso privativo del "de", dal
de-costruire I'apparato simbolico al privarsi dell'abitudine
solitaria all'arte. II décollage à francescano in ciò, nel donare al
lacerti spogli dei muri il mantello delle promesse dell'arte. Sono i
quadri di Rotella che hanno arricchito la realtà di un infinito
museo a cielo aperto. L’etica di quest'opera che non esiterà a
penetrare in ritualità corporali - negli erotici "riti della
lacerazione" spesso celebrati in pubblico (per es., al centro
dell'Avana, 1986) - si forma nella vertigine, cara a Picasso prima
che a Dada, degli aspetti distruttivi dell'atto di creazione. |