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"Commenti Dei
Visitatori Per Mimmo Rotella" |
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Se vuoi scrivere
qualcosa anche tu Clicca
QUI
TUTTI I COMMENTI SARANNO PUBBLICATI TEMPESTIVAMENTE
L'Opera In Regalo è la seguente:

"A Tribute to Marylin"
Original Decollage Print 100x70 Cm
L'opera è stata
assegnata dal signor Olivieri al commento di ALESSANDRO |
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Ecco i Commenti ricevuti:
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Mimmo Rotella,
che strappi dai muri le impronte colorate che la vita vi ha impresso
con la complicità delle tecnologie di stampa e la compattezza delle
colle sintetiche, troppo indelebili per assecondare d'un colpo il
tuo desiderio d'integrità! E allora ti sei assuefatto alla
lacerazione dello strappo, che ti consegna brandelli di vita su cui
ricomporre una speranza. A quella speranza t'inchini soffrendo,
ripensando, riamando, immergendoti in un reale decomposto, ma pronto
a risorgere dalle tue mani e dal tuo sguardo come nuova ipotesi di
araba fenice. Tu ci riesci, perché il tuo decomporre è finto, è come
un lusso cui donare per un istante il cuore, in un trasporto
surreale verso un mondo che non ti è appartenuto; è apparentemente
una vendetta, ma in realtà è il sogno di ciascuno di noi,
ricostruito con l'amore, come dovrebbe essere un sogno, liberato
dalle impurità del travolgente vissuto... ecco perché dico che il
tuo decomporre è finto, perché in realtà esso soddisfa la tua ansia
della ricostruzione fatta con l'ingenuità della purezza...la
lacerazione ricomposta ha questa recondita aspirazione, lasciare
oltre le crepe l'acerbata esistenza e portare a nuovo sorriso nei
lembi integri, l'eterno anelito verso il bello e la vita!
Butto Alberosa
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Il Maestro Rotella io non lo definirei un
Grande dell'arte, meglio dire un GENIO dell'arte contemporanea.
complimenti
Anna
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Chiedo.....vivere
e' sognare,il tuo destino e'segnato sulla tua mano tracciato,credo
nella luna credo nei pensieri un infinito fatto di nulla che mi
asseconda,chiedo..senza pensare chiedo cio' che mi e' negato,chiedo
aiuto in questo posto desolato,riesco a sentire cio' che dici,riesco
a capire quello che provi,soltanto noi possiamo amare,solo perche'
lo sappiamo fare.......guardati intorno,e' non avere timore cio' che
vedi e' solo suggestione,cio' che chiedo e' forse amore,cio' che
voglio e' solo DIO io non credo nella gente che di te' non ha capito
niente.......A MIMMO ROTELLA
DE LUCA SALVATORE
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Dalle periferie europee arrivano echi
di tumulti, grida di folla infuriata che rincorre il mito di una
violenza purificatrice. Questa e' spesso la risposta di giovani "scassoni"
che, di fronte al vuoto sociale, oppongono il moto di una ribellione
senza "senso". Un tempo il cinema sfornava modelli di bellezza e di
celebrità' cui ispirarsi nell'emulo di una vita laboriosa, mentre
oggi a a nulla valgono le panacee di divi inarrivabili e vincenti.
Quelle stesse icone seducenti che Rotella, con gesto iconolasta,
strappava dai muri di città' in gestazione, portandole a nuova vita.
In questo modo egli tentava con successo il tema di una elaborazione
artistica inedita, muovendosi sul doppio di sottrazione e
accumulazione. L'immagine del divo veniva dapprima asportata dal suo
supporto originario, per riportarla alla superficie in una veste
nuova e provocatoria. Cosi' facendo egli stabiliva una poetica del
fare che, mediante il gioco compositivo, indicava allo spettatore il
ruolo ingannevole della seduzione, facendo emergere la dimensione
reale del soggetto. Si inaugurava cosi' una ricerca estetica, che
dislocava nel gesto artistico i presupposti di una proposta politica
di ineguagliabile attualità', la cui testimonianza sarebbe diventata
nel tempo la cifra piu' significativa di un artista interprete della
sua epoca.
L.Dalla Nora
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Mimmo Rotella: VOGLIO SPOSARTI; è possibile?
Alessandra
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Potrei scrivere
qualsiasi cosa per avere un'opera di Rotella. Potrei affinare le
armi della dialettica e della retorica, farcire un testo di elogi e
salamelecchi al maestro. Potrei scrivere anche in russo volendo, pur
di avere un'opera di Rotella. Un'ode, un sonetto, un salmo per
glorificare la grandezza della sua arte. Mimmo Rotella è circondato
da gente che lo elogia e ne tesse le lodi, ora che è un grande, e
sorriderebbe nel leggere l'ennesimo testo imbevuto di parole leziose
e di sproloqui ridondanti. Ma io voglio vincere l'opera di Rotella e
non mi nasconderò dietro inchini ben noti all'artista. Vorrei
un'opera di Rotella, vorrei quella Marilyn solo perché è stata
pensata da Rotella.
Potrei comprarmi un poster qualunque per pochi euro, una bella foto
in bianconero che rappresenta in tutta la sua intatta bellezza la
Monroe ma la preferisco strappata e accartocciata da Rotella. Un
feticcio che diventa ancora più attraente e goloso se ci ha messo le
mani il maestro. L'unico caso in cui un bell'oggetto, quando viene
rotto, diventa un capolavoro. Voglio la Marilyn di Rotella perché è
un feticcio al quadrato.
Katia Ceccarelli
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Mi
ritrovai per caso qualche mese fa
Innanzi ad un'opera di Rotella.
Marylin era la protagonista.
Mi ammaliò, mi uccise, mi travolse e
Ora i miei occhi non vogliono vedere
altro.
Restai a guardarla per
Ore e le feci una domanda:
Tu se potessi rinascere cosa vorresti
essere? ed
Ed ella mi rispose: nè una donna, nè
un'umana; per
La libertà che non ha mai avuto
vorrei essere una
Libellula, una farfalla, capace di
aprire le
Ali e volare spensierata per sempre.
Grazie Mimmo Rotella.
Alessandro
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...un nome
famoso difficilmente proponibile... Dare una dimesione nuova,
originale e fuori dalla ripetitività di Marylin non è cosa semplice.
Oggetto di innumerevoli performance artistiche, cinematrografiche e
pubbliciatarie, il volto dell'intramondabile artista di Holliwood è
un "terreno" minato. Ma l'abile creatività del Maestro Rotella ha
saputo mantenere inalterato il senso espressivo della diva riuscendo
ad inserirlo nel contesto della contemporaneità, strumentale e di
contenuto. Interpretazione coraggiosa!
Carlo Quadrino
responsabile comunicazione
GenomART - il portale dell'arte digitale
www.genomart.org
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Mimmo Rotella è il padre del novecento
artistico Italiano. Sono davvero molto interessanti gli scritti presenti
in questo sito; ho visto anche gli altri artisti a cui avete dedicato un
mese, ma come Rotella non c'è davvero nessuno...lui è il migliore e non ha
eguali.
Elisa
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Ho avuto il piacere
di trascorrere una magnifica serata in compagnia del Maestro in una
tipica trattoria calabrese, forse sono stata tra le poche persone
privilegiate ad ascoltare le sue poesie, come loro sapranno, in
parte inedite e particolarissime nella loro forma, improntate tutte
sui suoni.
Myriam Peluso
Titolare della Galleria d'Arte
"Le Muse" di Cosenza
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Gentili Responsabili, visito sempre il
vostro sito ma oggi più che mai ho deciso di mandarvi una e-mail..ditemi
cosa devo fare per vincere la grafica di Rotella...è il mio sogno di tutta
una vita...è davvero spendida...la voglio
Antonio
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Francesco, hai scelto davvero un ottimo
artista per cominciare le rubriche "I Grandi Dell'Arte" di questo mese. Le
opere del Maestro Rotella parlano da sole e non hanno bisogno di commenti
o spiegazioni. La sua grandezza, acquisita negli anni, è dovuta proprio a
quell'instancabile voglia di emergere che sicuramente aveva da bambino. è
stato giusto che il mondo di oggi gli abbia attribuito tanta gloria perchè
altrimenti sarebbe stata davvero una terribile ingiustizia. I Grandi sono
mosche bianche ma nessuna avversità potrà mai bloccare la loro ascesa.
ciao
Rosy
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Gli Strappi dei manifesti li sento come
quelli che ho nel cuore in questo momento per aver perso una persona che
ho davvero tanto amato. Sarò per sempre tua...
Jim
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Rivisitando le
Opere del Maestro Rotella sul tuo sito, non posso evitare di
associarle a quel grande, irrituale e, talvolta, tanto deprecato
'movimento' che va sotto il nome di 'Pop Art'. Penso che Mimmo
Rotella possa essere considerato un valente epigono di quella
coraggiosa schiera d'Artisti che si cimentarono con le ostilità di
una società non ancora matura per accettare le loro...giuste
provocazioni! Ma...lasciamo perdere. Piuttosto spero che tu conosca
un pò di inglese, e che tu possa leggere un mio articolo sulla 'Pop
Art' (= Arte Popolare, e da me chiamata 'UnPop', ovvero impopolare)
che ti allego.
Joey Fatigati.
THE ‘UNPOP ART’
by
J o e y F a t i g a t i
Huge plastic hamburgers, chalk hot dogs, giant paper pulp ice
creams; obsessing reproductions of images well consolidated in the
overcoming consumerist society. Endless colour fields, cartoons,
empty coke bottles and cans. A myriad of objects, shapes, pictures
and…junk. One might think that, in the
early 1960’s, the artistic world, more than celebrating the triumph
of a new trend, was just …going mad! But this was not true. Once
again daring men were struggling against indifference, often
derision and even contempt, to reaffirm the lost predominance of
the pioneering human spirit over the outcoming relaxation in the
artistic panorama. Efforts to explain the movement which created the
phenomenon improperly called ‘Pop Art’ should start from a few basic
considerations. The relationship between
the Artist subjectivity and the objective validity of his artefacts
is generally mediated, and often strongly altered, by the mass media
which, in most cases, are responsible for a significant
deterioration of the consuming masses taste. So, very little space
is left for foreseeing Artists to have their intelligent and
autonomous work truly appreciated. Most frequently their artefacts
are mocked and loathed, and scarcely divulgated.
In a world dominated by a startling technological
progress and by an incumbent materialistic culture, the Artist
freedom and his natural attitude to approach existential and moral
problems are bound to be almost ignored. The most enlightened
Artists rose against these dangerous trends and, banishing any
conventional scheme, ventured on their crusade to reaffirm their
autonomy. Their attempt to promote a
reconciliation between Art pioneering functions and the apathy of
the intellectual surrounding world in view of restoring more even
minded judgement criteria were intelligently carried out: those
deprecated consumeristic trends were not fought, but sarcastically
encouraged. Even mass media were extensively used to promote
divulgation of artefacts and images, actions and attitudes, all
impregnated with irony and mockery. Of course, the true aim of such
works was to rouse a negative response in the conscience of the
masses and to suggest the idea that brains and souls were being
heavily manipulated by the new order. In
other words, the Artist bluntly asserts that the subjective
aesthetical value of an artefact has very little to do with its
objective value. The concept of aestheticism, indissolubly linked to
the individual taste, ‘changeable’ and ‘educable’, is a very
relative factor and cannot be regarded as an objectively valid
judgement parameter. Furthermore, the technical skill constitutes
only a practical implement and not, as often erroneously considered,
the main parameter for the evaluation of an artefact validity.
Generally the observer is positively influenced by the apparent
skill of the Artist much more than by the artefact itself as a
whole. In this case his appreciation becomes a direct function of
his potential inability to obtain the same performances.
Probably the first seed of the Pop Art germinated
in the conscience of the French Impressionists and Dadaists and then
began to flourish in the works of the action-painters, or even of
the abstract-expressionists like Henri, Dove, Davies, Du Champs, and
others. A transition point was undoubtedly represented by the so
called ‘junk Art’ which, while affirming a radical refusal of the
still prevailing aesthetical concepts, tried to evoke old memories
and rouse emotions with the aim to induce meditation; objects and
men, like everything else, are subject to continuous transformation;
when they lose their original function they also lose their identity
and, in a human dimension, they ‘die’. Only recognizable shapes,
remains, images of them, survive to stir up memories and emotions.
The nature of the original object is altered and the ‘Artefact’
appears… walking again…bound towards the
destiny its new functions assigned to it in our heart of human
beings. Only in the early 60’s those
seeds yielded their ripe fruits in the works of Oldenburg, Dine,
Lichtenstein, Whitman, Warhol, Indiana, and others who, still
mocking and wildly criticizing the modern consuming society, did not
hesitate to use far more radical expressions, renouncing, once
(cont. The ‘Unpop Art’)
for good, also to those sentimental and decadent conscience recalls
associable to the nature of materials used by ‘junk-artists’ like
Mallory, Chamberlain, Kapprow, Rauschenberg, etc. Pop Artists used
unreal constructions, brand new cheap materials, image repetitions
and deformations, cartoons and newspapers scraps, food imitations
and beverage bottles and cans. This was that great phenomenon that
created the premises for a general review of the modern Art
conception. A review most likely bound to bring mankind back to its
real dimension. Paradoxically,due to its open adversity to the
technocratic society and to a world dazzled by an illusory economic
welfare, the ‘Popular Art’ was not ‘Popular’ at all. Like many
important human enterprises, the movement grew up through dramatic
phases and claimed its own victims. Sincere reformers, like Jackson
Pollock, were destroyed by anxiety and delusions. Pollock himself,
alcoholised and exhausted, died in a car accident when only 44.
Others, like Maurer, Bruce, Gorky, committed suicide.
Nowadays, thank to those crazy ‘ugliness apostles’, as they were
referred to, the ‘Unpop Artists’, as I would call them, fully
deserve our admired thoughts..
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Belle, stupende, magnifiche...non ho
davvero parole...le opere di Rotella sono inqualificabili dal punto
di vista della bellezza..non ci sono aggettivi capaci di
descriverle.
Marina
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In questi anni, caratterizzati dalla
rincorsa a idealizzare futili miti, si manifesta sempre più vivo il
desiderio di rivivere emozioni e sentimenti d’epoche passate,
quelle emozioni e sentimenti che, solo qui personaggi, che hanno
contraddistinto la nostra storia e modificato il corso della vita,
con la loro sublime semplicità accendevano i nostri sogni e
sentimenti che, certo, non fanno parte di questo mondo. A Lei
Maestro va la nostra mera gratitudine per averci fatto risvegliare,
attraverso le sue opere, impulsi nascosti e utopiche sensazioni. Con
ammirazione
Filomena e Fernando Prencipe
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E' Morto Stanotte.
Katia
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Come potrei entrare nella cosiddetta “preferenza” del maestro
Rotella per far si che mi possa omaggiare della Sua tanto apprezzata
opera? (inutile dire che farei i cosiddetti salti di gioia...se mi
fosse aggiudicata!!!) Forse potrei anch’io decantare e magari farmi
accompagnare da musiche o da liriche suadenti spulciando vocabolari
e trovare parole di lodi nuove di straordinario effetto.. ma
credo...davvero..che qui, in questi commenti sia stato detto tanto
che davvero mi sento piccola e quasi superflua ed ogni mia
aggiunta,ho l’impressione, che possa giungere quasi come retorica o
ripetizione. Allora, senza entrare nella logica del troppo dire,
voglio con tutto l’entusiasmo che sento , con tutta la spontaneità
possibile trasmettere un caloroso sorriso “a tremila denti” ed un
abbraccio (se mi è permesso) quale ringraziamento ad un Maestro
dell’Arte che sapeva colmare questo mondo di respiri di vita pulita,
nonostante le brutture che a volte siamo costretti a subire da
spettatori quasi inerti!
Solarità
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Addio grande
maestro, splendido conterraneo di comune magnagrecità! Grazie di
essere esistito, di averci sorpreso, deliziato, stupito con la tua
magnifica arte!
Paola |
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mi è dispiaciuto tanto per la morte di
ROTELLA,
ines pavan
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“L’arte non deve piacere, l’arte deve
essere amata!” E…come la musa ispiratrice della tua vita , l’arte
ti ha accompagnata In questo cammino fino alla valle dell’oblio
permanente. Ci lascia a volte senza sapere o senza cogliere quel
sole che sorge tutti giorni per noi tutti ! In questo mio paesino di
cultura contadina, negli anni 70, era molto difficile(direi quasi
arduo) notare manifesti sulle povere lamiera posti agli argini di
strade dissestate, e …quando…i miei occhi si illuminava di queste
affissioni, le mie dita diventano ancora più veloci nel voler
cogliere, strappare frammenti ancora più preziosi se la colla era
resistentissima alle mie dita tremolanti e fugaci. Le ore notturne
coprivano questa mia debolezza….tanto nascosta…quasi fosse un reato!
Poi, la mia conquista (la carta strappata) diventava per me un
cimelio, perché lisciata, accarezzata, modellata e poi
riutilizzata per semplici mie composizioni di esternazione
adolescenziale. Ora maestro Lei ci ha lasciato in questa terrena
vita… ma ci ha donato…, mi ha donato… un mio pezzo di vita…dentro…
che ho risvegliato, perché solo assopito, con incredulità di occhi
nel vedere le Sue opere e di anima perché ho cercato il tesoro,
quel tesoro, che noi tutti conserviamo….la nostra anima e quella non
ha fine per ognuno di noi . Addio ..forse…ma solo un arrivederci
…certo…Maestro Rotella.
Carla Colombo
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Ciao Mimmo,
ora sei lì con la "magnifica preda" che ti sorride capricciosa e
spensierata come fa "dall'opera in regalo" che tu hai creato. Ti
prego, dille quanto tutti noi l'abbiamo amata e desiderata e quanto
tuttora è presente nei nostri cuori. Dille anche che ho sempre
pensato che lei con tutti i grandi artisti, Marlene Dietrich,
Petrolini,Elvis Presley, Luis Armstrong, Sinatra, Totò
principe De Curtis, Eduardo e Peppino Defilippo e mille altri, dopo
la loro dipartita, sicuramente avranno trovato una dimora, un
luogo, una città delle meraviglie, magari lì, a destra della
costellazione di Orione, o in un'altra dimensione, dove
possono ricevere ed intrattenere tutti coloro che, con spirito
giovanile, vogliono continuare a godere del loro talento.
Sono certo, tra tutti loro, hai trovato posto anche tu.
Ciao Nino Lacagnina
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Guardando queste opere di decollage ho potuto capire quanto è
potente la creatività dell’uomo che partendo dal niente può creare
un tutto significativo, anche lacerando si può costruire arte e ciò
è molto bello. Anche dal brutto può nascere il bello.
Grazie Wilma
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"Grazie per aver
graffiato i muri, facendo pulizia e sporcando, tra idee, segni e
parole. La materia della pittura è quella di cui sono fatti i sogni,
ma anche quella di cui si impasta la vita quotidiana."
laura scarpa
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...se ne va una
luce del novecento...a noi resta un cammino buoi,senza piu' fari che
illuminino i nostri passi.Ho visto morire tutti i grandi che ho
avuto la fortuna di conoscere personalmente:Virgilio Guidi,Bruno
Saetti, Giorgio Morandi, Gastone Breddo, Franco Gentilini,Ottone
Rosai,Ardengo Soffici, Primo Conti e tanti,tanti altri.Fin da
bambino ho corso nei loro studi a volte facendo qualche disastro...Non
c'e' piu' nessuno.Non abbiamo piu' testimoni del nostro tempo.Grazie
a te,per tutto quello che fai per l'arte e per noi. Un
abbraccio da Barcellona.
Pio Breddo
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Si dice che il Paradiso è come un prato
affollato da una distesa immensa di fiori...che brillano, colorano,
profumano i suoi spazi. Ogni tanto Dio ne raccoglie dalla terra alcuni
bellissimi, che sono riusciti a distinguersi e a far innamorare tutti...tu
eri un bel fiore e dovevi per forza adornare quell'immensa bellezza.
Continua a lottare per i tuoi ideali, sogna sempre di più, grida, aiutami,
fammi capire qual è la strada da seguire perchè ora mi sento, senza te,
davvero smarrito.
Pasquale
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Maestro...
la tua forza ora è stata appagata in pieno!
L'interlocutore al quale ti sei rivolto per un'intera vita..lui...il
Divino...che avevi dentro di te, che hai sempre avuto, ora ti ha
colto nella Sua totale illuminazione. Si è manifestato a te sempre,
urlando nel tuo profondo sentire ed ora gli siedi accanto. Hai
meditato tanto cogliendo l'essenza del sentire di personaggi famosi
e stupendi nella loro bellezza..ma non solo....,segnati da un
destino crudele, e li hai fatti rivivere in tutti noi con sapiente
maestria e anima. A loro in qualche modo hai ridato la vita...Splendido
regalo! Hai pensato tanto e tra le pieghe di quei profondi pensieri,
un giorno, si è aperto per te il Paradiso...lo stesso che ora ti
accoglie e che ti fa accomodare fra tutti quei grandi che in parte
hai osannato. ..."Eihhh..Maestro, non ti distrarre! Non guardarti in
giro...non troverai qui manifesti visivi.. qui trovi la nostra
anima...la stessa che hai donato ai comuni mortali, la stessa che
ora condividiamo. Ora rilassati, adagiati, riposati, fatti cullare
da una morbida e candida nuvola di bambagia e lascia che i tuoi
pensieri volini solo dentro di te. " Ciao grande Maestro, ma
soprattutto grande uomo!
MAX
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Stralci di vita
patinata,
resi umani dagli strappi di carta,
ermatici come anime inquiete.
Nadia
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La povertà e la bellezza di una
società smascherata, priva di veli, strappata dai suoi muri
testimoni del tempo e di svariate forme artistiche.
Emiliano Zucchini
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Mi Dispiace non averti potuto conoscere...dovevi
essere davvero una persona speciale.
Elvira
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La tua arte strappata e ricomposta...sulle
ali dell'anima.
Franca
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Mimmo...sono sicuro
che hai iniziato a strappare i manifesti anche dai Muri del
Paradiso. Forse è cambiata anche la tua musa...avrai sicuramente
trovato un'altra donna, la madre di tutti, con un sorriso e una
bellezza che rapisce e distrugge, che annienta, che da vita...che fa
volare e che rende tutti sinceri e felici...sto parlando proprio di
Maria...a presto
Luca
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Ti ho sempre
amato...e lo faccio con più forza adesso che la crudezza del destino
ti ha portato via.
Elisa
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Oggi c'è un
cielo bellissimo, le nuvole corrono veloci, spinte da una
tramontana quasi antica, il sole incornicia questa che è la vera
opera d'arte...creata da te, vero mimmo?
strahinja
<strahinja1@hotmail.com>
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