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"Il Piacere Dell'Immagine" a cura  di Danilo Sensi"

Recentemente, sulle pagine di una nota rivista d’arte, ho potuto leggere critiche e riflessioni sul fenomeno del revival figurativo che da anni caratterizza la giovane arte italiana. In tanti demonizzano questa eccessiva presenza, questo figurativismo esasperato, ritenendolo figlio di un non meno identificato male che affliggerebbe le giovani menti degli artisti che attraverso di esso si esprimono.Il male in questione è facile da diagnosticare, l’assenza di concetti e la paura di confrontarsi con il passato informale ed astratto, porterebbe taluni a rifugiarsi nel figurativo, porto franco dell’arte italica. Proprio mentre cercavo argomenti convincenti per poter contrastare queste affermazioni e rispondere a coloro che asseriscono che il figurativo “affosserebbe” l’arte, mi sono imbattuto nel lavoro di Emanuela Montorro. Fresco, ingenuo, ammiccante, provocante e evocativo…questo ho pensato quando ho visto per la prima volta i volti rappresentati dall’artista. Gli occhi di quelle donne è come se mi avessero scavato l’anima, tanto sono intensi, e i miei fragili sensi di uomo e di critico sono rimasti piacevolmente colpiti e devo essere sincero, anche fortemente eccitati . Di chi sono quei volti? Cosa vogliono significare? Sono un rifugio o una provocazione? Certo fare domande è il mio pane quotidiano, dare risposte è molto più difficile e certe volte superfluo. La Montorro ama la pittura, si esprime attraverso di essa e i personaggi che rappresenta altro non sono che il suo modo di proferir parola, di stabilire un contatto con lo spettatore, di farci partecipare al suo mondo. Non usa il figurativo come rifugio, non ha paura del confronto, non vuole scandalizzare nessuno. La sua è una pittura ragionata e gentile, studiata ma estremamente comprensibile, immediata ma capace di suscitare emozioni. Ecco come si può usare l’arte per parlare, riuscendo a trasmettere senzazioni attraverso le forme ed il colore, restando legati al linguaggio che l’artista ritiene a lui più congeniale. Taluni artisti preferiscono esprimersi attraverso l’astratto, altri prediligono l’informale, altri ancora un figurativismo esasperato e irreale, pochi hanno dentro di se il piacere dell’immagine. La capacità di trasmettere questo piacere attraverso il proprio lavoro, senza artifici e utilizzando iconografie da molti ritenute banali e superate, è in Emanuela Montorro. Migliore risposta di questa, alle critiche sul figurativo, non potevo trovarla.

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