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Ho portato i miei sogni a uno strozzino
“E’ roba vecchia, roba da buttare…
in cambio ti do un posto dove stare
un angolo d’argilla dietro il vento
dove potrai inventare cristalli di parole
gomitoli di forme d’oro fino
ardite trame bruzzichi declini
garbate bubbole orpelli gingillini
insieme alle presenze leporine
ninnarti tra le gibbulemarine…”
“ Io voglio esserci non dimenticare
tuffarmi dentro l’anima del mondo
amare odiare perdere lottare
scovare infiniti infiniti
gerundiando ogni tanto tra i trifogli
dove un amico dimenticò la luna
Io la raccolsi ma non fui capace
di farla germogliare
Restò come un suono abbandonato
tra le mie braccia
arido cioncato
attratto solo dal suo stesso suono…
Voglio una tana tutta azzurrina
per conservare i semi del ricordo
Voglio un giardino d’orme del domani
e andare ciondoloni tra le piante
come una scimmia sbronza d’ironia
Voglio l’imprecisione del non detto
la sacra stella dell’imperfezione
Voglio l’angoscia furibonda degli inizi
insieme all’ansia giocosa del cammino
L’attesa felina della preda
La fame del finito non finito
Scintillamenti sciarre abissi agguati
di parole e avverbi scilinguati
forme brighelle e antichi biribissi…”
“ Sono pieno di
sogni d’utopie
ideali incrinati e restaurati
c’è chi li
compra e dopo revisione
li butta sul mercato delle menti
Arraffa adotta
spolvera rimpasta
incolla scarta cambia asporta
sfuma deforma
smacchia duplica livello
colore mezzetinte frammenta polarizza
bordi brillanti
effetto movimento
disponi icone allinea…… tutto a posto
mettiamo due
lustrini sul culetto
gonfiamo un po’ le tette e il gioco è fatto
Da me passano
onorevoli signori
pinzochere marpioni professori
proconsoli
fanatici eruditi
professionisti artisti persuasori
Tutti vogliono
un posto dove stare
dove giocare i tiri preferiti
giochi di guerre
da santificare
teorie blasfeme da cicalecciare
pagine gialle
d’etica corrente
dove c’è tutto e niente da pensare
Io sono uno
strozzino abilitato
sono lo psicopompo dei vincenti
l’Antologia
delle presenze-assenze
il Bingo delle sette dei mutanti
Per quei quattro
straccetti che mi porti
tu chiedi troppo non c’è garanzia…”
“ Razza di
babbaleo disinnescato
dal nòcciolo del mondo sconsacrato
stralciami pure
dal tuo folle elenco
resto nel limbo della mia insolvenza
con le mie
carabattole a gropponi
resto nel tribolo della falsa assenza
Non voglio
Paura e Speranza da padrone
bensì compagne amiche sorelline
complici di
calvari e godimenti
strette nella ragione amanti amate
legate al cuore
brigante della notte
furbe grifagne prodighe e corsare
lasciate a terra
bambine vicino
come fiori allacciati sul cammino.
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