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Sin dalla sua origine la razza umana inziò a concepire forme d’arte,
a volte rudimentali, a volte più sofisticate, ma sempre molto
espressive. Evidentemente l’uomo sentiva ed ha sempre sentito la
necessità di portare al di fuori della propria anima tutte le
esperienze, le forme e le sensazioni vissute. L’animo umano è
continuamente pervaso e bombardato da sensazioni che divengono
forme, colori, sogni, suoni, nonché e da tanti altri stimoli che il
suo animo ed il suo spirito più interiore elaborano. I più, non
riescono ad esprimer tutto ciò se non a livello interiore. Altri,
invece, riescono a tradurre tutto riversando i loro ricordi e le
loro sensazioni nell’ambiente esterno. Così nascono la poesia, la
letteratura, il cinema, il teatro, la pittura, la scultura ,
l’architettura, la musica ed altre forme. Più semplicemente
qualsiasi espressione che noi chiamiamo arte. Per far ciò, però,
sono necessarie due condizioni: la facoltà di sapersi esprimere e
gli strumenti necessari per tradurre ciò all’esterno. Tali
strumenti, per citarne dei più conosciuti sono la parola, i gesti,
la scrittura, la matita, la carta, gli strumenti musicali, la penna,
i colori, i pennelli, l’argillla, il marmo, ai quali ne possono
essere aggiunti infiniti altri. Ovviamente senza strumenti le forme
artistiche restano solo a livello filosofico-intellettuale, ibernate
entro la propria mente e non percepibili dal prossimo. Dunque, la
capacità intellettiva e creativa, nonché gli strumenti riescono a
produrre l’arte. Abbiamo visto come quest’ultimi sono i più diversi
e disparati. Ma alcuni, quelli più tradizionali, sono immutabili
nel tempo e dei quali quasi nessun artista ne ha fatto a meno. Nel
campo della pittura questi sono il materiale sul quale viene
impressa la forma pittorica (muro, intonaco, carta, tela ecc) e gli
strumenti propriamente detti, come la matita, colori e pennelli.
Possono a questo aggiungersi altri tipi di strumentazioni, anche di
carattere elettronico, ma comunque, e sempre, sarà necessario
utilizzare la manualità che riesce a rendere evidente al all’esterno
la propria attività artistica. Tutto il resto non è che funambolismo
intellettuale e filosofico. Questo è il motivo che mi porta ad
utilizzare i più classici mezzi espressivi.Le nuove frontiere
dell’arte portano inevitabilmente alcuni a fare a meno degli
strumenti più classici ed usati, ma, a mio modo di vedere ciò potrà
portare a forme integrative ma mai a sostituire i colori di Gauguin,
la luce del Caravaggio, la sensibilità dei disegni di Vespignani, la
forza esptressiva del marmo di Michelangelo. Ecco perché la mia
pittura non fa e non potrà fare mai a meno di tali mezzi. |