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"La Nascita Dell'Arte" a cura di Luigi Celommi

Sin dalla sua origine la razza umana inziò a concepire forme d’arte, a volte rudimentali, a volte più sofisticate, ma sempre molto espressive. Evidentemente l’uomo sentiva ed ha sempre sentito la necessità di portare al di fuori della propria anima tutte le esperienze, le forme e le sensazioni vissute. L’animo umano è continuamente pervaso e bombardato da sensazioni che divengono forme, colori, sogni, suoni, nonché e da tanti altri stimoli che il suo animo ed il suo spirito più interiore elaborano. I più, non riescono ad esprimer tutto ciò se non a livello interiore. Altri, invece, riescono a tradurre tutto riversando i loro ricordi e le loro sensazioni nell’ambiente esterno. Così nascono la poesia, la letteratura, il cinema, il teatro, la pittura, la scultura , l’architettura, la musica ed altre forme. Più semplicemente qualsiasi espressione che noi chiamiamo arte. Per far ciò, però, sono necessarie due condizioni: la facoltà di sapersi esprimere e gli strumenti necessari per tradurre ciò all’esterno. Tali strumenti, per citarne dei più conosciuti sono la parola, i gesti, la scrittura, la matita, la carta, gli strumenti musicali, la penna, i colori, i pennelli, l’argillla, il marmo, ai quali ne possono essere aggiunti infiniti altri. Ovviamente senza strumenti le forme artistiche restano solo a livello filosofico-intellettuale, ibernate entro la propria mente e non percepibili dal prossimo. Dunque, la capacità intellettiva e creativa, nonché gli strumenti riescono a produrre l’arte. Abbiamo visto come quest’ultimi sono i più diversi e disparati. Ma alcuni, quelli più tradizionali,  sono immutabili nel tempo e dei quali quasi nessun artista ne ha fatto a meno. Nel campo della pittura questi sono il materiale sul quale viene impressa la forma pittorica (muro, intonaco, carta, tela ecc) e gli strumenti propriamente detti, come la matita, colori e pennelli. Possono a questo aggiungersi altri tipi di strumentazioni, anche di carattere elettronico, ma comunque, e sempre, sarà necessario utilizzare la manualità che riesce a rendere evidente al all’esterno la propria attività artistica. Tutto il resto non è che funambolismo intellettuale e filosofico. Questo è il motivo che mi porta ad utilizzare i più classici mezzi espressivi.Le nuove frontiere dell’arte portano inevitabilmente alcuni a fare a meno degli strumenti più classici ed usati, ma, a mio modo di vedere ciò potrà portare a forme integrative ma mai a sostituire i colori di Gauguin, la luce del Caravaggio, la sensibilità dei disegni di Vespignani, la forza esptressiva del marmo di Michelangelo. Ecco perché la mia pittura non fa e non potrà fare mai a meno di tali mezzi.

 

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