.

Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

.
 
 

Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
.

.

.

.

.

.

 

PRESENTAZIONE "Geni Del '900"  a cura di Rosa Spinillo

Per una comprensione del sistema delle arti contemporanee non si può non tenere conto delle Avanguardie  Storiche. Geni del Novecento come Picasso e Matisse  hanno lasciato un segno indelebile nell’arte odierna. Tutto il sistema delle arti visive contemporanee subisce ancora oggi in qualche modo l’influenza del secolo scorso.  Tutta  l’arte contemporanea per i “ non addetti ai lavori” non è di facile approccio. Le avanguardie storiche di  inizio Novecento (   Espressionismo,Cubismo, Futurismo, Surrealismo, Dadaismo, Metafisica, Astrattismo, ecc…) hanno stravolto completamente il concetto di arte, determinando una nuova idea di arte e di artisticità. Ciò in parte è dovuto alla mutata condizione del pensiero filosofico contemporaneo,  a mutate condizioni  sociali  ed  economiche  successive  agli  sconvolgimenti  dei   due conflitti mondiali. Si è fatto strada un nuovo concetto di uomo e di umanità, nella precarietà sempre più sconvolgente del nostro tempo che sembra distruggere ogni speranza di durata. Quando Marcel Duchamp con Man Ray l’esponente più incisivo del Dada, propose la Gioconda coi baffi, lo fece non come scrisse Giulio Carlo Argan per “ sfregiare un capolavoro, ma per contestarne la venerazione che gli viene tributata dall’opinione comune”. Duchamp fece diventare arte anche un orinatoio, un portabottiglie,  una ruota  di  bicicletta, spostando questi oggetti da un contesto quotidiano ad uno privilegiato, quello dell’arte. Ci si spostava così dall’idea di arte su quella di artista: è  la  volontà dell’artista a indicare come opera d’arte un oggetto spostato dal suo contesto sancendone così  tale status. I parametri di lettura sono cambiati: si richiede un atteggiamento differente  da quello tradizionale. Nel nostro tempo l’arte diventa sempre più una disciplina specialistica, intellettualizzata. E come ogni disciplina, richiede anche un linguaggio specializzato e l’uso di termini tecnici. Chi si accosta  a questo argomento per la prima volta, abbandoni ogni preconcetto, ogni prevenzione, cercando   di   cogliere  nel  linguaggio dell’arte del nostro tempo, una delle realtà che ci appartengono, perché parte essenziale e testimonianza del nostro momento storico. Sento il dovere di chiarire le ragioni per le quali ho scelto i “Geni del Novecento”  secondo due linee parallele: in arte come in natura, da sempre, istintualità e razionalità si scontrano e si incontrano, determinandone i  comportamenti.  Per rendercene conto non c’è bisogno, di rifarci al dualismo classico che riportava questi due atteggiamenti all’influsso di Dioniso e  Apollo: il primo, Dioniso, il dio che si abbandona all’ebbrezza, all’istinto, alla volontà, l’altro, Apollo, il dio che si affida all’idea, alla ragione pura. Nietzsche nel suo saggio “ La nascita della tragedia”, rappresentava questa dualità nella scansione  “ volontà / rappresentazione”, facendo corrispondere il“ dionisiaco”, appunto, all’ebrezza, quindi all’impulso della volontà, l’ “apollineo” al sogno, all’idea, alla “rappresentazione”. E  secondo  questa  scansione distingueva il carattere mediterraneo, “classico”, da quello nordico, “romantico”. Per un ulteriore comprensione faccio riferimento alle scienze fisiche, a un pensiero di Max Planck fisico- teorico della Columbia University che già nel lontano 1909 rifacendosi al Secondo Principio della Termodinamica affermava “ non è la distruzione atomica ma piuttosto l’ipotesi del disordine elementare a costituire il vero e proprio principio dell’entropia…”. Il termine “entropia” indica la grandezza  in  termodinamica che permette di valutare la degradazione dell’energia di un sistema; “ l’entropia di  un  sistema  caratterizza  il  suo  stato  di  disordine ”.  Il  critico Rudolph Arnheim, in Entropia e Arte. Saggio sul disordine e sull’ordine (California University, 1971) applica questa teoria alle arti, scorgendovi “due tendenze stilistiche, a prima vista del tutto diverse l’una dall’altra”, una tendente all’ordine, alla “semplicità estrema”, alla progettualità, “iniziata”, nell’arte contemporanea, “fino dal 1913 dal quadrato nero su fondo bianco del pittore suprematista russo Kazimir Malevic”, la seconda “ che si connette  al disordine accidentale o deliberatamente prodotto”, e che, nella pittura moderna può individuarsi nelle “chiazze o spruzzi di colore più o meno controllate”, nella scultura può consistere “ nell’affidarsi a tessiture  casuali, a strappi o intrecci di materiali diversi, nonché a oggetti trovati”. Abbiamo   individuato   due   tendenze nell’arte del Novecento che si incontrano e  scontrano reciprocamente, ma perseguono anche

un  percorso autonomo. Partirò con l’esplicazione del genio di Munch di cui proprio in questi giorni è stato rubato al Museo di Oslo il famosissimo dipinto “ Il grido”. Poi  il genio di Matisse e il Fauvisme, Picasso e il Cubismo, Duchamp e il Dadaismo, Malevic e il Suprematismo, Boccioni e il Futurismo. Si  passerà al genio di Giorgio De Chirico e Alberto Savinio ( Metafisica) , Max Ernst e Salvador Dalì, Renè Magritte (  Surrealismo ), Amedeo Modigliani, Filippo de Pisis e la “Scuola di Parigi”.  La “Scuola di New York” e  l’Espressionismo astratto con Pollock, De Kooning e Rotko.  Il genio di Emilio Vedova ( Astrattismo) poi la Pop Art  e il New Dada con Rauschenberg .  Si  spazierà  dall’ arte concettuale di Joseph Beyus al graffitismo di Jean Michel Basquiat. Per  concludere con la Transavanguardia Italiana analizzando il genio di Mimmo Palladino e Francesco Clemente.

Ritorna All'indice generale

Il materiale contenuto in questo sito, appartiene ai rispettivi autori. è vietato un qualsiasi utilizzo  Tutte le iniziative di questo sito sono completamente GRATUITE e servono ad arricchire solo la cultura dell'anima .