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Rubriche d'Arte
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Francesco Cairone
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"Picasso e la rivoluzione Cubista" a cura di Rosa Spinillo


IL CUBISMO ANALITICO

Un po’ come nell’apologo della lepre e della tartaruga, spesso i più grandi conservatori sopravanzano di gran lunga il proprio tempo. Così più del vivace Picasso fu il serio e metodico Braque  a formulare la grammatica del cubismo, prima di venire in contatto con l’artista spagnolo. Riflessivo e metodico, già nei suoi ultimi dipinti del periodo fauve  Braque aveva sviluppato  uno  schema    complessivo   di   utilizzazione   del   disegno e

distribuzione del chiaroscuro che una volta risolto concettualmente nell’equivalente pittorico della geometria piana, sarebbe divenuto il fondamento  del  nuovo  stile  cubista. Questo  processo  di  astrazione  fu portato avanti alla fine del 1907 quando Braque ultimò a Parigi i quadri  iniziati  l’estate prima all’Estaque. Braque ricordò più tardi: Avevo imparato a dipingere dal vero; per questo, quando giunsi alla conclusione che dovevo essere libero di lavorare senza modello, la cosa non mi fù facile. Continuai tuttavia a lottare seguendo le mie intuizioni,

e scoprii che a poco a poco mi ero distaccato sempre più dal motivo. In quei momenti bisogna seguire degli imperativi quasi inconsci; non c’è modo di sapere cosa accadrà   in seguito. Il risultato furono una serie di opere  tra cui Paysage avec des maisons, un’opera in cui il cezannismo è così semplificato da trasformarsi in proto- cubismo. Cézanne rimane comunque la fonte di’ispirazione primaria. Braque è ormai giunto a padroneggiare con sicurezza i passages del maestro, ossia la tecnica di aprire o spezzare i  contorni  in  modo da consentire a piani disposti suvari

livelli di trapassare l’uno nell’altro, per ottenere mediante un processo di elisione, l’annullamento dell’effetto  tridimensionale e la creazione di uno spazio compresso, da bassorilievo. Grazie alla  riduzione della tavolozza a una distribuzione uniforme di verde e ocra, così figura e sfondo, pieno e vuoto, non sembrano separati ma più o meno continui, lo spettatore sperimenta una curiosa sensazione di simultaneità  caratteristica       del Cubismo L’unità pittorica è rafforzata dall’assenza di porte e finestre a favore di una geometria più semplice, dall’utilizzazione del cielo e del fogliame,    che     ne    fa     delle

estensioni delle forme architettoniche purificate. In Maisons à l’Estaque del 1908 opera storica che diede origine al termine “cubismo”, Braque compì il primo passo verso il Cubismo maturo, scegliendo un  motivo di colline che eliminava ogni traccia della linea dell’orizzonte. Ciò gli consentì di riempire l’intero campo visivo con un assortimento compatto, formato esclusivamente da case e da alberi, semplificati e uniformati come se una famiglia di forme elementari stesse alla base di ogni  varietà fenomenica. Tramite Daniel Kahnweiler, il mercante più interessato agli artisti cubisti, Braque conobbe Picasso, Apollinaire e gli altri membri della loro cerchia. Mentre Braque avrebbe sostenuto   che  il  cubismo   era  “ la materializzazione di un nuovo spazio”, cioè dello “spazio  visivo” che egli avvertiva come elemento di separazione “ degli oggetti tra di loro”, Picasso con la sua passione per la figura umana, avrebbe definito il Cubismo come “un arte che si occupa principalmente della forma”. Picasso sempre veloce

nell’afferrare le possibilità di ogni nuovo materiale, procedimento o idea, s’impadronì della lezione di Braque e la applicò  in  un’opera “africana” di grandi dimensioni, vigorosamente scultorea, dai colori sgargianti: Trois femmes  ridipingendo la tela fino a trasformarne la carica espressionistica in qualcosa di altrettanto controllato, coerente e sottilmente modulato quando le contemporanee opere di Braque. Nel Portrait de Ambroise Vollard, Picasso si tenne al passo con Braque e applicò il metodo analitico, dissolvendo l’immagine da Buddha del famoso mercante in un bagliore di sfaccettature argentee. Mentre gli angoli  d’intersezione  definiscono  le

superfici come se si trattasse  di piani trasparenti, essi strutturano al tempo stesso l’opera facendone una sorta d’impalcatura architettonica, rendendo lo spazio indeterminato e piatto. In alcuni punti cruciali le sfaccettature  si sovrappongono, si dissolvono o mutano colore, assumendo sfumature color carne, rivelando una figura e un volto, la cui identità corrisponde inconfondibilmente all’uomo che Cèzanne aveva ritratto quindici anni prima.

 

IL CUBISMO SINTETICO

Ansioso di recuperare altri aspetti della realtà, rinunciando alle convenzioni dell’arte del passato, Picasso rinunciò al colore a olio e ai pennelli per utilizzare elementi concreti, incollati direttamente sul supporto. All’inizio del 1912, Picasso creò la Nature morte à la chaise cannée  e inventò il collage, una  delle   tecniche   più   fertili  e  liberatorie   concepite  dall’arte

moderna. L’insolita combinazione di banalità e di  dubbio metafisico simboleggiata dal collage di Picasso fu sottolineata per la prima volta da Apollinaire, nel saggio più acuto e poetico sul Cubismo. Apollinaire scrisse di Picasso: Allora egli interrogò acutamente l’universo. Si abituò all’immensa luce degli abissi. E  talora     non  disdegnò di utilizzare oggetti veri, lo spartito di una canzone    da   quattro soldi, un

vero francobollo postale, un pezzo di tela ricoperto col rivestimento di una sedia. Il pittore non cercava di aggiungere alcun elemento pittoresco alla verità di questi oggetti. La sorpresa ride selvaggiamente nella purezza della luce, ed è perfettamente legittimo usare numeri e lettere stampate come elementi pittorici; nuovi nell’arte essi sono già intrisi di umanità. Ormai  in  possesso  di  una  gamma  assai  più  estesa 

di  mezzi pittorici, Picasso e Braque iniziarono a fare quadri non più fondati sulla frammentazione ma sull’assemblaggio e sulla costruzione di forme. Questo nuovo stile, costruttivo e sintetico anziché analitico, divenne noto come “cubismo sintetico”. Meno ermetico e cerebrale, il cubismo sintetico rimase una forma espressiva  dominante per tutti gli anni Venti e per alcuni fondamenti estetici esso conserva valore ancora oggi. In questa fase più accessibile, il Cubismo      divenne       uno      stile internazionale, costituendo un terreno fertile per artisti di ogni temperamento e dando origine a opere più piatte e monumentali di quelle del periodo analitico, di cromia e di tessitura più ricca e d’ispirazione più varia.

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