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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
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"Mostra di PICASSO - Salerno celebra gli inizi " di
Rosa Spinillo |
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I luoghi e i riti del
mito è la mostra su Pablo Picasso, curata da Massimo
Bignardi e Maria Luisa Borras, il cui percorso
espositivo intreccia un filo conduttore fra i segni
della civiltà greca, e le energie che hanno acceso la
creatività del principale interprete della
contemporaneità. La prima sezione della mostra è
incentrata sulle opere del periodo giovanile di
questo grande |
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artista. I dipinti
sono quelli eseguiti a Malaga e Barcellona, alla
fine degli anni novanta dell’Ottocento, per poi
arrivare agli ultimi disegni che caratterizzano
l’ultimo periodo della sua vita. Il perno centrale
del percorso espositivo è rappresentato dalle
opere dipinte a Barcellona, datate 1896- 1903. Un
giovanissimo Picasso ( aveva da poco compiuto i
quindici anni), rivolge la sua attenzione al
paesaggio dei dintorni e nascono opere come
Marina di Alicante, del 1895, Giardino e
Paesaggio urbano, entrambi del 1896,
provenienti dal Museo Picasso di Barcellona.
Successivamente lo sguardo picassiano coglierà i
diversi tipi-umani, avviando così, il processo di
conoscenza della realtà visiva. Sono i primi
esempi delle sue esplorazioni nel mondo
dell’arte, sa cogliere già lo spirito umano
attraverso la quotidianità, poi attingerà sempre
più all’immenso repertorio delle forme della
natura, e negli anni maturi le stravolgerà
completamente, rinunciando alle
convenzioni dell’arte
del |
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passato. Sono esposti i nudi accademici
Bambino nudo, del 1896, e Torso di adolescente,
del 1897. Il ritratto dell’amico morto suicida
Casagemas nudo, del 1902. Poi seguono gli
interni, tra i quali la piccolissima tavola La
finestra chiusa, del 1899. Nella Scena di
bordello, e nell’Atelier di modista,
entrambi del 1900, sono
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evidenti gli
influssi
degassiani. L’iter culturale picassiano segue il
Mediterraneo, con le diverse annotazioni sul taccuino
del “Viaggio italiano” del 1917, che segnerà il ritorno
alla classicità, dopo l’esperienza cubista. Rimarrà
estasiato di fronte alla pittura pompeiana, la Roma
classica e rinascimentale e l’incontro
a Napoli |
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con
la pittura del Von Marées, saranno fondamentali per la
comprensione di Parade. Segue questo
ordine temporale, il definitivo ritorno al Mediterraneo
con le figure, i segni, i colori di un’origine lontana
che saranno presenti nelle sue opere tarde, fra il 1942
e1973, data della sua morte. Sono gli anni trascorsi in
Costa Azzurra nella sua villa La Californie
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presso Cannes, e poi Mougins, in Provenza. Sono anni
fecondi in cui l’artista realizza, piatti, ciotole,
ceramiche, vasi, piastre di terracotta. Nel 1946, a
Vallauris incontra il vasto repertorio delle forme della
ceramica. Impara il linguaggio degli oggetti, i tempi
del tornio, la magia del fuoco; riscopre il mito e
l’archetipo, la tradizione come
stimolo della |
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creatività. Una successiva sezione della mostra è
dedicata al “rito”come elaborazione simbolica della
magia del volo, di quella forza che si trova nell’arte
del “toreare” che è il cardine per leggere l’immaginario
picassiano. La corrida è guardata come rito e liturgia
del sacrificio. La Tauromachia posta all’inizio
del percorso espositivo si snoda attraverso la serie di
incisioni realizzate da Picasso nel 1957. L’esposizione
si chiude con la celebre Suite Vollard che
raccoglie 100 incisioni realizzate dal 1930 all’37. La
Mostra ospita anche una sezione fotografica di grande
rilievo: si tratta di opere di fotografi-artisti del
Novecento che hanno lavorato con Picasso come, Robert
Capa, Henri Cartier Bresson, Herbert List, René Burri e
Arnold Newman. |
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