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"Il Nuovo Grande Dell'Arte è Pier Toffoletti"

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La passione di Pier per l'arte nasce fin da giovanissimo. I suoi familiari si accorgono presto delle potenzialità artistiche ereditate dal nonno.A 12 anni un paio di libri d'arte su Michelangelo e Cézanne regalatigli dalla zia, lo spingono a cercare di riprodurre quelle figure e quindi, invece di comprarsi cose da ragazzi come tutti i suoi coetanei, appena ha un po' di soldi Pier va in una drogheria della vicina Cividale a comprare il necessario per dipingere. Al ricordo di quel negozio Pier avverte ancora l'odore delle spezie miste ad olii. Finite le scuole dell'obbligo si iscrive all'istituto Statale d'Arte di Udine,dove inizia a studiare i classici e rielabo-

ra in diverse tecniche alcune opere di Michelangelo. La scuola gli permette di scoprire un'altra grande passione: la fotografia. I servizi fotografici di ambienti rurali che Pier si diverte a realizzare in questo periodo diventano una testimonianza di come era il territorio prima che venisse devastato e profondamente rivoluzionato dal terremoto del '76. Nel '76  consegue il diploma in Arte applicata, grafica pubblicitaria e fotografia. Durante il periodo scolastico Pier si avvicina alle filosofie orientali e soprattutto allo Yoga, disciplina alla quale si dedicherà, insegnando l'Hata Yoga, per sette anni. In questo periodo si reca per due volte in Francia dove viene iniziato ai primi stadi di elevazio-

ne spirituale. Nel '78 apre uno studio di   grafica e produzione di filmati pubblicitari relegando la pittura nei ritagli di tempo. Si impegna come regista di video musicali, spot televisivi documentari e cartoni animati. Apre anche un ramo d'azienda radiofonico e nel giro di pochi anni possiede due emittenti radio. Parallelamente al lavoro si dedica a hobbies come la subacquea, la speleologia e il trekking. Tiene corsi di sopravvivenza e per dieci anni fa parte del Gruppo Regionale di Soccorso Alpino Sezione Speleologica. Il legame con la natura diventa sempre più stretto. Gli anni di attività speleologica lo portano ad avere un

intimo rapporto con la roccia che spesso calca il suo corpo e il suo viso. Pier impara a conoscerla e a sottomettersi a lei per superare certi profondi anfratti. Nel grembo di "madre terra" prova le emozioni più forti, che vanno dai momenti di pace ed armonia a quelli di panico e sgomento perché coinvolto in tragici incidenti. La voce di Pier trema e si emoziona ancora quando parla di queste cose. Tra il '92 e il '94 partecipa a delle interessanti esplorazioni in ambienti naturali incredibili del Centro e Sud

America che lo inducono a cambiare il suo stile di vita. Si rende conto di essersi fatto troppo coinvolgere dal lavoro. Troppi impegni. Troppi pensieri. Decide di vendere le emittenti radiofoniche e prendersi un anno di pausa. Il '94 è l'anno della svolta. A Managua, in Nicaragua, Pier incontra un suo corregionale già docente dell'Accademia di Venezia, lì trasferitosi da tempo, che realizza murales giganteschi di una stupefacente bellezza. Pier capisce e sente che è arrivato il momento di dedicarsi completamente alla pittura. La scelta non è certo semplice. Notti insonni e sofferenza accompagnano la sua ricerca artistica. Lo spunto, la chiave di tutto è ancora una volta da ricercare nella natura: Pier sente forte e irrefrenabile l'esigenza di ricreare superfici naturali come lastre di pietra grezza solcate da segni e graffiti che tanto l'hanno colpito nella sua avven-

tura di speleologo. E' arduo far convivere figure classiche e superfici grezze, però le due cose fanno parte della sua storia e Pier cocciutamente produce tavole su tavole che finiscono poi regolarmente da lui distrutte o cancellate. Ma egli dimostra ancora una volta di essere l'uomo dalle scelte difficili ma emozionanti alla costante ricerca di avventura sia nel lavoro che nella vita ed i risultati presto arrivano. E' attraverso il rapporto intimo che lega l'uomo alla roccia che possiamo capire come mai ci troviamo di fronte a opere che sembrano talvolta scolpite nella pietra. I materiali stessi come polveri di marmo, argille o sabbie che l'artista usa per le superfici dei suoi quadri vengono portati in superficie dalle profondità delle sue esplorazioni. Pier si impone di trovare una amalgama priva di elementi chimici. Egli è infatti l'uomo che si rivolge alla natura con l'animo gentile e attento di chi la natura la rispetta, la ama, la fa sua e in essa è in grado di scoprire i propri limiti. L'Arte dona a Pier l'occasione di far emergere ciò che in anni di esperienze si è sedimentato in lui. E' quindi naturale, ora, per l'artista coniugare le sue ricerche in profondità, che sono sì fisiche ma anche e soprattutto interiori, con la ricerca di nuove superfici pittoriche. Le figure dipinte, per lo più femminili, entrano a far parte integrante del fondo con pochi tocchi di pennello. Egli rivela in una intervista fattagli dalla rivista giapponese "Art Pictorial" (Novembre 2004) che il soggetto,  la donna,  è  un

  pretesto per rappresentare l'essenza naturale che in fondo è in ognuno di noi. E' la natura stessa spogliata di ogni pregiudizio o maschera. Le incisioni e i graffiti sono diventati un misterioso linguaggio proprio dell'Arte di Pier. Ultimamente egli sostiene: "I media ci bombardano di immagini e scritte, testi su testi che ormai mi rimbalzano addosso perché ho una mente semplice e non ce la faccio a sostenere troppi input, perciò guardo questi testi, li spoglio del loro significato e li trovo interessanti come texture, come immagine; ed ecco che li riciclo nei miei quadri facendoli diventare una forma d'arte." Questo rispecchia il momento parti

colare che l'artista sta attraversando. E' in atto un cambiamento.Pier sente l'esigenza di esplorare nuovi mondi artistici, mondi che già conosce a livello di tecnica come la fotografia, il filmato, l'animazione o la scultura. Vuole sondare maggiormente l'attualità o rivisitare il Rinascimento in chiave ancora più moderna, si sta spingendo ancora più in là della sua "rievocazione del presente" cui  si   riferisce la  prima

parte di questo libro. Questo continuo evolversi fa sì che Pier abbia sempre l'entusiasmo e la voglia di esprimersi che sono alla base della sua ricerca artistica.  Compagna di vita e di lavoro fin dal '79 è la moglie Manuela, che lo ha seguito e sostenuto in tutte le sue avventure, lavorando sempre a stretto contatto con grande responsabilità ed abilità. Non a caso Pier ama definire il suo matrimonio come: "La cosa più bella che potesse capitarmi". Tuttora come prima e più di prima Manuela è una presenza per lui importantissima e mai invadente perché Pier è uno spirito libero.

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