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Vecchiato Art Galleries è un nucleo
galleristico in continuo sviluppo e costante
ricerca. Esso comprende due realtà
complementari, Vecchi-ato nuove proposte e
Vecchiato storica, che lavorano in parallelo
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per organizzare eventi e promuovere artisti
sto-ricamente e internazio-nalmente
consolidati, ma anche esponenti più giovani,
vantando da anni contratti di esclu-siva con
numerosi di essi. Parte del suo inte- |
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resse è da tempo rivolto verso l’arte
contempo-ranea cinese, riuscendo così a
presentare le tendenze più attuali e le
ultime ricerche. La Gallery Collection
com-prende i principali espo- |
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nenti delle varie corren-ti artistiche del
Nove-cento, dallo Spazialismo all’Informale,
dal Nou-veau Réalisme all’Arte Povera, dalla
Transa-vanguardia alla Pop-Art,
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dal Concettuale all’ Action Painting. Tra
gli altri, spiccano Fontana, Afro, Burri,
Vedova, Mathieu, Arman, Spoer-ri, Hains,
Christo, Pis-toletto, De Dominicis,
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Cucchi, Warhol, Basqui-at, Tobey, Sam
Francis, soltanto per citarne alcuni,
considerati come i capisaldi della ricerca
estetica degli ultimi 50 anni.
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"Oltre
la Terra"
- Immaginando Nuovi
Firmamenti - |
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Anche il legame stellare è un inganno.
Ma sia gioia per un istante, ora,
credere alla figura. Tanto basta
Rainer Maria Rilke |
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Dopo il legame
manifestato con la terra e la Natura, i
mutanti di Rabarama vengo-no guidati
dall’artista ad “alzare metaforicamente lo
sguardo verso il cielo”. Ad assumere
centralità tematica è un’aspirazione alla
tra-scendenza, articolatesi nella ricerca di
una spiritualità che, pur svincolata da una
individuabile fede, non ri-nuncia ad
appoggiarsi visivamente ad un libero
sincretismo iconografico: una sorta di
nomadismo spirituale, che delle confes-sioni
religiose può radunare i simboli connotati
da una universale riconoscibilità e da una
immediata riferibilità immaginativa.Vengono
così ad imprimersi sulle superfici profili
di croci e di stelle, e ritorna a
distendersi sui cor-pi lavorati
dall’artista, senza soluzione di continuità,
il mosaico uniforme di motivi emblematici. A
questa nuo-va apertura verso la dimen-sione
immateriale, si accom-pagna il ritorno del
colore, contestualmente al quale si innesca
una autentica “dan-za” delle articolazioni
anato-miche, spinte al limite delle
possibilità umane: si vedano gli esempi di
opere come “Battito”,o “Costellazione”. Ne
vengono esaltate in par-ticolare le linee
spezzate che sottendono al tornirsi degli
arti e, come raramente veri-ficatosi in
passato, alcune scelte formali conferiscono
al singolo gesto un’eloquen-za retorica che
prescinde dall’espressività complessi-va del
corpo cui appartiene. Lo spettro delle
emozioni trasmesse si descrive tra-mite
un’ampia oscillazione, di cui un’estremità
può essere carpita nel volteggio
ipoteticamente aereo di “Ricerca” – ma si
tenga in considerazione, nell’ambito di
questo immaginario “dis-tacco” da terra, un
titolo come “Butterfly” – ed un’ altra nel
ritorno a posture evocanti una chiusura nei
confronti dell’esterno e, con esse, un
pessimistico ripie-gamento su di sé. Non è
probabilmente nel cielo che gli esseri
convocati da Ra-barama troveranno
compo-sizione del proprio dissidio
esistenziale. Del loro intrec-cio con
l’infinito l’artista non rinuncia però a
fotogra-fare, fissandolo in una parti-colare
ricchezza di forme e colori, il sogno. |
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Armatura
2002, bronzo dipinto,
cm 29x62x56

Can-cellazioni
2003, bronzo dipinto,
cm 37x29x30

Re-surrezione
2007, olio su tela,
cm 60x115

Tran-sito
2002, bronzo dipinto,
cm 42x46x26 |
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