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"Anche Tra le Montagne, Gli Angeli di KOSTABI"
a cura di Lia Durante

Figure flessuose e sensuali senza occhi, naso, bocca, orecchie, capelli, vestiti, gioielli. Solo corpi sinuosi, slanciati, eleganti, senza elementi che denotino uno status sociale. Figure man-canti di tratti somatici, che ricordano i manichini di de Chirico, quelli di legno che si usavano gli artisti per poter studiare l'anatomia, anche in assenza di modelli reali. Figure biancastre quasi evanescenti, ma se-gnate da profonde ombre scure che ne sottolineano un volume e un peso terrestri. Esseri tutti uguali e anonimi, che tuttavia esprimono una straordina-ria vitalità, oppure dolcez-za, calore umano, voglia di danzare, di assaporare qualcosa di buono, di suonare, leggere, giocare, di fare cioè quello che di meglio si potrebbe fare da esseri umani completi di ogni dettaglio. Evidente-mente Kostabi vuole im-mortalare nelle sue opere una sorta di specie evoluta, umani che hanno dimen-ticato idee di violenza, so-praffazione, cupidigia, alla ricerca invece di armonia, equilibrio, poesia, amore, in qualunque luogo si tro-vino. E i luoghi per l'artista cambiano sempre a secon-da delle opportunità espo-sitive, ormai moltissime, che gli vengono offerte, come nel caso della recen-te grande mostra a Berga-mo, dove nelle sue opere ricorrono le antiche piazze vuote, scorci architettonici della città completi di cieli giallastri, che ci rimandano allo spazio senza tempo della Metafisica. Ora per Cortina Kostabi ci propo-ne sfondi con suggestive montagne rossastre, avvol-te nel biancore della neve, oppure svettanti su ampie distese d'erba, e le altret-tanto note vedute con il campanile e la chiesa par-rocchiale a suo tempo già dipinte da De Pisis. Qui i toni del colore usato dall' artista cambiano ed esal-tano la freschezza e la purezza dell'aria montana, nella quale le sue anime elette sembrano diventare ancora più agili ed elasti-che, pronte a sollevarsi in acrobatiche evoluzioni, piuttosto che a lanciarsi in una spericolata discesa sugli sci, per poi scompor-si, e dare vita a composi-zioni gioiose e dinamiche alla Depero. In ogni caso che si tratti di Cortina, Bergamo, piuttosto che Roma o New York o altri luoghi gli angeli di Kostabi sono sempre protagonisti. Ed è forse per diffondere ovunque questo genere di rara popolazione, che l'artista ha aperto, nel 1988 a New York, il suo ormai notissimo Kostabi World dove, insieme a numerosi assistenti e creativi, realizza opere prodotte con una logica quasi seriale, se-guendo le orme di un grande maestro in questo senso come Andy Warhol e del suo più vicino compagno di strada, da tempo scomparso Keith Haring. Kostabi World propone, inoltre, oggetti d'uso comune: tazze, magliette, orologi, acqui-stabili da chiunque a costi contenuti, secondo l'idea di una diffusione demo-cratica dell'arte e, ci piace pensare, affascinati dal candore di queste figure, di una diffusione altrettanto democratica, dei suoi me-ravigliosi angeli, che sem-brano volare oltre il grigio-re del semplice business.


Laes of Gravity
Olio su tela 111.8x76.2


The Calling
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Living Oblivion
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Progress Report
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Solution
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