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"Giovani Talenti Crescono" a cura di Francesco Cairone
PRESENTA:
FABIO MASCIANGELO
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Nato nel 1969 a Fossacesia, in Provincia di Chieti,  dipinge il suo  primo ritratto all’età di 8 anni, e a 10 si classifica al primo posto ad un concorso scolastico. Nel corso degli anni allena la sua mano con il disegno a carboncino, ma sarà l’olio su tela a segnare l’inizio della sua carriera artistica . Le opere dell’artista Masciangelo evidenziano una struttura pittorica chiaramente ispirata alla corrente impressionista di fine ‘800, dalla quale trae fondamento tutta la sua arte. I paesaggi che ama ritrarre, rigorosamente “en plain air”, si compongono attraverso i rapidi tocchi del pennello e prendono forma ad ogni seduta, quasi come se il panorama ritratto fosse costruito a strati sovrapposti; e così il pittore lavora, muovendosi sull’accostamento di tonalità e sfumature dei sette colori dell’iride, alla perenne ricerca degli effetti di luce sul paesaggio che ha di fronte. Masciangelo può  essere  riconosciuto  un autodidatta,


Fabio Masciangelo

un artista che dall’osservazione dei dipinti dei maestri impressionisti, ha tratto lo stimolo per sviluppare una tecnica non accademica, che ha radici istintive. Lo studio dei manuali sulle tecniche pittoriche infatti iniziava a limitarlo nell’espressione, ad inquinare la sua matrice interiore: “Dov’è la legge? Non c’è legge nella pittura, né di prospettiva, né di colore”. Ma il soggetto in realtà è solo un pretesto: egli intende dipingere l’atmosfera che avvolge il paesaggio e cogliere il più possibile l’emozione di ogni singolo istante.  Nei rari casi in cui si ha fortuna di osservarlo dipingere, lo si scopre totalmente immerso nella natura che gli parla, rapito dal fervore di voler fermare il più possibile ogni istante di luce, di colore, ogni sensazione che sente di voler catturare e tradurre.  Ed è proprio la fugacità di quelle sensazioni il motivo che lo spinge ad “ingrassare” rapidamente la tela, evitando i bozzetti, che tolgono entusiasmo nel costruire il quadro. Ma l’opera non potrà dirsi compiuta fin quando l’energia sprigionata dal dipinto non sarà paragonabile a quella che il pittore sente esplodere dentro ogniqualvolta si trova davanti al paesaggio. Attraverso le sue opere l’artista esprime il forte desiderio di far rinascere l’interesse e il piacere di osservare un paesaggio dipinto, e di risensibilizzare il pubblico ad un’arte che non va spiegata, ma semplice-mente contemplata, un’arte che sia generatrice di emozioni immediate e non filtrate. I suoi quadri sono un invito ad assaporare la suggestione di quei paesaggi e la magia che da quei luoghi si propaga, e che Masciangelo sembra voler instancabilmente e febbrilmente inseguire. Ogni tela rappresenta dunque il prodotto della tensione emotiva interiore dell’artista che si traduce però in un messaggio di calma, sobrietà, pace, ed eleganza, uno strumento di evasione da trasferire all’osservatore.

   

"Cosa posso dire di me..."
di Fabio Masciangelo

Non posso dire quand’è iniziata la mia carriera artistica. Sin da quando ero bambino ho sempre avuto la passione per il disegno, infatti a scuola, a casa, non facevo altro che copiare ciò che mi piaceva. A otto anni, una sera, era a casa mia mio zio Franco e mentre mia mamma lavorava al cucito, ricordo di avergli rubato un foglio di carta da cucito e su di esso feci un ritratto di lui appoggiato alla cucina; venne fuori un ottimo ritratto. A seguire negli anni la mia passione è rivolta verso il disegno al carboncino, perché mi permetteva di fare tutte le sfumature che volevo. Tutto questo senza mai prendere lezioni. Più avanti ho imparato ad usare i pastelli e gli acquerelli, ma solo quando usai i primi colori ad olio, capii quanto era fiabesco quel tipo di pittura, tutto si creava con semplicità ed armonia. Ormai gli anni passavano e sempre più la pittura era per me l’espressione di ciò che vedevo. Ho cominciato a seguire l’arte dei grandi maestri dell’Ottocento, osser-vandoli dal vivo nei musei in Italia ed in Francia, ed ero ossessionato dalle loro creazioni, ancora oggi cerco di capire cosa avessero in testa, quali erano le loro intenzioni, quali le loro ossessioni. Purtroppo la vita mi ha portato a non poter studiare arte, nonostante i professori mi consigliavano di frequentare l’Acca-demia di Belle Arti, ed ancora ringrazio un ex insegnante dell’Acca-demia di Firenze ormai non più operante in Italia, per i buoni suggerimenti che mi diede riguardo alcune accortezze sulla mia tecnica.. Nonostante tutto però, mai come ora mi rendo conto che malgrado questa lacuna, ugualmente gli studi fatti con le mie ossa sul campo, stanno dando buoni frutti. Amo la pittura “en plein-air”, perché mi colma di ogni cosa, ma soprattutto perché è l’unico modo per far capire a tutti cosa ho in mente e quanto è forte questa passione per me e allo stesso tempo quanto mi strema . Sicuramente non spiegherò tecnicamente il mio lavoro, anche perché scriverei un libro e non è il caso, ma altrettanto vorrei farVi capire cosa voglio fare: semplicemente dico che un quadro è un insieme di colori e che questo attrae lo sguardo e l’interesse dell’osser-vatore. Ma molto complesso invece, è dare un anima a  quel quadro ed è questo che lo rende differente da altri. I colori, l’anima, sono cose che si possono catturare solo dipingendo dal vivo. Ho improntato la mia tecnica pittorica proprio su questo, ed anche se un grande maestro del passato disse: “… bisogna saper dipingere ad occhi chiusi !”, anche se so che questo è più che vero, sono altrettanto sicuro che c’è dell’altro. Ecco, è su questo che voglio battere, trovare l’anello tra l’immagi-nazione e la realtà. Attualmente sono impegnato su degli studi per capire come poter catturare le varie atmosfere, le varie luci, le diverse sensazioni, e nonostante la complessità, più la voglia dentro di me è forte, ormai è un ossessione, che non mi dà pace. Non mi basta essere alla continua ricerca della giusta tecnica, voglio molto di più, voglio riportare su tela un atmosfera reale e non surreale, che si possa toccare con mano per la sua densità. Certamente c’è molto impegno, sia morale che fisico (mi capita spesso di uscire prima dell’alba e rientrare dopo il tramonto). Ma non è importante, è invece importante raggiungere l’obiettivo. In termini concreti, spero che la mia ricerca porti a buoni risultati e, perché no, che possa essere di aiuto ad altri. In questi ultimi anni partecipo attivamente ad esposizioni collettive e personali, ho degli appassionati ai miei lavori e sono al continuo lavoro per seguire la mia di strada. Ed ora se posso, vorrei lasciare un messaggio a tutti:  “OSSERVATE UN QUADRO CHE VI PIACE,OSSERVERETE LA VOSTRA ANIMA…”

"Immersione nell'ambioto di un trait-d'union tra passato e presente" a cura di Mario Micozzi

Per la prima volta il giovane pittore Fabio Masciangelo, nato a Fossacesia (Abruzzo) dove vive e lavora si affaccia su piano nazionale con la nostra rivista e con noi partecipa a tre fiere d’arte italiane ed esattamente a quella di Padova, di Expò di Bari e di Reggio Emilia, per noi di nuova visitazione e soggiorno operativo da quest’anno, uscendo così dagli stretti confini regionali. L’artista che non ama l’acrilico dopo aver usato il carboncino fin dall’adolescenza e quindi l’acquerello per bozzetti vari, predilige senza alcun dubbio l’olio. Egli progetta, ed agisce in plein-air, cioè all’aria aperta, dipingendo dal vivo senza scatti fotografici propedeutici, senza infingimenti preconcetti. Lasciandosi colpire, affascinato ogni volta ed estasiato da tre prevalenti elementi: la corposità delle masse orografiche, la luce e il colore. Infatti, di materiali viventi, di qualità cormatiche e chiaroscurali risultano essere pervasi i suoi quadri che hanno per soggetto ormai canonico i paesaggi campestri, marini, fluviali e montani (come la Maiella madre). In cui campeggia e circola, come a tradurre in immagine visiva ciò da cui Masciangelo è stato come irretito. In cui molto manifesta è la propensione sua a tradurre in visioni ciò che ha costituito per lui l’incipit. Cioè l’impegno primigenio, spontaneo di un impressionismo non accademico storicizzato, di maniera magari obsoleta ma vivificato e sostanziato da una carica di fresca vitalità, capace di trasformare l’apparenza vivace in memoria vibratile di quanto è caduto sotto lo sguardo. Così noi con Masciangelo fulminea-mente e cioè con la subitanea presa d’impatto con il reale ci risentiamo con l’humus della terra abruzzese, in una rivisitazione dei luoghi che furono dei nostri padri nella pienezza di un incorrotto e ancora quasi incontaminato status densamente materico dei siti noti del nostro lavoro cominciato o finito come in “Noceto, sole d’inverno” (olio su tela, cm 78,5x72) come in Veduta Paglieta con rotoballe (olio su tela, cm 40x50) con pennellate ben compatte, equilibratamente dosate o del nostro svago e intrattenimento piacevole e rilassante come Sul balcone Cavalluccio all’alba (olio su tela, cm 79x 65) o, diversamente, del nostro andirivieni quotidiano turistico da un punto all’altro dei nostri spostamenti o per ragioni di lavoro professionale come ne “Il Ponte della Ferrovia all’Alba” (olio su tela, cm 65x78) oppure come nell’ampia e delicata fusione di vegetazione e operatività umane del quadro ricco di richiami ancestrali de “Sotto il ponte di Guastac-conce” (olio su tela, cm 60,5x70). Nei quali l’emozione visiva icononografica si coniuga con quella istintuale a ritroso nel tempo e insieme riemergente dai fondali del passato che rivive sentimentalmente in noi. Nel quale il presente s’incunea per reincarnarsi ancora tale e quale com’era prima e per prolungarsi, riattualizzandosi in un futuro del dopo che è stato prima di noi.


"Casolare in Campagna, Primavera"
Olio su tela 84x68


"Sul Promontorio del Cavalluccio All'Alba"
Olio su tela 94x79


"Campagna, effetto di controluce"
Olio su tela 79x65


"Sul Balcone Cavalluccio All'Alba"
Olio su tela 79x65


"Veduta di Paglieta"
Olio su tela 40x50


"Oasi di Serranella al Tramonto"
Olio su tela 79x64


"Noceto, Tempo Grigio"
Olio su tela 78x72


"Campagna con Pioppi, Effetto luce Piena"
Olio su tela 95x80


"Primavera ai Piedi della Maiella"
Olio su tela 50x70


"Veduta della Torretta in Primavera"
Olio su tela 48x55


  

 

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