BREVE BIOGRAFIA
Vincent van Gogh nacque a Groot Zundert, in Olanda, il 30 marzo 1853. La sua nascita avvenne un anno esatto dopo che sua madre ebbe dato alla luce un primo figlio, nato morto, pure chiamato Vincent. Ci sono state molte congetture sul fatto che Vincent van Gogh abbia più tardi patito un trauma psicologico per il fatto di essere un "figlio in sostituzione" e di avere un fratello morto col suo stesso nome e la sua stessa data di nascita. Questa teoria rimane comunque non comprovata, e non esiste alcuna testimonianza storica per sostenerla. Van Gogh era figlio di Theodorus Van Gogh (1822-85), un pastore della Chiesa Riformata Olandese, e di Anna Cornelia Carbentus (1819-1907). Sfortunatamente, non esistono quasi informazioni sui suoi primi dieci anni di vita. Van Gogh stette in collegio per due anni a Zevenbergen, e continuò poi per un altro paio d'anni a frequentare le scuole secondarie al King Willem II di Tilburg. A quell'epoca, nel 1868, Van Gogh lasciò gli studi, all'età di 15 anni, e non li riprese mai più. Nel 1869 Van Gogh fu assunto alla Goupil & Cie., una galleria di mercanti d'arte dell'Aia. La famiglia Van Gogh aveva da lungo tempo legami col mondo dell'arte--gli zii di Vincent, Cornelis ("zio Cor") e Vincent ("zio Cent") erano mercanti d'arte. Suo fratello minore, Theo, sarebbe pure diventato mercante d'arte, e questo fatto avrebbe avuto un'enorme influenza sulla successiva carriera artistica di Vincent. Vincent ebbe un discreto successo come mercante d'arte e rimase alla Goupil & Cie per altri sette anni. Nel 1873 venne trasferito alla filiale di Londra della ditta e s'innamorò ben presto del clima culturale che si respirava in Inghilterra. Verso la fine di agosto si trasferì al n.87 di Hackford Road, dove visse con Ursula Loyer e sua figlia Eugenie. Si suppone che Vincent abbia nutrito un interesse sentimentale per Eugenie, ma molti dei suoi primi biografi scambiarono erroneamente il suo nome con quello della madre, Ursula. A confondere ulteriormente le cose, recenti studi dimostrerebbero che Vincent non era affatto innamorato di Eugenie, bensì di una donna Olandese, Caroline Haanebeek. La verità non si sa quale sia. Vincent van Gogh rimase a Londra per altri due anni. Durante questo periodo visitò le molte gallerie e musei della città e divenne grande ammiratore di scrittori Britannici quali George Eliot e Charles Dickens. Van Gogh era inoltre un grande ammiratore degli incisori Britannici, i cui lavori illustravano riviste quali The Graphic. Queste illustrazioni ispirarono e influenzarono Van Gogh nella sua successiva carriera artistica. Le relazioni tra Vincent e la Goupil si fecero sempre più tese col passare degli anni, e nel maggio del 1875 egli venne trasferito alla filiale di Parigi della ditta. Divenne chiaro nel corso di quell'anno che Vincent non era più tanto contento di trovarsi a trattare dipinti che non gli piacevano granchè. Vincent lasciò la Goupil verso la fine di marzo del 1876 e decise di ritornare in Inghilterra, dove aveva trascorso due anni per la maggior parte felici e gratificanti. In aprile, Vincent van Gogh iniziò l'insegnamento alla scuola del Rev. William P. Stokes a Ramsgate. Vincent era responsabile di 24 ragazzi tra i 10 e i 14 anni di età. Le sue lettere fanno ritenere che egli amasse insegnare. Vincent passò poi ad insegnare in un'altra scuola per ragazzi, diretta questa dal Rev. T. Slade Jones a Isleworth. Nel suo tempo libero Van Gogh continuava a visitare gallerie e ad ammirare i molti capolavori che vi scopriva. Vincent si dedicava anche agli studi biblici--passando molte ore a leggere e rileggere il Vangelo. L'estate del 1876 fu per lui veramente un'estate di trasformazione religiosa. Sebbene fosse cresciuto in una famiglia religiosa, non è che a quest'epoca che Van Gogh iniziò seriamente a considerare l'ipotesi di dedicare la sua vita alla Chiesa. Come mezzo di transizione dall'insegnamento allo stato ecclesiale, Vincent chiese al Rev. Jones che questi gli assegnasse maggiori responsabilità specifiche all'ambito ecclesiastico. Jones acconsentì, e Vincent inziò a prendere la parola agli incontri di preghiera che si tenevano nella parrocchia di Turnham Green. Questi discorsi servirono da preparazione al compito che si era a lungo prefigurato: il suo primo Sermone domenicale. Sebbene Vincent fosse entusiasta circa le sue prospettive come ministro di culto, i suoi sermoni appaiono piuttosto scialbi e spenti. Come suo padre, egli aveva una passione per la predicazione, ma il suo eloquio mancava di passione e faceva scarsa presa sull'uditorio. Per nulla scoraggiato, Vincent van Gogh scelse di rimanere in Olanda dopo aver visitato la famiglia sotto Natale. Dopo un breve impiego presso una libreria a Dordrecht agli inizi del 1877, Vincent partì per Amsterdam il 9 maggio per prepararsi all'esame di ammissione all'Università, dove avrebbe studiato teologia. Ricevette lezioni di Greco, Latino e matematica, ma la sua scarsità di profitto lo costrinse alla fine ad abbandonare gli studi dopo quindici mesi. Vincent descrisse più tardi questo periodo come "il peggiore della mia vita". In novembre, dopo un periodo di prova di tre mesi, Vincent non riuscì ad ottenere i requisiti per essere ammesso alla scuola della missione di Laeken. Non essendo il tipo che si lasciava scoraggiare dalle avversità, Vincent van Gogh si accordò infine con le autorità della Chiesa per iniziare un periodo di prova come predicatore in una delle regioni più impoverite e inospitali dell'Europa occidentale: il distretto carbonifero del Borinage, in Belgio. Nel gennaio del 1879 Vincent iniziò le sue funzioni predicando ai minatori e alle loro famiglie nel villaggio minerario di Wasmes. Vincent provò subito un forte, commovente affetto per i minatori. Egli simpatizzò con le loro terribili condizioni di lavoro e fece del suo meglio, quale loro capo spirituale, per alleviare il fardello delle loro vite. Sfortunatamente, questo desiderio altruistico raggiunse proporzioni in qualche modo fanatiche quando Vincent iniziò a dare via gran parte del suo cibo e dei suoi vestiti alla povera gente sotto le sue cure. A dispetto delle nobili intenzioni di Vincent, rappresentanti della Chiesa disapprovarono fortemente l'ascetismo di Van Gogh e lo rimossero dall'incarico in luglio. Rifiutandosi di abbandonare la regione, Van Gogh si trasferì in un villaggio adiacente, Cuesmes, e lì rimase in abbietta povertà. L'anno seguente Vincent lottò per la vita giorno dopo giorno e, sebbene non in grado in alcun modo di assistere la gente del villaggio come sacerdote, egli ciò nonostante scelse di rimanere un membro della loro comunità. Un giorno Vincent ebbe l'impulso di recarsi a visitare la casa di Jules Breton, un pittore Francese che ammirava grandemente, e così, con in tasca solo 10 franchi, camminò per 70km. fino a Courrières, in Francia, per vederlo. Una volta arrivato, comunque, timido com'era non se la sentì di bussare alla porta e fece ritorno a Cuesmes completamente scoraggiato. Fu allora che Vincent iniziò a dipingere i minatori e le loro famiglie, documentando le loro dure condizioni di vita. Fu in questo periodo fondamentale che Vincent van Gogh scelse la sua successiva ed ultima carriera: quella artistica.