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specialmente d’impianto
romantico. Ha scelto la campagna Tonin e , tra le molte, la
campagna lombarda, assolutamente discreta, fatta di colori
declinati e soffusi, così poco plateale ed arro-gante. Una
campagna da scoprire poco per volta, conoscendone i ritmi
stagionali, gli scorci giu-sti, e quella certa malin-conia
che spesso porta all’arte. Già lo sapevano i pittori
dell’Ottocento che trovavano nei cieli e nelle pianure
lombarde un famoso e fertile terri-torio per l’anima. Ecco
allora questi quadri nei quali il grumo forte della terra
coltivata, il bianco stordente di una recente nevicata, il
susseguirsi silente delle stagioni il loro scorrere rifluire
co-me un incessante diveni-re ci parlano di una sim-biosi
struggente, poetica dolcemente malinconica, vi si sente
l’eco di un canto dedicato al tempo, al tempo prima ancora
che ai luoghi. Tutto qui raffigurazione del silen-zio, di
una profondità, di un insediamento lontano del pensiero.
Perché, la sua è l’eleganza dell’as-senza l’esserci quando
tutto pare già trascorso, quando il rumore del mondo ormai
non giunge più e respiro , appena sillabato, è il solo bene
prezioso che resiste. In quel momento, egli con-sidera di
descrivere il pa-esaggio, sorta di reliquia da offrire entro
l’osten-sorio, E se “ rumore “ si percepisce, è quello
lie-vissimo, dell’aria che si muove, in precario equi-librio
tra suono e silen-zio, eppure concepibile, anzi reale ed
udibile. La sua pittura è “ aerea” ma mai smaterializzata,
non tratta memorie rivisitate, bensì distende un canto dolce
ed immediato. Un vissuto dunque intenso, non drammatico, ma
interamente lirico, un abbandono totale ad un’ esperienza
che è cono-scitiva ed affettiva insie-me. Grandi spazi
aperti, ora verdi, ora ocra o candidi,recuperano gioie e
sentimenti trascurati e l’emozione è immediata: nessuna
forma definita distoglie di fatto lo sgu-ardo dal vagare
verso orizzonti infiniti, perché è lo spazio stesso che
struttura l’intervento pit-torico, consegnandogli le sue
misure, le sue am-piezze, le sue scansioni. Così l’antico e
apparen-temente semplice tessu-to, non reca segno alcu-no
delle caotiche visioni del nostro tempo, immo-bile,
autonomamente mu-tevole, come solo la na-tura può essere. Ne
esce qualcosa di piacevole, una pittura equilibrata e
seducente. Impossessar-si della natura per restitu- |