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"Luci e Suoni della Luna" a cura di Elisa Nesi

Una fresca sera d'estate Francesco stava affacciato alla sua finestra, con aria malinconica perchè, come succede a volte agli artisti, non aveva ispirazioni, e guardava incuriosito il paesaggio; notò che mancava qualcosa... il cielo era troppo nero, gli alberi troppo foschi, le siepi troppo rigide, l'acqua dei fiumi troppo cupa, e il vento troppo pesante. Mancava un riverbero, un luccichio che rischiarasse l'atmosfera... mancava la luna. Lo sguardo di Francesco si riempì di gioia quando, dietro una nube fece capolino uno spicchio di luce. La luna gettò su di lui i suoi raggi argentati, rischiarando i suoi pensieri. Da quella sera i due fecero un accordo magico: lei si impegnò a farsi vedere tutte le sere, prima di cominciare la sua corsa, e lui a dipingere i suoi racconti con i colori dell'astro notturno. Da quel momento il pittore ebbe sempre molte idee per i suoi quadri, silenzio-samente suggeriti nella notte, ed egli spesso invitò il suo dolce astro ad entrare nei dipinti e ad esserne ritratto. Non mancano allo sguardo della luna racconti romantici, come una romanza al Ponte Vecchio, un melodioso aperitivo tra innamorati, serenate per paesaggi, capolino lunare in riva al mare. Talvolta la luna, all'insaputa del pittore, si divertiva a raccontare anche cose che non aveva mai visto, cose di sua invenzione e fantasia. Così in alcuni quadri ci sono omini che volano, equilibristi con gli ombrelli tra palazzi e campanili, cupole che diventano leggere come palloncini d'aria, gatti grandi quanto alberi. E la luna curiosa, certo non si ferma a racconti terrestri, così svela come anche al di sopra delle nuvole ci sia tutto un mondo; presenze angeliche che suonano oltre la musica, concerti paradisiaci, con violini, oboe e sax. Il sapore di questo connubio di visioni, ha dato vita ad un mondo da fiaba, dove tutto è realtà e tutto è magia, e l'una e l'altra crescono vicine, dove la favolosa saggezza dell'infanzia possiede ogni equilibrio, dove il sogno del fanciullo diventa un gioco del vivere. Il pittore come incantato e ubriacato dalla parola magica della luna, dipinge lo splendore del suo cerchio, la sua presenza accesa. Il filo rosso della luna, lega terra e cielo in un continuo scambio di energie benefiche, che ci arriva visivamente dalla musica dei violini che Francesco fa suonare. Queste favole come sospese nell'aria possiedono il dono di ricordarci che la vita terrestre dipende profondamente da due principi: un principio caldo incarnato nel sole, e un principio umido presente nella luna. Il muto dialogo tra l'uomo e la luna, è il modo che il pittore ha trovato per un dialogo di ancor più ampio respiro; tra sè e l'universo, tra sè e la proiezione di un mondo interiore, di desideri e sogni da esprimere e realizzare. Infatti nello spazio del quadro, così ben'limitató , non ci sono verosimilmente 'confini' , è veramente uno spazio e un tempo dove tutto è possibile. Questo pittore-giullare si nasconde forse un po' dietro l'altra metà della luna, che non ci mostra mai, ma di sicuro non nasconde la sua ironia leggera, nel porgere il lieve passaggio del tempo che trasforma la vita di cosa in cosa.


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Note magiche a Firenze"
Acrilico su tavola 50x100


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Dolci Sguardo"
Acrilico su tavola 30x30


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e la luna...riportò la musica"
Acrilico su tavola 60x130


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La Luna in piazza"
Acrilico su tavola 30x30


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Terrazze sotto l'ombrello"
Acrilico su tavola 20x40


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Il mondo tra le nuvole"
Acrilico su tavola 35x50


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Grande Equilibri"
Acrilico su tavola 35x100


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Maccheponte"
Acrilico su tavola 30x30


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Corteggiatissima"
Acrilico su tavola 60x130


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Il pozzo dei desideri"
Acrilico su tavola 60x130

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