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“…La
sua gioiosa uto-pia, una forma mentis acquista
spontaneame-nte disegnando e poi ancora disegnando per
personale piacere, crea personaggi nati dall’as-surdo tra
cassetti e armadi sbilenchi, tra ombrelli,
improbabili-paracadute, personaggi distratti e giulivi,
capaci di raggiungere la felicità tra la natura, volando
tra le case distorte che cercano vita negli spazi
riservati alle stelle…”
Tommaso
Paloscia
“…L’alone fatato e lirico
nella pittura di Nesi, si arricchisce di un connotato
metafo-rico, delineato in maniera fantastica, che tende a
sublimare il racconto e a liberarsi dalla simbol-ogia, non
volendosi privare di quella fisicità da cui prende origine.
Tra le sfumature dei colori si intravedono i novellieri del
Trecento – che secoli fa dissertavano sulle pendici delle
colline che circondano il suo studio – e la lezione della
storia dell’arte, ma soprat-tutto aleggia quella popolare
stupefazione che alimenta all’infini-to lo sguardo dello
spettatore trasportan-dolo in una dimens-ione altra rispetto
ai ritmi circadiani della quotidianità..."
A.Romanini
“…Messaggi concet-tuali
profondi, insof-ferenze esistenziali mo-derne mai, però,
ossessive e plumbee, gioiosa fiducia nella vita che sono
resi attraverso una tavolozza sempre ricca ed una pittura
tecnicamente ben costruita, ed estetica-mente poetica come
negli inconfondibili notturni illuminati dalla luna…”
Giampaolo
Trotta
“…Il
gusto di inventare muove l’idea e la mano nel costruire un
luogo che nella realtà comune non esiste: un luogo non
luogo, l’utopia. E allora nascono paesi e situazioni
impossibili a seguito di una inve-stigazione creativa che
si affida allo spazio e alla luce nel mobile gioco
combinatorio di un cromatismo vario. Dal quale nasce,
automatico, anche l’insegnamento ad evadere dalle strette
di una vita oggi così travagliosa, iugulan-te...”
Elvio
Natali
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