“…E i
cipressi bec-cheggiano come violon-celli
struggenti. E i cassetti si spalancano,
liberando suoni e segreti che ci portiamo
dentro da un tempo immemo-rabile. E le
cose cominciano a salire, appoggiandosi
l’una sull’altra. Come le note di una
scala musicale, si disperdono in alto,
senza però mai giungere a sfiorarla,
questa luna magica e morsa da una volpe
argentata.
Quanto dista
ormai da noi, adulti disillusi, il
miraggio di questa sua presenza? La luna
leopardiana “posava” quieta su un mondo
che ci appariva misterio-samente
pacificato. Sigillava ogni notte nel suo
arcano e inviolabile silenzio. Questa di
Nesi invece lo attraversa, lo scar-dina e
lo sovverte perché vuole con sua musica
disseppellire e rianimare i nostri
infantili ricordi più remoti, facendo così
da essi riemergere quella verità favolosa
con la quale già da bambini misurammo e
decifram-mo il mondo che ci circonda. Una
verità necessaria ad orientarci
nell’assurdità dell’igno-to, o a renderci
ancor oggi meno soli nel buio. Ma essa
ormai ben poco incide sul disincanto delle
nostre vite, poiché noi l’abbi-amo
rimossa, rinnegata o forse appena
rimpia-nta senza tuttavia restituirle il
ruolo che le compete sulla scena
dell’anima…”
Giuseppe
Cordoni
“…Nesi
possiede una freschezza di inventiva
capace di tradurre subito l’osservazione
del vero in immagine fantastica,
magicame-nte sospesa in uno spazio e in un
tempo che appartengono alla dimensione
poetica. I suoi personaggi si muovono
lievi in un mondo dove è di scena il
paesaggio toscano di colline e cipressi,
architetture di tipici casolari sui quali
si posa, sigla dell’autore e suo
privilegio osser-vatorio, uno spicchio di
luna carnosa, sorniona e curiosa…”
Roberta
Fiorin
“…I dipinti
di Francesco Nesi vibrano nella presenza
del fantastico, l’invenzione
dell’immaginazione, il sogno sono i
prota-gonisti delle sue opere, che
raccontano storie al di là delle forme…
Interessante l’uso di una prospettiva
deformata ma non deforme, del colore
vibrante ma non eccessivamente vibrato, il
tutto fluidamente disposto nello spazio a
testimonianza di un pensiero formale
com-piuto e preciso…”
Clara
Lotti
“…Con
l’abilità e disinvoltura dell’acro-bata
Nesi diventa possessore
dell’incon-trollabile, e riesce a lavorare
in armonia con l’imprevedibile,
equilibrando parti pensate con elementi
più liberi e istintivi. Misteri di un
ironico sognatore…”
Maurizio
Vanni
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"Ti
sei scordata la luna"
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"La
Spintarella"
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"Rubacuori"
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"Il
Terrazzino"
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"Sorpresa"
Acrilico su tavola
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"La
Luca della luna"
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"Due
ma non due"
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