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"Campigli del 2000". Con questo affettuoso e generoso
epiteto viene chiamato tra i suoi numerosi estimatori, il
pittore pratese Elio De Luca. In verità l'artista è nato in
Calabria, ma la sua famiglia si trasferì nel pratese quando
era ancora giovanissimo e così durante questi ultimi 40 anni
ha avuto modo di assimilare quella toscanità culturale che
poi ritroviamo nel suo interessante lavoro. E suoi illustri
maestri in questo per-corso formativo sono stati gli
insegnanti della Scuola d'arte Leonar-do, da dove sono
usciti tanti notevoli talenti, che poi si sono affermati in
campo nazionale. Ma gli è stato impossibile can-cellare le
origini meri-dionali e la ricchezza umana del Sud traspare
da ogni suo dipinto, negli occhi sempre tristi della sua
musa ispira-trice, la dolce fanciulla, quasi smarrita in una
realtà da cui sembra volersi isolare attraver-so un rapporto
mono-tematico, ora con un fiore, ora con un oggetto
familiare, ora con una natura sempre in quiete. Non c'è la
folla nei suoi dipinti, né il phatos tipico della gente del
Sud, ma i vari sentimenti dell'artista emergono ben chiari e
delineati attraverso lo sguardo della
musa. |