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"Elio de Luca visto da Giovanni Faccenda"

Fra i pittori toscani emergenti è quello che ha saputo, almeno nell'ultimo anno, con-quistarsi lo spazio migliore. Elio De Luca ha di che essere soddisfatto: insieme al parere favorevole della critica, infatti, ha conquistato il deciso apprezzamento del pubblico e dei collezionisti. Una cosa rara, specie di questi tempi… Eppure, la sua, resta pittura falsamente facile, resa fruibile da un figurativo sognato e molto spesso risolto in chiave fabulistica, dove non esiste morale e i pochi accenti critici si spengono sovente in una delicata traduzione ironica. De Luca ha talento: basta osservare, nell'insieme, ogni dipin-to. Sia esso il basso-rilievo in cemento o la classica tavoletta o tela pitturata ad olio. La sostanza contenutistica è evidente, come l'originale impostazione dell'impianto cromatico, sapientemente dosato in una miscela di toni freddi, dai quali, in particolar modo nei lavori più recenti, affiorano apprezzabili spume madreperlacee e note di rosso. La figurazione resta ancora sospesa a metà fra alcuni codici della lezione primitivista ed il poetico manifestarsi triste della fiaba di Viviani, senza natural-mente trascurare certi echi autobiografici scelti con parsimonia nello scrigno segreto della memoria. Di questi, più che di ogni altro, De Luca si serve per imbastire la sua ricerca a ritroso del tempo perduto, in parte accompagnato da una malinconia che diventa tenero ricordo dinanzi a scene, confinate fra infanzia e adolescenza, che esprimono al loro interno gli umori di una forte partecipazione sentimentale.


Passaggi di Tempo
Olio su tela 120x104


Nudo allo specchio
Olio su tela 120x104


L'Attesa di Arlecchino

Olio su tela 120x100

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