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sud
America nasce
nel 1950 a Sant' Agata di Esaro. In tenera
età si rivela bambino prodigio per la sua
innata capacità di ritrattista. A soli 14
anni realizza due dipinti di soggetti
religiosi: uno nella Chiesa Madre del suo
paese natio; l’altro di dimensioni
ragguardevoli (m 220x4) trovasi esposto
nella Chiesa Madre di Mottafollone (CS). La
tecnica usata nelle sue opere giovanili è
olio su tela; inoltre, produce copie di
"Grandi Maestri" del passato come Sebastiano
del Piombo, Pietro Paolo Rubens, Francesco
Guardi, ecc., raggiun-gendo così un’abilità
fine, che può considerarsi propedeu-tica alle
tecniche innovative finora realizzate
dall’artista. Come si può capire, i
capolavori borrelliani sono frutto del
sostegno morale che gli ha dato la madre
Carmelina, donna di sanissimi principi
morali, la quale è stata la prima a credere
fermamente nelle sue capacità, stimolandolo
sin dalla giovane età, nel suo innato
talento e nelle sue ostinate ricerche. Da
autodidatta è riuscito a mettere a punto
delle tecniche che, a parer mio, possono
attribuire al Borrello la definizione di
"cesellatore del segno". Dal 1979 vive e
lavora a Torino, dove è riuscito ad
approfondire le sue ricerche, convenendo ad
una perfezione eccezionale, grazie alle
sofisticate strutture esistenti nel
capoluogo piemontese. Gran parte della sua
formazione artistica nasce dallo studio dei
Grandi Maestri del Rinascimento, studio e
ricerca che successi-vamente lo condurranno
all’invenzione e alla realizzazione di due
tecniche pittoriche: la "pittura a biro" e
la "pittura tramite punte metalliche"
(argento, oro, palladio, platino, titanio);
i suddetti metalli sono messi in ordine
crescente di durezza. Usa inoltre olio,
pastello, tempera, acquerello, matita,
china, sanguigna, gessetto, litografia ed
acquaforte. Il Borrello con le sue tecniche
innovative riesce a realizzare opere
iperrealistiche di grande effetto e con
singolare vivacità delinea volti, studi
anatomici, ritratti, opere a sfondo
religioso, paesaggi, nature morte. |