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I Murales di
Silvano Peruzzi |
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il rischio è
quello di cedere alla suggestione del
colore (e della materia), rinunciando
cosi a quell’approfondimento che la
pittura di Peruzzi merita grandi
attenzioni in ogni caso. E invece la
sapienza del colore, e la cura con cui
è "costruito" più che distribuito, non
è che la componente più vistosa di un
processo a lunga e sofferta
elaborazione. Intanto nelle opere di
Silvano Peruzzi non c’è impronta
disegnativa. Nel senso che è il colore
a dar vita all’immagine, e non quella
ad essere coperta dal colore. Di qui
quella ricchezza di materia, quegli
insoliti spessori che rendono cosi
personalissima la sua pittura. La
quale nasce da quella naturale
tendenza al racconto, che è propria di
tanti artisti, perché è questa la dote
principale del dipingere di Peruzzi:
la sua felice capacità di fare poesia,
attraverso immagini comuni, legate al
mondo di esperienza di ognuno di noi.
Le sue figure (siano innamorati in
barca o vecchie segnate da una
geografia di rughe) sono emblematiche
di una condizione e di un costume di
vita che sfugge ad una lettura
superficiale. Peruzzi ha scelto un
proprio linguaggio per meglio disporre
della sua libertà d’espressione, senza
quei vincoli che fatalmente insorgono
in un’opera all’insegna delle scuole e
dei suoi canoni. Nell’apparente
anarchia pittorica egli ha scoperto il
gusto per le sue rappresentazioni fra
verità e fantasia, realtà e sogno. Da
rendere di volta in volta con un
pizzico di trasgressione, anch’essa
propria dell’uomo Peruzzi, che con
molte probabilità trova sfogo solo
nella pittura. Così, a comporli come
ritratti di altrettante situazioni
(vissute o inventate, poco importa) i
dipinti di Peruzzi offrono un panorama
imprevedibile della nostra società e
del suo tempo. Una sorta di teatrino a
colori, dove, sottraendosi al fascino
del racconto, è possibile trovare in
filigrana visi e virtù di ognuno di
noi.
Nino D’Antonio |
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