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"Per un attraversamento consapevole" a cura di Ciro Riju

La pittura, o meglio le arti nel loro complessivo valore espressivo, attraversano per una crisi in atto ormai da anni- il campo della storia dell’arte per ritrovare quei valori che sembra, per altri versi (si veda la sperimentazione che ha caratterizzato gli anni 70/80 nelle arti figurative abiurati dall’artista militante. Un ritrovamento che, sollecitato da varie motivazioni, si rende necessario proprio per il momento storico che viviamo: Infatti se da un lato l’eccessivo tecnologismo ci porta ad una consumazione rapida della comunicazione cui siamo assoggettati, dall’altro lato questo fenomeno ci porta alla ricerca di una idealità più consona ad un proprio modo di sentire, che si identifica appunto in un rifugiarsi in valori stabili e già verificati. Per l’artista Nera, l’attraversamento della storia, più precisamente della pittura, ha questa dimensione, nel senso che più l’artista si rivolge al piano dialettico cognitivo al macrocosmo più si avvicina, nella composizione delle sue opere, al macrocosmo in quegli aspetti particolari della realtà esterna che, se pur filtrata attraverso precedenti letture, diviene momento compo-sitivo soggettivo per un narrarci situazioni ed eventi di particolare interesse interpretativo. E non è un caso che l’artista Nera abbia scelto una fetta precisa dell’arte contemporanea: l’espressionismo nella sua valenza di rinnovamento di un fare che è appunto storico non casuale di una rivoluzione che ci farà concepire la pittura nella sua essenza formativa: la pittura quale pittura. In questo intento la libertà comportamentale dell’autri-ce ben si inserisce nel contesto espressivo di questo “art pur art” che al di la dei soggetti, in questo caso le “danseuses”  di Degas, riesce ad infondere nelle opere una caratteristica propria da cui traspare un grado di vitalità non indifferente. Infatti in queste opere , il suo riferimento è esplicito, vengono ad offrirsi non già nel loro valore riverenziale, l’imitazione per bravura, bensì per il grado di cultura pittorica insito nell’opera stessa.  L’attraversamento dei momenti più felici dell’arte contemporanea: l’impressionismo sveltito dal futurismo. Nera, è tesa verso una gioia di vita che consente ai temi scelti una rappresentazione gioiosa, quale scelta appunto di un modo di essere che trova rispondenza operativa, oserei dire elettiva, con la politica evolutiva del fare arte che ha caratterizzato gli artisti di fine secolo. Ovviamente un simile collegamento non avviene tuot-court, ma è reso possibile da un’analisi che l’autrice compie e che rielabora alla luce di una capacità tecnica che è soprattutto padronanza di strumenti pittorici che le consentono di spaziare in quel particolare mondo , tenendo sempre presente la realtà che la circonda. Il rappresentato , persone e cose, assume per che guarda un’essenzialità particolare determinata da un lato dalla centralità del nucleo compositivo, da cui, in una sorte di mini esplosione, si espande la superficie pittorica e dall’altro la ritmicità del colore,steso in pennellate miranti all’esterno del campo della tela in effetti cromatici che creano e danno alla composizione un ritmo che è la caratteristica dell’opera che l’artista nera compie: un rappresentato colto e riproposto nella sua essenzialità formale e coloristica quale testimone di un momento  di  intensa consunzione.


"Maschera Katakaly""
Olio e Applicazioni
Su tela 150x100


"Super Giganti Rosse"
Olio Su tela 150x100


"Periodo Indiano"
Olio e Applicazioni
Su tela 150x100


"Punto nello Spazio"
Olio Su tela 150x100

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