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L’artista è l’interprete
dell’inconscio umano. La forza
creatrice di nuove sensazioni. E’un
miscuglio tra orgoglio dirompente,
esaltazione, infantilità, grandezza e
miseria: E’ capacità di reinterpretare
la normalità esaltandone le inusitate
espressioni. E’ un urlo all’infinito.
L’artista rappresenta la grandezza
dell’essere umano nel ridisegnare i
confini, cercando sempre nuovi
percorsi nei meandri del nostro io.
Arrivare oltre la scienza e la
fantasia. La pittura dell’artista Nera
è tutto questo. Nera ridisegna con i
colori forti, intensi, l’assurdo della
vita: La sua pittura non è plasticità
contemplativa e compiacente. Nera non
ama le forme come esaltazione di
bellezza ma la sua pittura è un
continuo scavare nei cunicoli
dell’assurdo. Ho avuto modo di
ammirare diversi lavori di questa
eccentrica pittrice salernitana, e
sono stato aggredito da questi colori
forti, intensi che scavano nella
sensibilità , urlano in modo
lancinante rimettendo in discussione
le certezze della plasticità e della
normalità.Chi siamo? Da dove veniamo?
Dove andiamo. Nella pittura di Nera è
fortemente presente la questione
filosofica fondamentale: L’uomo e il
suo vissuto è visto attraverso
l’inconscio. La dove la realtà fisica
si deforma, assume i colori forti,
intensi e coincide con il vissuto non
vissuto, con l’Io allo stato
primordiale. Il cosmo è l’insieme dei
colori mescolati in modo lancinante,
come il nostro io profondo, è
sensazione senza forma: E’ ricerca
assurda e impossibile identificazione
di identità. La pittura di Nera ti
affascina, ti seduce, ti turba come
l’urlo lancinante che, talvolta, ci
assale che ci travolge nella coscienza
della nostra precarietà intrisa di
fragilità. Se il ruolo dell’artista è
di porre problemi e non certamente di
risolverli, Nera è la tipica persona
che non pone problemi ma li assale,
moltiplicandoli: La sua è la pittura
dell’aggressione e della profondità.
Per questo il suo successo è da
annoverarsi non tanto non tanto nel
filone artistico della
contemporaneità, del suo essere
surrealista o cubista ovvero
nell’astrattezza dei contenuti ma
nell’essere la tipica pittrice
della profondità. |