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Non mi
è mai capitata l'occasione di vedere
al lavoro il giovane pittore di
Fossacesia Fabio Masciangelo, col suo
funzionale e solido cavalletto,
appostato nei luoghi giusti, per ore
ed ore, a dipingere grandi tele, con
la sua tavolozza dai mille colori. Ho
visto solo alcune opere sue,
realizzate negli ultimi tempi, su una
brochure intitolata "MASCIANGELO -
pittore impres-sionista abruzzese",
con la nota critica di Marialaura
Pierini. In effetti, anche a me sembra
che l'artista dipinga agevolmente
quadri vistosi, dal disegno molte
volte assai complesso, con lunghe
prospettive, ampie pianure ben
coltivate,lungomare con le luci ed i
colori brillanti dell'alba o con le
tante sfumature della sera, prati
pieni di "rotoballe", di piante
sempreverdi, di casolari diruti, di
trabocchi dalle varie architetture,
tutti cosi suggestivi e piacevoli.
Maria laura pierini dice che l'artista
è nato a Fossacesia nel 1969, dipinge
da quando aveva otto anni di età, e
che, a dieci anni, si classifica al
primo posto in un concorso di disegno
scolastico. Ha sperimentato il disegno
a carboncino, quindi è giunto all'olio
su tela, che è ormai il suo modo di
dipingere. Dipinge solo "en plein
air", come gli impressionisti dell'
ultimo Ottocento. E' assolutamente un
autodidatta, ed ha sviluppato una sua
tecnica non accademica, bensì fondata
sulle sue radici istintive.Ciò rende
molto apprezzabile il suo sforzo
continuo di rappresentare nel migliore
modo possibile la realtà che gli si
presenta davanti. Egli riesce ad
imitare, con puntigliosa ricerca, il
mondo che vede. Ed è appagato da
questo risultato che è certamente
quello che voleva fare, in tutta
libertà, giacché nell'arte non ci sono
leggi ed imperativi categorici; ogni
artista è, e deve essere quello che è.
Tuttavia, ritengo che una più
approfondita analisi delle maggiori e
più celebrate espressioni dell'arte
non guasterebbe, assolutamente,
spe-cie se discutesse con altri, o
magari se si frequentasse per un po'
qualche accademia delle Belle Arti, si
potrebbero facil-mente acquisire -
data la importante esperienza fatta e
l'intensa ed originale vocazione
all'arte - molti altri stimoli, molti
motivi di riflessione, che
arricchirebbero la sua padronanza
compositiva e l'uso più dinamico e
meno ingessato dei colori, in tutta la
loro vasta gamma. Insomma questo
artista merita di ampliare le sue
conoscenze della pittura, di tutta la
pittura, ed anche della pittura
dell'impressionismo ottocentesco;
meri-ta, insomma, di entrare con più
forza, e con più mezzi tecnici, nel
bel mondo della migliore pittura
italiana e straniera. Auguri di cuore.
Domenico
Policella |