|
Il
pittore Masciangelo lavora su tre livelli
distinti che tutavia trovano perfettamente
un punto di aggregazione, di sutura in una
unica soluzione contenutistico, materi-co/coloristica.
Su tre dimensioni, dunque, in un amalgama
d’istinto: quella della corposità delle
masse orografiche (colline o monti), quella
della luce dei meriggi, delle albe e dei
tramonti, quella del colore percorso da
guizzi di vibratilità. Tre elementi che
risultano evidenti nelle composizioni di
Masciangelo riprodu-centi paesaggi campestri,
marini, fluviali e montani (come quello
della nostra Majella madre). Che tutti si
innestano su un filone di felicemente
spontaneo impres-sionismo non accade-mico,
fossilizzato, di maniera. Realizzazioni,
quelle dell’artista, sorrette da una intensa
vivacità visceralmente sentimentale. Cucite
dal filo della memoria (in cui risiede la
felicità dell’esistere) dei luoghi e delle
cose animate e non. Unite da un trait-d’union
tra il passato lontano e vicino e il nostro
presente che piano piano s’infutura. |