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ritratto all’età di 8 anni, e a 10 si classifica
al primo posto ad un concorso scolastico.
Nel corso degli anni allena la sua mano con
il disegno a carboncino, ma sarà l’olio su
tela a segnare l’inizio della sua carriera
artistica . Le opere dell’artista
Masciangelo evidenziano una struttura
pittorica chiaramente ispirata alla corrente
impressionista di fine ‘800, dalla quale
trae fondamento tutta la sua arte. I
paesaggi che ama ritrarre, rigorosamente “en
plain air”, si compongono attraverso i
rapidi tocchi del pennello e prendono forma
ad ogni seduta, quasi come se il panorama
ritratto fosse costruito a strati
sovrapposti; e così il pittore lavora,
muovendosi sull’accostamento di tonalità e
sfumature dei sette colori dell’iride, alla
perenne ricerca degli effetti di luce sul
paesaggio che ha di fronte. Masciangelo può
essere riconosciuto un autodidatta, un
artista che dall’osservazione dei dipinti
dei maestri impressionisti, ha tratto lo
stimolo per sviluppare una tecnica non
accademica, che ha radici istintive. Lo
studio dei manuali sulle tecniche pittoriche
infatti iniziava a limitarlo
nell’espressione, ad inquinare la sua
matrice interiore: “Dov’è la legge? Non c’è
legge nella pittura, né di prospettiva, né
di colore”. Ma il soggetto in realtà è solo
un pretesto: egli intende dipingere
l’atmosfera che avvolge il paesaggio e
cogliere il più possibile l’emozione di ogni
singolo istante. Nei rari casi in cui si ha
fortuna di osservarlo dipingere, lo si
scopre totalmente immerso nella natura che
gli parla, rapito dal fervore di voler
fermare il più possibile ogni istante di
luce, di colore, ogni sensazione che sente
di voler catturare e tradurre. Ed è proprio
la fugacità di quelle sensazioni il motivo
che lo spinge ad “ingrassare” rapidamente la
tela, evitando i bozzetti, che tolgono
entusiasmo nel costruire il quadro. Ma
l’opera non potrà dirsi compiuta fin quando
l’energia sprigionata dal dipinto non sarà
paragonabile a quella che il pittore sente
esplodere dentro ogniqualvolta si trova
davanti al paesaggio. Attraverso le sue
opere l’artista esprime il forte desiderio
di far rinascere l’interesse e il piacere di
osservare un paesaggio dipinto, e di
risensibilizzare il pubblico ad un’arte che
non va spiegata, ma semplice-mente
contemplata, un’arte che sia generatrice di
emozioni immediate e non filtrate. I suoi
quadri sono un invito ad assaporare la
suggestione di quei paesaggi e la magia che
da quei luoghi si propaga, e che Masciangelo
sembra voler instancabilmente e febbrilmente
inseguire. Ogni tela rappresenta dunque il
prodotto della tensione emotiva interiore
dell’artista che si traduce però in un
messaggio di calma, sobrietà, pace, ed
eleganza, uno strumento di evasione da
trasferire all’osservatore.
Maria Laura
Pierini |