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Non posso dire quand’è iniziata la mia
carriera artistica. Sin da quando ero
bambino ho sempre avuto la passione per il
disegno, infatti a scuola, a casa, non
facevo altro che copiare ciò che mi piaceva.
A otto anni, una sera, era a casa mia mio
zio Franco e mentre mia mamma lavorava al
cucito, ricordo di avergli rubato un foglio
di carta da cucito e su di esso feci un
ritratto di lui appoggiato alla cucina;
venne fuori un ottimo ritratto. A seguire
negli anni la mia passione è rivolta verso
il disegno al carboncino, perché mi
permetteva di fare tutte le sfumature che
volevo. Tutto questo senza mai prendere
lezioni. Più avanti ho imparato ad usare i
pastelli e gli acquerelli, ma solo quando
usai i primi colori ad olio, capii quanto
era fiabesco quel tipo di pittura, tutto si
creava con semplicità ed armonia. Ormai gli
anni passavano e sempre più la pittura era
per me l’espressione di ciò che vedevo. Ho
cominciato a seguire l’arte dei grandi
maestri dell’Ottocento, osser-vandoli dal
vivo nei musei in Italia ed in Francia, ed
ero ossessionato dalle loro creazioni,
ancora oggi cerco di capire cosa avessero in
testa, quali erano le loro intenzioni, quali
le loro ossessioni. Purtroppo la vita mi ha
portato a non poter studiare arte,
nonostante i professori mi consigliavano di
frequentare l’Acca-demia di Belle Arti, ed
ancora ringrazio un ex insegnante
dell’Acca-demia di Firenze ormai non più
operante in Italia, per i buoni suggerimenti
che mi diede riguardo alcune accortezze
sulla mia tecnica.. Nonostante tutto però,
mai come ora mi rendo conto che malgrado
questa lacuna, ugualmente gli studi fatti
con le mie ossa sul campo, stanno dando
buoni frutti. Amo la pittura “en plein-air”,
perché mi colma di ogni cosa, ma soprattutto
perché è l’unico modo per far capire a tutti
cosa ho in mente e quanto è forte questa
passione per me e allo stesso tempo quanto
mi strema . Sicuramente non spiegherò
tecnicamente il mio lavoro, anche perché
scriverei un libro e non è il caso, ma
altrettanto vorrei farVi capire cosa voglio
fare: semplice-mente dico che un quadro è un
insieme di colori e che questo attrae lo
sguardo e l’interesse dell’osser-vatore. Ma
molto complesso invece, è dare un anima a
quel quadro ed è questo che lo rende
differente da altri. I colori, l’anima, sono
cose che si possono catturare solo
dipingendo dal vivo. Ho improntato la mia
tecnica pittorica proprio su questo, ed
anche se un grande maestro del passato
disse: “… bisogna saper dipingere ad occhi
chiusi !”, anche se so che questo è più che
vero, sono altrettanto sicuro che c’è
dell’altro. Ecco, è su questo che voglio
battere, trovare l’anello tra
l’immagi-nazione e la realtà. Attualmente
sono impegnato su degli studi per capire
come poter catturare le varie atmosfere, le
varie luci, le diverse sensazioni, e
nonostante la complessità, più la voglia
dentro di me è forte, ormai è un ossessione,
che non mi dà pace. Non mi basta essere alla
continua ricerca della giusta tecnica,
voglio molto di più, voglio riportare su
tela un atmosfera reale e non surreale, che
si possa toccare con mano per la sua
densità. Certamente c’è molto impegno, sia
morale che fisico (mi capita spesso di
uscire prima dell’alba e rientrare dopo il
tramonto). Ma non è importante, è invece
importante raggiungere l’obiettivo. In
termini concreti, spero che la mia ricerca
porti a buoni risultati e, perché no, che
possa essere di aiuto ad altri. In questi
ultimi anni partecipo attivamente ad
esposizioni collettive e personali, ho degli
appassionati ai miei lavori e sono al
continuo lavoro per seguire la mia di
strada. Ed ora se posso, vorrei lasciare un
messaggio a tutti: “OSSERVATE UN
QUADRO CHE VI PIACE…,OSSERVE
RETE LA VOSTRA ANIMA…” |