|
"Di
Cézanne c'è n'è uno ogni due secoli",
così il grande impressionista francese
“modestamente” amava rispondere, quando
qualcuno gli chiedeva se altri artisti
potevano avvicinarsi alla sua pittura. E due
secoli sono quasi passati, perchè se i
natali di Paul si fanno risalire
all'Ottocento, facendo un rapido calcolo
approssimato per eccesso, il ventunesimo
secolo dovrebbe partorire un nuovo genio
della pittura, che ritrae la natura come
nessun altro, che dona ai suoi capolavori
quel quid in più che fa la
differenza, perché come diceva Cézanne:
legare le linee fuggenti della natura
richiede un processo molto lento, perché la
natura è estremamente complessa e i
progressi da fare sono infiniti; non basta
poi solo saperla guardare, bisogna anche
riuscire a sentire con esattezza e poi
esprimersi con forza e chiarezza, attraverso
un colore corposo, vitale, forte, a tratti
anche violento, perché la luce, che
rappresenta da sempre il tormento di ogni
artista, deve essere riprodotta attraverso
il colore, e non è affatto facile
rappresentarla. L’unico Artista che, a mio
parere, oggi merita di essere considerato il
moderno erede di Cézanne è solo il Maestro
Claudio Malacarne perché a differenza di
molti suoi colleghi, che tentano invano di
dipingere le bellezze del creato, risultando
però spesso ripetitivi e padroni di una
fantasia standardizzata per puri motivi
economici, Malacarne mi stupisce ogni giorno
perché la sua bravura cresce nel tempo e
attraverso la sua fantasia, con cui
riproduce la liberazione dell’anima, mi fa
scoprire sempre mondi nuovi e inaspettati.
Pittore polivalente come pochi, tecnicamente
particolare, indiscutibilmente pregiato,
Malacarne dipinge il mondo che lo circonda
con un’armonia e una possanza senza eguali;
Pennellate veloci e decise colorano, con
tonalità calde e luminose, le tele bianche
facendo riaffiorare soggetti multiformi:
prevalenti sono gli azzurri del cielo, dei
mari agitati dai tuffi di bimbi gioiosi,
forti, decisi, brillanti, i verdi rigogliosi
e tinteggianti di foreste incantate, di
giardini segreti, di palme secolari, il
giallo del polline che vola, di girasoli
appena germogliati, il bianco, il violetto,
di primule smosse dal vento, di rose
vigorose, di gerbere innamorare, di fiori di
campo che colorano un’eterna distesa
variopinta; i raggi del sole sembrano
penetrare la fitta fila di alberi dispersi
in un bosco, entra nei rami, riscalda l’aria
di luoghi incontaminati, dove un filo d’erba
cresce per caso, dove ogni ramoscello vive
una vita selvaggia, senza regole al di fuori
di quelle fissate dalla natura. Ed è proprio
la natura, madre perfetta, la protagonista
principale della pittura del geniale
Malacarne; una natura che ci parla di vita,
di vitalità, di energia, di armonia, in cui
le luci buie della notte sembrano essere una
pura illusione, dove il tramonto è l’ultimo
bagliore del giorno che lascia spazio ad una
nuova alba che riespande una gioia
inebriante.
Complimenti
Maestro, sono convinto che il guardiano del
giardino della gloria preso la inviterà ad
adornare con la sua pittura quel luogo così
speciale, riservandole un posto in prima
fila nel panorama dell’arte
contemporanea. |