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I pittori di ogni secolo hanno da sempre inseguito la natura per
tentare di afferrarla, per scoprire quei
ritmi indecifrabili che la governano senza
però riuscirci mai; tanti si sforzano di
rappresentarla, molti riescono a farlo anche
perfettamente addirittura con una minuzia
che rende la fotografia quasi una pura
illusione, ma tutti, o meglio la maggioranza
di loro non arrivano a rubargli l’anima che
da “Vita” ad un quadro, che trasforma il
colore in un cuore palpitante, che battendo
nutre una vita. Il colore scivola sulla
tela, si amalgama ad altre tonalità, nasce
un ruscello, un albero, una montagna, ma
quell’albero, quella montagna, quel ruscello
sembrano essere muti, sordi, non parlano,
sono messi lì staticamente, non dicono
nulla, né un palpito, né un sussulto, né una
sensazione li smuove. Uno dei pochi Maestri
che riesce a rapire l’essenza della natura,
rubando ad ogni singolo ramoscello quella
linfa vitale che gli permette di rendere
viva una tela bianca, è Athos Faccincani,
pollice verde dell’arte naturalistica
contemporanea, unico artista che è riuscito
a stringere un patto segreto con la Dea
Natura che gli ha permesso di entrare in un
Eden ancora inesplorato, di cui egli ci
mostra le bellezze nelle sue variopinte
creazioni. I Critici D’Arte, che Friedrich
paragonava agli insetti che non pungono per
cattiveria ma perché vogliono vivere anche
loro cibandosi del sangue di un artista e
non del suo dolore, sono tutti d’accordo nel
considerare Faccincani un palo portante
dell’arte contemporanea, inventore di uno
stile originale, attraverso cui rappresenta
il canto della natura in un modo più unico
che raro. I mondi incantati di questo
“giardiniere” dell’arte sono paradisi a
cielo aperto: fiori variopinti di specie
rare, cespugli aggrovigliati di rose rosse,
fasci di fiori di campo adagiati su marmorei
davanzali, distese di papaveri, violette e
girasoli a perdita d’occhio si
contrappongono ad un cielo sempre terso e
limpidissimo, dando vita ad un arcobaleno
variopinto dalle tonalità infinite; una luce
perenne fa brillare il paesaggio che spesso
sembra diventare un viaggio itinerante delle
bellezze della Costa Ionica e Mediterranea:
I faraglioni della bellissima Isola di
Capri, giardini segreti toscani che
custodiscono il ricordo di un amore, le
casine bianche arroccate sulla montagna di
Positano, il tenero ondulare del mare
ligure, le insenature mozzafiato della
Costiera Amalfitana, gli scorci delle Isole
più nascoste e preziose della Grecia, i
Ruderi di Matera, Portofino e le sue casette
Colorate, sono gli “attori” che Faccincani
porta sul suo palcoscenico dell’arte,
colorando tutto il mondo circostante con
canestre di fiori rigogliosi. Quella Di
Faccincani è una pittura senza artifici
attraverso la quale egli racconta se
stesso; e la sua grande umiltà e dignità la
si intravede nella semplicità e nella
veridicità delle creazioni che sembrano
emanare un profumo inebriante, che spero
possa profumare tutti i musei del mondo. |