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Stralci di Critiche varie...

Ezio Farinelli: un pittore il cui professionismo eccellente non lascia dubbi sulla sua maturità di uomo e di artista. I suoi quadri sono, dalla natura, altrettante finestre aperte su spazi che possiamo considerare mentali. Poiché Farinelli parte da un dato di netta percezione sensoria: può essere un paesaggio, un dettagliato orizzonte, un volto.., per ripercorrere il cammino da quella realtà al suo metaforico, da quell’apparenza sensoria a un’altra ben più turbata e profonda percezione dell’immaginario e dell’inconscio. Determina, in tal modo, uno spazio che assume caratteristiche di cosmicità, entra in una dimensione assolutamente metapsichica, popolata di ricordi, di simboli, di allusioni, financo di paragoni storici: una dimensione che, nello stesso tempo ci conduce oltre la realtà presente, ci immerge nella storia, dando un senso alla storia. La civiltà presente non esiste senza il pericolo incombente di uno schiacciamento tecnologico, rappresentato ad esempio, dal frastuono di armi di sempre, aggressive. L’uomo è pronto a decollare verso la bellezza, preso quasi dalla nostalgia di una natura e di una storia paesistica incontaminata, eppure, laggiù, verso l’orizzonte, le atmosfere si fanno opache, sordide, scure. Da qualche chiaritudine superstite emerge un sereno volto femminile, o almeno così pare... Forse, la sua tensione non è più angoscia, ma speranza, aspettativa, fiducia. Per Farinelli, molta parte dei contenuti di una possibile rinascita o continuità dell’esistenza, risiedono proprio, simili a sostanziosa riserva, nella parte più nobile dell’umanità, che egli, così ci pare, non manca di additare nella donna...
             
Sandra Giannatasio

Ho sempre ammirato chi con scrupolo, con serietà, svolge il suo lavoro. In qualunque campo. E una chiave che può o non può aprire la strada del successo. Ma è una “chiave” preziosa. Ezio Farinelli la possiede. Farinelli, nei suoi dipinti, si muove con metodo, con scrupolo d’esattezza intellettuale. Le sue immagini di donne si “staccano” dal fondo con una maestria veramente apprezzabile, ricordando per i tratti le donne del Rinascimento, ma con il contrasto di occhi che “vedono” i nostri giorni così diversi, che riflettono la “dimensione” acquisita, che rispecchiano una mente diversa. E l’accostamento di immagini angolari, di lastre di acciaio che si snodano, si attorcigliano attorno alla figura muliebre di tipo rinascimentale dà ai dipinti di Farinelli una diversa, nuova, inimitabile dimensione. “L’antico” e “l’avveniristico” si fondono con maestria dando ai suoi dipinti una caratterizzazione personalissima e meritano di essere ammirati.
                            
Luigi Preti

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