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Soggetto
predominante è quello della figura
femminile, concreta e suadente al tempo
stesso, dai contorni e dai toni accennati
che cadenzano nello sguardo, di indefinibile
intensità, significati intuibili. Così dai
fondali densi di un magma dai vibranti
chiaroscuri, emergono queste figure esili
dalla tipologia allungata che aiutano
l’artista ad esternare una intima e
personalissima ispirazione. Figure femminili
e femminée disposte con cura come in una
rappresentazione scenica e segnate da un
sapiente gioco di luci che ha come scopo di
proiettare in primo piano la “protagonista”
ritratta a mezzo busto, la quale sembra
riproporre di volta in volta la ieratica
staticità della Beata Beatrix di Dante
Gabriele rossetti o il sorriso ambiguo della
Gioconda…”.
GIAN PIERO
RABUFFI
I suoi ultravioletti sono così netti e
stenici, in uno con i neri, al punto da non
perdere autonomia nel contesto estetico. Da
soli o commisti, tra l’altro, non si
surriscaldano né si raffreddano più di tanto
accosto all’incarnato, bianco-roseo or
brunito, delle straordinarie immagini
muliebri. Sì da offrire alla riflessione
antropologica una finitezza spazio-
temporale che, se non è medita, quanto meno
esula dall’andamento consuetudinario. Talché
si vanno formando tutt’intorno articolazioni
di tipo astratto in ambito figurale; e tali
pure da sostanziare la composizione-
raffigurazione d’una sorta di emblematica
permanenza di contenuti interiori, l’Artista
di Rieti e romano di adozione Ezio Farinelli
“...ha saputo essere un artista figurativo e
nello stesso tempo metafisico”. Là dove
sulla scena compare, a margine, la “città
tentacolare”, con i suoi “dormitori
indifferenziati” e la “disparità delle
fortune” (opere queste, passate per la
maggior parte alla proprietà ed al
collezionismo privilegiato, quello che sa
come la sintassi pittorica s’eleva sulla
morfologia pur essa pittorica), ‘Arte del
pittore di Rieti ha preso il volo, toccando
lidi che hanno l’aroma della cultura
classica…”.
SALVATORE
CICCONE
“... La
pittura dell’Artista Farinelli è
esplorativa: il suo senso estetico prevale
sulle problematiche di concetto: egli non è
indifferente e non ignora le loro
difficoltà, ma il temperamento di colorista
irruente, luminoso, smagliante, lo porta a
risolvere i più ardui esperimenti in bilico
tra l’astratto e il figurativo, l’informale
e il verismo. Egli è innamorato della
bellezza e pertanto disposto ad ogni
compromesso con le sue idee, purché la
bellezza esista in ogni suo quadro, in ogni
suo colore…”
UGO MORELLI
“... In un’epoca di crisi e di profonde
incertezze, è quasi un prodigio che un
pittore riesca a crescere in una sua
coerenza di ricerca fino a ritrovare intatto
il valore di significato e di messaggio
dell’arte. L’Artista Farinelli, si inserisce
con il suo lavoro, in una tradizione sublime
di pittura e al tempo stesso scopre una sua
bruciante attualità, come testimonianza di
un ideale epico e umano, di un’ansia di
verità, di un voler ancora configurare in
immagine il sogno e la visione dell’uomo
ritrovando così una propria identità e una
propria collocazione nella realtà…”
ELIO MERCURI
“... L’Artista
parte da un dato di netta percezione
sensoria: può essere un paesaggio, un
dettagliato orizzonte, un volto per
ripercorrere il cammino da quella realtà al
suo metaforico, dall’apparenza sensoria a
un’altra ben più turbata e profonda
percezione dell’immaginario e
dell’inconscio forse, la sua tensione non è
più angoscia, ma speranza, aspettativa,
fiducia. Per Farinelli, molta parte dei
contenuti di una possibile rinascita o
continuità dell’esistenza, risiedono nella
parte più nobile dell’umanità, che egli, non
manca di additare nella donna…”
SANDRA
GIANNATTASIO |