Gabriella
Dumas
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Ciò che mi attrae maggiormente dell’opera artistica
di Farinelli è la
vitalità e la pienezza che pone nei suoi colori, che sono sempre
decisi, forti e vigorosi; rossi, blu-azzurri, gialli, arancione,
insomma colori che esprimono energia e se posso dire : sono colori di
carattere.
L’ energia è palpabile, la si respira e ci si vorrebbe tuffarci dentro
per poterne ricevere altra, ma già il semplice vedere ci carica di
emozione. Gli occhi vedono ma poi trasmettono appieno in tutti i nostri
pori.
Poi, come per incanto il tutto viene sfocato ed allora l’opera diventa
un connubio di unione: passato e presente proiettandolo in un futuro
positivo.
I volti dolci accattivanti delle figure contrastano con la rigidità
del colore del volto e la sua donna è musa ispiratrice di passate
stagioni, ma anche di stagioni a venire e può essere egregiamente la
donna dei nostri giorni: raffinata, essenziale, seducente.
Mi viene da sorridere : “Come mai non vedo donne bionde” ,ma al
tempo stesso mi rispondo. Forse Farinelli vede nella donna
mediterranea, la madre, la moglie, l’amante che accompagna e che fa di
un uomo…un grande uomo, la donna che vorremmo sempre al nostro fianco.
Grazie maestro e continui a donarci intensità espressiva e colore
sempre più deciso
La decisione è una "qualità" rara in questi nostri giorni, in cui le
parole ed il dire superano purtroppo di gran lunga l’azione concreta
del fare.
Antonio
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Ezio Farinelli
Nobiltà della donna
Le opere di Farinelli sull’universo femminino non necessitano di complessi
meccanismi euristici. Da esse emergono senza infingimenti e senza
ipocrisie un pensiero coerente e profondo nei confronti
dell’universo-donna e un sentimento vivido di rispetto e ammirazione che
va ben oltre lo sguardo parziale e prevenuto del maschio.Le donne di
Farinelli sono sicure di se stesse e per questo motivo appaiono moderne e
attuali anche oggi. Proprio per la loro capacità di guardare al mondo
senza abbassare lo sguardo, consce della propria intrinseca superiorità,
fiere del potere che possiedono e della forza segreta che emanano, sempre
comunque fedeli e accorte custodi del mistero divino che – loro tramite –
aleggia sul mondo e della forza creatrice del mito che sono in grado di
trasfondere.Queste le impressioni che trasmettono le opere di Farinelli
dedicate alle donne. Esse ne escono sublimate, caricate di simboli arcani,
in perfetto equilibrio tra natura che preme forte e incontrollata e
spirito che promana dal loro fascino sottile, ambiguo, mai del tutto
rivelato all’uomo.Sguardi austeri, positure nobili che i cappelli talora
sottolineano con mordace e spavalda autorevolezza. Senza sbavature o
eccessi di sorta, comunque si atteggino, la loro bellezza è un alone che
le circonfonde, mai volgare e prevaricante, spesso piuttosto misterioso e
occulto. La nudità resta sempre nel canone classico, anche quando si
appalesa e, semmai garbatamente, si fa provocatoria. In particolare per le
calze rosse e i guanti che nel contesto ideale diventano sensuali
paramenti di rituali ancestrali che preludono a ulteriori disvelamenti
della verità. Donne, quelle di Farinelli, che giganteggiano nella loro
compostezza e chiedono rispetto e devozione anche quando il gesto materno,
per quanto rattenuto, potrebbe lasciare sfuggire il segno di una tenerezza
che la placida e contenuta alterigia si incarica peraltro, amabilmente, di
cancellare.
Ugo Perugini
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Ezio Farinelli
Nobiltà della donna
Le opere di Farinelli sull’universo femminino non
necessitano di complessi meccanismi euristici. Da esse emergono senza
infingimenti e senza ipocrisie un pensiero coerente e profondo nei
confronti dell’universo-donna e un sentimento vivido di rispetto e
ammirazione che va ben oltre lo sguardo parziale e prevenuto del maschio.Le
donne di Farinelli sono sicure di se stesse e per questo motivo appaiono
moderne e attuali anche oggi. Proprio per la loro capacità di guardare al
mondo senza abbassare lo sguardo, consce della propria intrinseca
superiorità, fiere del potere che possiedono e della forza segreta che
emanano, sempre comunque fedeli e accorte custodi del mistero divino che –
loro tramite – aleggia sul mondo e della forza creatrice del mito che sono
in grado di trasfondere.Queste le impressioni che trasmettono le opere di
Farinelli dedicate alle donne. Esse ne escono sublimate, caricate di
simboli arcani, in perfetto equilibrio tra natura che preme forte e
incontrollata e spirito che promana dal loro fascino sottile, ambiguo, mai
del tutto rivelato all’uomo.Sguardi austeri, positure nobili che i
cappelli talora sottolineano con mordace e spavalda autorevolezza. Senza
sbavature o eccessi di sorta, comunque si atteggino, la loro bellezza è un
alone che le circonfonde, mai volgare e prevaricante, spesso piuttosto
misterioso e occulto.La nudità resta sempre nel canone classico, anche
quando si appalesa e, semmai garbatamente, si fa provocatoria. In
particolare per le calze rosse e i guanti che nel contesto ideale
diventano sensuali paramenti di rituali ancestrali che preludono a
ulteriori disvelamenti della verità.Donne, quelle di Farinelli, che
giganteggiano nella loro compostezza e chiedono rispetto e devozione anche
quando il gesto materno, per quanto rattenuto, potrebbe lasciare sfuggire
il segno di una tenerezza che la placida e contenuta alterigia si incarica
peraltro, amabilmente, di cancellare.
Ugo Perugini
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