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compresenza di queste emozioni, di
questi incanti continui. Carmine
Cisternino gioca, vuole stupire, si
diverte a realizzare giochi ottici, è
addirittura spazialista. Il mondo di
Carmine è un mondo parallelo, un mondo
perfettamente plausibile, un mondo
presente nella sua fantasia, nella sua
immaginazione, ma anche con basi
perfettamente scientifiche, come
scientifica è la psicanalisi aneliana
che troviamo in questi occhi. Creature
che diventano mezze statue, mezze
divine fanciulle, in realtà hanno una
componente simbo-lica, eccezionale,
evidentissima. Carmine Cisternino non
fa nulla a caso! Queste opere
nascono dall’osser-vazione, dalla
disposizione a ragionare sul già visto
per capirlo meglio, per indagarlo. Ma
se lo scopo di Carmine fosse quello di
stupire, come diceva Marino : “è nel
poeta il fin la meraviglia!” Quindi è
la volontà di creare qualcosa di nuovo
da dati fenomenici universalmente
noti, come “La Torre di Pisa” che
tutto il mondo conosce, ma che lui
riesce a trasformare. E’ un’operazione
che riesce alle menti più inventive,
lasciando il pubblico con la
risoluzione di un rebus, un rebus che
tocca veramente dei vertici
virtuosistici di pensiero e di
ragionamento, come nell’opera “Il
Gioco dei Poteri”. Capite, allora,
come il massimo della chiarezza possa
corrispondere al massimo
dell’ambi-guità. Questa è la forza di
quest’artista, che impiega talenti
sovrumani, per la tecnica, per la
realizzazione, per i tratto, per il
segno, per la stesura del colore…E’
altissimo! Ma è anche questo gioco,
questi enigmi, queste domande, che poi
hanno una risposta ben precisa…
capriccio… sospensi-one. La fantasia
tocca, con Carmine Cisternino , uno
dei “Gemelli in Arte”, territori o
pianeti non prima esplorati dell’arte.
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