|
Qualche tempo fa
è arrivata una mail ad un blogger
piuttosto famoso nell’ambiente in cui
un pittore siciliano chiedeva di avere
un piccolo spazio pubblicitario,
spiegando che il suo mestiere
richiedeva visibilità e che per lui
era difficile averla.
Il
pittore che ha scritto quella accorata
e-mail è Antonino Cammarata, il vero
Grande Fratello sulla vita reale,
sull’arte e sulla difficoltà nel mondo
dell’arte. Si è reinventato il suo
mestiere e ha messo una web cam nel
suo studio, così ogni volta che ci si
collega si vede la nascita di un
quadro, la fatica nell’usare i
pennelli, dosare il colore, elaborare
il soggetto. La gente si vede le
curiose vite di chi, in 90 giorni, sta
rinchiuso (di propria volontà: è
questa la cosa più stupefacente) in
una casa e fa di tutto. In internet le
web cam impazzano: allora perchè non
far veder qualcuno che lavora?! Questa
strana piccola protesta, almeno per
come la vedo io, è stata notata anche
da Neapolis, bel rotocalco su internet
e dintorni in onda su Rai3, che ha
dedicato a lui un servizio di Ettore
Di Lorenzo nel lontano 2004.
Nel frattempo cosa è successo?
E’
accaduto che la stampa locale se ne è
interessata, persone come Vincenzo
Consolo hanno scritto di lui,
psicologi hanno trovato i suoi quadri
“terapeutici”. Ma non basta. Io, nel
frattempo ho posto a lui qualche
domanda che pubblico a seguito per
intero. Intanto vi consiglio di andare
a vedere la sua bella Sicilia nei suoi
quadri:
Cos’è che la muove a fare arte, cosa
La colpisce.
Con
ciascuna pennellata, delle migliaia
che compongono un mio dipinto, vorrei
spingere ad una riflessione sul
rischio di perdere quei luoghi così
straordinari che ci circondano, questa
società è distante dalle cose semplici
e si sposta nel territorio con grande
distrazione perchè ciascuno è
concentrato sul proprio lavoro senza
perder tempo ad osservare il
paesaggio, io opero contro questo
stato caotico per riportare coloro che
possiedono un pò di sensibilità per
l’arte verso la natura suggerendo in
questo modo di rallentare i ritmi.
Da dove è nata l’idea di mettere una
web cam nel suo studio? Neapolis, che
da sempre è interessato alle novità
sul web l’ha intervistata, dando
sicuramente spunto ai navigatori. Come
ha reagito, secondo Lei, il popolo del
web? contatti? suggerimenti che le
sono arrivati, solidarietà?
Il mio
libero lavoro d’artista mi permette di
riflettere, ed ho compreso che la
vecchia concezione della sacralità di
un luogo ove si crea, da sempre
precluso agli estranei andava
abbattuta, poichè non solo l’opera
finale poteva suscitare delle
emozioni, ma ancor più la sua nascita,
il suo procedere dal disegno sommario
via, via, attraverso la composizione,
le campiture, il colore il chiaroscuro
ed i dettagli, un processo creativo
che ha semplicemente affascinato
migliaia di visitatori virtuali, molti
dei quali si sono emozionati e mi
hanno espresso nelle forme più
disparate il loro stato d’animo,
qualcuno scrivendo i propri
complimenti sul guestbook, altri
cercando di sostenere questa mia idea
originale ed unica in Italia; I
seguito al servizio della Rai il mio
sito stava quasi per bloccarsi, ma
anche oggi sono moltissimi i
navigatori che viaggiano attraverso le
webcam in rete, io posso affermare di
ricevere centinaia di visite ogni
giorno provenienti da tutto il mondo.
Secondo Lei oggi le persone sono
incapaci di apprezzare un bel quadro,
a capirlo ed amarlo, perchè siamo
incapaci di apprezzare l’arte a causa,
anche, della televisione che ci
propina già ideali confezionati?
La
disattenzione verso l’Arte di questa
nostra Società è dovuta alla
saturazione di immagini a cui il
cervello è sottoposto, la sua capacità
di elaborazione viene suddivisa tra
pubblicità, riviste, televisione e
computer, e questo provoca inoltre
l’impossibilità di distinguere se ciò
che ci troviamo davanti sia destinato
a veicolare un messaggio commerciale,
un modello sociale o invece qualcosa
di poetico che è molto più raro da
poter vedere e su cui comunque ben
pochi riflettono.
Come pensa si possa migliorare la
situazione dei tanti bravi pittori
italiani, fra cui lei, che vivono di
passione per la pittura?
Da
qualche anno si è creduto che l’Arte
esposta fuori dai luoghi di fruizione
e comunque in strada nei Bar o
Ristoranti potesse liberarsi dai costi
di esposizione e dai lacci di
autorizzazioni o permessi raggiungendo
direttamente il pubblico, ma a mio
parere questo sottrae tutta la magia
del contesto, chi gusterebbe dei
cioccolatini svizzeri avvolti nella
carta di giornale? Inoltre è opinione
diffusa che la forza stia nell’unione,
ma gli artisti possono fare di tutto
tranne che coordinarsi ed organizzare
qualcosa, perchè solitamente
egocenttrici, incostanti, infantili e
lunatici, quelli che come me sono
impegnati in processi creativi hanno
un bisogno assoluto di un’altro tipo
figura dalla personalità determinata
ed adatta a mediare tra noi ed il
pubblico, ecco quindi che questo
spiega l’assoluta indispensabilità del
gallerista o di colui che comunque
investa tempo e denaro credendo nelle
opere che gli sono state affidate o
che ha acquistato; I grandi nomi
dell’arte del novecento sono entrati
nella storia sempre attraverso altri
uomini o donne che ne hanno attraverso
eventi, costruito la popolarità di una
firma pur restando nell’ombra.
Suggerimenti su leggi, mercanti d’arte
e gallerie?
La
questione è complessa, ma dal mio
punto di vista posso rispondere che si
deve agire rapidamente in due
direzioni, per prima cosa andrebbe
istituito presso il Ministero per i
Beni e le Attività culturali un Albo a
cui possano iscriversi tutti gli
artisti italiani che soddisfino i
requisiti fiscali e di
professionalità, questo garantirebbe
collezionisti ed operatori del
settore. La seconda questione riguarda
il fatto che nessun Governo della
Repubblica pur nella ricerca affannosa
di nuovi gettiti fiscali ha mai
compreso le potenzialità del Mercato
dell’Arte, gli artisti stranieri in
Italia hanno una distibuzione
capillare, mentre i connazionali sono
in seria difficoltà; Se fosse
possibile offrire agli imprenditori di
poter iscrivere in bilancio l’acquisto
di un opera d’arte italiana come bene
di rappresentanza, e quindi gli
venisse riconosciuto di godere del
vantaggio fiscale per il recuppero di
un terzo della cifra investita nei
successivi cinque anni, ciò porterebbe
oltre al non indifferente beneficio di
rendere eleganti migliaia di Sedi ed
Uffici di Società (oggi stracolmi di
stampe) , anche ad una eccezionale
spinta a tutto il settore.
Come valuta il ruolo delle gallerie,
che sono, ad oggi, uno degli strumenti
di diffusione delle opere d’arte?
L’Italia è un paese straordinario dal
punto di vista creativo, e questo
genera un affollamento di offerte
mentre la domanda di opere è limitata
a causa delle difficoltà economiche
attuali vissute dalla stragrande
maggioranza degli appassionati d’arte,
credo che in maniera naturale questa
condizione stia producendo un sistema
di filtraggio e i Galleristi stiano
oggi decisamente puntando verso la
qualità, verso nuovi artisti emergenti
dalle quotazioni ancora modeste e
verso opere che non hanno bisogno di
supporto critico perchè più leggibili
proprio come l’arte figurativa e di
paesaggio.
Lucrezia Alessia Ricciardi |