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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
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"Eliano
Fantuzzi...il Maestro della luce" a cura di Danilo Sensi |
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Eliano Fantuzzi, nasce a
Modena nel 1909 ma subito la famiglia si trasferisce a
Verona, dove l’artista precocemente scoprirà la sua vena
pittorica. Giovane e talentuoso, a sette anni dipinge un
grande quadro rappresentante Muzio Scevola che si
bruciava la mano, lui stesso dirà in seguito che ciò che
allora vedeva come un gioco, la pittura, lo accompagnerà
per tutta la vita. A 15 anni dopo il Ginnasio, frequenta
il Liceo Artistico di Verona e dopo un anno fu promosso
e giudicato idoneo alla locale Accademia.
Durante gli studi sogna |
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Parigi e gli
Impressionisti, Mont – Martre e la vita boemienne e nel
1924 finalmente si trasferisce nella capitale francese.
A Parigi organizza le sue prime mostre, lavora come
cameriere e come facchino, conosce Pablo Picasso e
George Braque, attraversa alterne fortune e diventa
amico di Matisse e di Chagal. Nel 1939 si arruola
nell’esercito francese, dopo essere diventato uno degli
artisti più richiesti di Parigi. Nel 1943 rientra in
Italia, a Roma, dove comincia a frequentare i maggiori
artisti del momento fra
cui Ottone Rosai, |
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Massimo Campigli e Renato
Guttuso e come in precedenza a Parigi, dopo poco
diviene uno degli artisti più in voga, tanto in voga che
nel 1948 viene chiamato a decorare la reggia Saudita di
Taif, dall’Emiro Ibim Saud, detto anche, “Il Leone del
Deserto”. Soggiorna presso l’Emiro fino al 1953
realizzando un affresco per il salone dei ricevimenti
della reggia dove dipinge due scene di vita, “La Pace” e
“La Guerra”. Rientrato in Italia, dopo una breve ma
intensa permanenza nell’isola di Capri si ritira
nell’amata Verona, dove morirà nel 1987. Bistrattato,
copiato e delle volte rinnegato da
coloro |
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che lo hanno esaltato in
vita, resta un grande artista del novecento italiano e
viene tuttora definito dai maggiori e più attenti
critici “Un documento vivo del nostro tempo, un maestro
di giovani, un ricercatore di luci e forme che sono
inconfondibilmente una sua creazione”. Un artista che ha
un suo modo del tutto particolare e geniale di far
pittura, non può non restare nella schiera di coloro che
dando un contributo alla ricerca creativa lasciano
il segno di uomini e cose, |
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ambienti e costumi, luci
e ritmi di vita del nostro tempo. La sua vicenda
pittorica è in parte paragonabile a quella di uno
dei maggiori artisti del mondo, Giorgio De Chirico. De
Chirico e Fantuzzi sono i due artisti più falsificati
d’Italia e per entrambi vale la supposizione che se
avessero dovuto dipingere tutte le opere, oggi recanti
la loro firma avrebbero dovuto vivere più di mille anni.
Fra alcuni anni si costituirà sicuramente un centro di
studi dell’opera di Fantuzzi, una Fondazione che
provvederà, come nel caso di De Chirico, a far diventare
opere d’arte tutte le infinite imitazioni che
girano con la presupposta |
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firma di Eliano
Fantuzzi. Minor fortuna ha però avuto Fantuzzi nel
mercato artistico, di De Chirico. Nel 1959, si tenne una
mostra alla Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, i
cinque quadri esposti da Eliano Fantuzzi furono
venduti a circa seicentomila lire ciascuno e
quindi oggi, proporzionando l’ attuale
potere d’acquisto dell’euro, i suoi
dipinti si |
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dovrebbero vendere a
delle cifre molto più importanti, di quelle a cui
vengono trattati, non sempre quindi la qualità viene
premiata dal mercato, anche se nelle quotazioni del
Maestro veronese ha molto influito la sua personale
vicenda e il suo atteggiamento nei confronti dei plagi e
dei falsi che si trovano in circolazione. Si racconta
che negli anni sessanta, Eliano Fantuzzi era orgoglioso
e ingenuamente si beava di essere copiato, come se ciò
rappresentasse un premio alla bravura o alla fama
acquisita, in seguito ciò è divenuto per la sua arte,
una vera punizione. Pochi sono i pittori che possono
vantare altrettanta notorietà. |
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