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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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"La Biennale di Venezia...Istruzioni per l'uso"  di Danilo Sensi

 In tre brevi articoli per non provocare allergie

 

L'Arsenale
 

Il mese scorso, avevo già scritto un articolo sulla Biennale di Venezia, semplice, breve ma preciso, nell’identificarla inutile e superflua e non voglio ora  con  questa mia    nuova    serie   di   riflessioni  rinnegare quanto detto

ma non potevo esimermi dal tornare ai Giardini di Castello per osservare da vicino ciò che durante la confusa giornata inaugurale avevo solo potuto vedere velocemente. Innanzitutto le inaugurazioni non sono certo il momento ideale per vedere una mostra, figuriamoci la più importante esposizione artistica del mondo, le opere, anche quelle inutili, vanno osservate bene per poterle capire e magari lodarle o criticarle, certo gli artisti non sono cambiati e non è migliorata la qualità dei lavori esposti ma nella mia recente tre giorni veneziana, mi sono accorto che nel precedente articolo avevo fatto, come si usa dire in Toscana, “di tutta l’erba un fascio”. Alcuni lavori, anche se nel contesto della Biennale risultano fortemente penalizzati, per la loro originalità, per i materiali o per la forte presa sullo spettatore, emergono dall’enorme calderone veneziano e si presentano in tutta la loro forza ed esuberanza. Il nostro itinerario alla scoperta della 51° Esposizione Internazionale d’Arte, si svolgerà in tre puntate, l’Arsenale, il Padiglione Italia e i Padiglioni Nazionali e accompagnerà gli incauti fruitori di Tuttarteonline nella eventuale facoltativa visita alla mostra. Partendo da Piazza San Marco, meta obbligata di turisti, artisti, storici o intellettuali, insomma di chiunque arrivi per qualsiasi motivo a Venezia e incamminandosi verso i Giardini di Castello, sede della Biennale, ci si imbatte quasi per caso nel primo spazio dell’esposizione; l’Arsenale, luogo intriso di repubblicane memorie e simbolo di una potente, gloriosa  e temuta Venezia marinara che sembra scomparsa, soffocata o soppiantata dal turismo di massa e dalla contemporaneità a tutti i costi. “Sempre un po’ più lontano” è l’esposizione curata da Rosa Martinez che citando continuamente come fonte di ispirazione il mitico o mitologico Corto Maltese, sembra aver scoperto solo adesso l’esistenza della più che ventennale Video-Arte, appassionandosi così tanto al genere che ha trasformato in questa 51° Biennale, il chilometro espositivo dell’arsenale in un immenso cinema multi - sala dove si proiettano films neanche tanto innovativi, molti orribilmente e inesorabilmente privi di senso logico, non ci sono neanche le tanto amate o temute scene pornografiche, che invece avrebbero potuto trattenere lo spettatore e invogliarlo alla visione completa del lavoro, si salvano (ovviamente secondo il mio personale parere) fra un video e l’altro pochi ma interessanti elementi di arredo, lavori che mi sono preso la briga di fotografare onde conservarli ad imperitura memoria. Si può così ammirare all’ingresso della mostra un esaltante lavoro della franco-portoghese Joana Vasconcelos, intitolato “La Sposa”, realizzato in acciaio e assorbenti interni; All’esterno e all’interno fanno invece allegramente sorridere i lavori ispirati al mondo animale dell’argentino Sergio Vega, “Telephones of Paradise” e “Global Warming”; Si fa poi notare in una delle sale, un enorme lavoro del giovane turco Bulent Sangar, “Move Forward” accanto a cui mi sono fatto indegnamente fotografare, una foto nella foto di estremo realismo; Spiccano in alto alla fine del primo corridoio e destano lo spettatore per la loro lucentezza e forma, “Untitled - Oggetti metallici sospesi” due splendidi lavori del francese Louise Bourgeois; Deposte in maniera confusa e quasi come offerta devozionale si intravedono nel buio al centro di una sala, le bucce di cipolle dell’opera “Sereno-Variabile” dell’italiana Bruna Esposito, collocate a terra e illuminate da una fievole luce che le fa risaltare come il più prezioso dei metalli; Conclude questa breve carrellata di immagini “Wave UFO” un lavoro di colei che alla Biennale riscuote sempre un enorme e meritato successo, la giapponese Mariko Mori. L’UFO è collocato in una grande stanza, soffrendo solo per l’altezza esigua della stessa e sembra pronto alla partenza verso sconosciuti e nuovi mondi, nonostante la scaletta sia ancora calata a terra….. Altre opere durante il percorso e viste da lontano, possono sembrare interessanti, poi una volta vicino non sono nulla di speciale, risultando addirittura anacronistiche, allego alcune foto ma non cito gli autori, solo per far vedere l’insieme della mostra e per rendere doveroso ringraziamento agli sforzi del mio amico Andrea che ha realizzato molte delle immagini degli articoli e ha sopportato il sottoscritto per tre giorni, nel caldo infernale di Venezia a fine agosto. Usciti dall’Arsenale, non alla svelta come l’esposizione meriterebbe, ma solo per motivi legati all’enormità dello spazio, ci possiamo dirigere verso l’agognata meta dei Giardini di Castello, dove trovano sede sia il Padiglione Italia che i Padiglioni Nazionali dei paesi esteri che partecipano all’esposizione, unica grande sorpresa annunciata all’interno del Padiglione Italia è la presenza di F……. Ma questa è un’altra storia che vi racconterò il prossimo mese nella seconda parte del mio articolo….

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