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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
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Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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"Sognando il Mare...Eugenio Piemontese" di Danilo Sensi

Le vele le vele le vele
Che schioccano e frustano al vento
Che gonfia di vane sequele
Le vele le vele le vele!
Che tesson e tesson: lamento
Volubil che l'onda che ammorza
Ne l'onda volubile smorza...
Ne l'ultimo schianto crudele...
Le vele le vele le vele

(Dino Campana,
Barche amorrate –1912 /1913)

“Ancora oggi ricordo i miei sogni di bambino, e ancora oggi ricordo che parte di questi sogni riguardavano il mare. Non lo avevo mai visto ma avevo sentito storie e leggende che lo riguardavano e, lo immaginavo, lo sognavo, creavo dentro di me il mio mare. Era fatto di sirene e di mondi sommersi, di grotte e di anfratti, di tempeste e di pirati. Quando lo potei vedere non rimasi deluso, era come lo avevo sempre immaginato…” Con queste parole un vecchio pittore mi raccontava il suo rapporto con il mare. Un amore cominciato ancora prima di vederlo, un amore sognato ancor prima di essere vissuto. Il mare non è solo quella grande distesa azzurra che ci appare così affascinante e suggestiva, scrigno di tesori immensi, il mare è un mondo popolato da migliaia di creature, vivo e pulsante, irreale come il cielo fino a quando non ci immergiamo in lui e ammiriamo i suoi colori, assaporiamo le emozioni di trovarsi in uno spazio nuovo, imponente e delicato allo stesso tempo. Le opere di Eugenio Piemontese trasudano di amore per il mare e per la sua terra che vi è così legata, ci parlano di un mondo ai più sconosciuto e ci rendono partecipi di sensazioni altrimenti difficili da provare. I pesci, le grotte, gli anfratti, diventano nelle sue tele il soggetto ideale per parlare di questo legame profondo, di questo amore indissolubile. Il mare è un fedele compagno dell’artista che vive e lavora di fronte al mare e al mare dedica il suo indubbio talento. La materia pittorica è stesa con la spatola, con i pennelli e con le mani, e conserva intatta la delicatezza della tradizionale tecnica “a velature”. Più e più mani di colore, date con sapiente e meticolosa maestria raggiungono l’obbiettivo prefisso, rendere pulsanti ed allo stesso tempo impalpabili i soggetti trattati. L’artista mi parla di sogni, realtà parallele, di come lavora lo sfondo aggiungendo solo dopo i soggetti …“ i fondali marini che realizzo sono reali e irreali in modo eguale, rappresentano una realtà immaginata, un ideale, o se si vuole una realtà idealizzata e sublimata. Dipingo il tema del mare così come lo vedo nei miei sogni”…ma mi parla anche del fatto che predilige i colori primari, della preferenza per cromatismi leggeri e ovviamente del suo lavoro, che si muove in parallelo con la passione per la pittura, di Caravaggio e dell’arte del 900 e, parlando con lui, capisco di non aver sbagliato pensando che i fondali marini popolati da pesci, sereni e tranquilli e le grotte, buie e inaccessibili, diventano sia una dedica all’amico mare che un modo per interloquire con noi, riflettendo sia amore che paura.  Eugenio attraverso le sue opere mostra la sua anima e i suoi pensieri, mette a nudo se stesso. L’arte è un tramite fra l’artista e lo spettatore e la pittura è il linguaggio di Eugenio, un linguaggio surreale e onirico che più riusciamo a comprendere più riusciremo a goderne.

http://www.eugeniopiemontese.it/

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