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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
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"Osvaldo
Peruzi e l'idea futurista" a cura di Danilo Sensi |
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Osvaldo Peruzzi è una figura anomala dell'arte italiana,
futurista amico di Marinetti e di Prampolini, di Dottori
e di Fillia è però da anni lontano dal circuito
internazionale dell'arte pur essendo stato rivalutato
adeguatamente dalla critica negli
ultimi dieci anni e
inserito nelle più importanti mostre |
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storiche sul
Movimento. Ritirato nella sua casa livornese vicino al
mare, da settanta anni continua a tradurre in pittura i
suoi sentimenti futuristi, si sente e si è sentito
sempre fin dai tempi della sua adesione al Movimento un
anticipatore, un innovatore, sempre pronto a capire e a
cogliere con entusiasmo, il mutare della società e a
tradurlo in pittura. La musica, il cinema, la
moglie Irma, il mare e la guerra sono elementi di
ispirazione fra i più presenti e fra i più interessanti,
nella pittura di Peruzzi, alla stregua della velocità e
delle rappresentazioni metropolitane, sempre pervasi da
un grande senso plastico e realizzati con il binomio
luce-colore. Conosce Marinetti nel 1929, in
quella che era |
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per i futuristi il
"Tempio" milanese del Movimento, la galleria Pesaro;
continua ancora adesso a definire quell' incontro come
fondamentale per la sua carriera, "Marinetti era
straordinario, sempre circondato da pittori e
simpatizzanti del futurismo", aveva avuto una vita
frenetica e intensa che raccontava volentieri, essendo
un grande parlatore, “credeva nel Movimento e nei
giovani che volevano entrarne a far parte, poichè i
giovani rappresentavano il Futuro” e Peruzzi nel 1929
era giovanissimo, iscritto a Ingegneria e con un futuro
già delineato da dirigente, nella vetreria di famiglia a
Livorno. Dal 1932 partecipa a tutte le esposizioni del
gruppo, scrive articoli per le riviste che dirige
Fillia, si diletta con le poesie e coltiva la sua
amicizia
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con il fondatore del
Futurismo, con il quale resta in contatto perfino
durante l'esperienza durissima della Seconda Guerra
Mondiale. Di Marinetti raccoglie l'eredità di invenzione
e di idee e dal momento della sua morte, si sente come
investito di un grave compito, testimoniare che il
Futurismo non si è concluso, forse si è evoluto ma "è un
unico Movimento, dal manifesto del 1909 fino all'Aeropittura
degli anni Trenta e Quaranta e continua ancora oggi,
poichè il Futurismo, secondo Peruzzi, non morirà finchè
ci sarà almeno un futurista". I suoi fecondi ricordi,
permettono uno straordinario viaggio all'interno del
Futurismo, ufficialmente
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dal 1932 fino
alla guerra ma Osvaldo Peruzzi è testimone del "clima
Futurista" fin dai suoi primi contatti milanesi con
alcuni esponenti del Movimento nel 1927, e resta
comunque l'ultima fonte orale della più importante
avanguardia del ‘900. Nasce quindi spontaneo il
desiderio di parlare con lui, di ascoltare per suo
tramite le parole di Marinetti; si rimane increduli,
quando racconta ciò che oggi si può studiare nei testi
di storia dell' arte, delle critiche feroci mosse per i
passati coinvolgimenti con il fascismo, ad un Movimento
oggi fra i più celebrati, della
faticosa rivalutazione avviata |
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negli anni Sessanta e
della sua particolare difficoltà ad accettare la
denominazione di "Secondo futurista" che la critica gli
ha attribuito e che spesso è stata usata in maniera
errata, travisandone l'originario significato, non tanto
per delusione personale, ma per rispetto verso quello
che asseriva anche Marinetti, l'unicità di un Movimento,
iniziato nel 1909 e destinato a continuare, come era
nella sua volontà e che lui stesso avrebbe portato
avanti se non lo avesse colto la morte, del resto
evoluzione e continuità stanno nello stesso nome dato al
Movimento. Osvaldo Peruzzi è nato a Milano il 25 maggio
del 1907, compirà quest’anno 97 anni e continua
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a dipingere nella sua
bella casa vicino al mare, certo la pittura si è fatta
più essenziale e la mano non è più ferma ma ciò che
conta è che la pittura è la sua fonte di giovinezza è la
sua ragione di vita, continuando a dipingere, continua a
vivere. Nel 1998 Livorno ha celebrato il suo illustre
cittadino, degno erede di Fattori e Modiglioni, con una
grande mostra curata da Enrico Crispolti “Osvaldo
Peruzzi – Attraverso e dopo il futurismo”e nel 2002 ha
partecipato alla mostra romana sul movimento, curata
dallo stesso Crispolti “Futurismo 1909 – 1944”.
30 Dicembre il Futurismo è
finito
Osvaldo Peruzzi
è volato via >> |
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