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essere ciò che sono, delle stupende Litografie o
Incisioni che prevedono una tiratura di solito limitata
a 99 esemplari e la distruzione della lastra incisa.
Volendo porre fine a inutili e sterili
strumentalizzazioni fatte in materia negli ultimi anni,
se ci troviamo di fronte ad una grafica di Mario Tozzi
dobbiamo riconoscerne la qualità che la denota come
vera e propria Opera d’Arte. Per comprendere meglio
Mario tozzi, dobbiamo affrontare la sua lunga vita di
uomo e di artista, ho quindi riportato di seguito una
sua breve biografia.
1895
– 1911
Mario Tozzi nasce a Isola di Fano, presso Fossombrone,
il 30 ottobre 1895. Il padre è il dottor Giacinto
Tommaso Tozzi, la madre Erminia Brunetti. Primo di
cinque fratelli, Tozzi, trascorre l’infanzia a Suna sul
lago Maggiore, abbandona molto presto gli studi
scientifici per dedicarsi alla pittura.
1912
– 1916
Frequenta l’Accademia di Belle arti di Bologna accanto a
Morandi, Licini e Pozzati, formandosi tecnicamente ai
corsi di Majani e Terzi. Nel 1915, conquista un premio
del Ministero dell’Istruzione, dello stesso anno è la
prima esposizione pubblica.
1916
– 1919
Svolge il servizio militare, nel 1919 sposa la francese
Marie - Therèse Lemaire.
1920
Si
stabilisce a Parigi e riannoda i rapporti con Licini
entrando in contatto con gli artisti italiani presenti
nella capitale francese, fra cui De Chirico, Campigli,
De Pisis e Savinio, espone al Salon d’Automne e al Salon
des Independants.
1924
Espone due opere alla Biennale di Venezia.
1925
Si
associa al gruppo milanese di Novecento, espone alla
Galleria Pesaro.
1926
Fonda con gli “Italiens de Paris” Campigli, De Chirico,
De Pisis, Savinio, Severini e Paresce il “Groupe des
Sept “, espone con il gruppo alla Biennale di Venezia.
1928
– 1933
Si
Susseguono varie mostre dal titolo “Italiens de Paris”,
si avvicinano al gruppo Giacometti, Casella, Ungaretti e
Comisso, nel 1928, nel 1930 e nel 1932 partecipa alla
Biennale di Venezia. Viene inserito nella “Storia della
pittura Moderna” della Sarfatti, espone a Parigi presso
le Gallerie Carminati, Zack, Bernheim e Charpentier,
divenendo uno degli artisti più apprezzati della città e
le sue opere vengono inserite nelle maggiori collezioni
Francesi.
1934
Espone alla Biennale di Venezia.
1935
Il
Governo Francese gli conferisce la Legion d’Onore.
1936
- 1944
Costretto da una grave malattia si interrompe in parte
la sua attività pittorica, vivrà in questo periodo fra
Roma e Suna, alternando brevi viaggi a Parigi. Collabora
con l’affresco “Il Paradiso perduto” all’apparato
decorativo del Palazzo di Giustizia di Milano, espone
alla Biennale di Venezia nel 1938 e nel 1942.
1945
Trascorre tutto l’anno a Suna, espone alla Galleria
Sant’Andrea di Milano.
1946
Espone a Parigi nelle Sale dell’Avenue Villars con De
Chirico, De Pisis e Severini.
1948
Nei
primi mesi dell’anno l’artista è di nuovo ammalato,
espone alla Biennale di Venezia.
1949
– 1957
Si
Ritira quasi stabilmente a Suna, alternando brevi
soggiorni a Parigi. La sua salute sembra non conoscere
miglioramenti e ha disturbi pressoché continui, espone
alla Biennale di Venezia nel 1952 e per l’ultima volta
nel 1954. Sono i suoi peggiori anni di crisi fisica,
pittorica e morale.
1958
- 1959
Possono essere definiti gli anni della rinascita,
migliorano le sue condizioni di salute, espone alla
Galleria Annunciata di Milano, con rinnovata fiducia nel
suo lavoro e nel 1959 partecipa al 1° Premio Arezzo.
1960
– 1965
Si
susseguono sue partecipazioni a mostre in Italia e
all’estero, espone ripetutamente alla Galleria
Annunciata dal 1961 al 1965. Il Maestro dipinge con
nuovo vigore vedendo anche riconosciuti benevolmente
dalla critica i suoi nuovi lavori. Nel 1963 espone alla
Galleria La Bussola di Torino, nel 1964 alla Galleria
Accademia di Roma, nel 1965 alla Galleria Flaviana di
Locarno.
1966
Ricorrono i sui “50 anni di lavoro”e per l’occasione
vengono inaugurate contemporaneamente due sue mostre,
una di opere storiche alla Galleria Annunciata e l’altra
di opere recenti alla Libreria Cavour di Renzo Cortina.
1967
Con
la sua partecipazione alla mostra fiorentina “Arte
Moderna in Italia 1915 – 1935”, curata da Carlo Ludovico
Ragghianti, avviene la definitiva consacrazione.
1970
Il
Centro Rizzoli di Milano gli dedica una mostra
Antologica, Enzo Carli presenta il nuovo libro di
Valsecchi sul Maestro di Suna.
1971
Mario Tozzi si stabilisce di nuovo a Parigi.
1973
Viene nominato Accademico di San Luca.
1974
Espone alla Galleria Annunciata di Milano, la mostra
viene introdotta da Massimo Carrà.
1975
Esce
la Monografia curata da Andre Verdet per le Edizioni de
“Le Musee de Poche”.
1976
Esce
la Monografia curata da Enzo Carli per le Edizioni
Bolaffi.
1977
A
Roma gli viene attribuito il premio Leonardo da Vinci.
1978
Si
inaugura a Firenze in Palazzo Strozzi una sua Antologica
curata da Ragghianti e da Raffaele Monti, conosce a
Parigi Pierre Restany, durante la mostra “Hommage à
Mario Tozzi” presso la Galerie de Larcos.
1979
Si
stringono i rapporti con Pierre Restany, il famoso
critico scrive un testo sul Maestro che sarà pubblicato
solo nel 1981. Mario Tozzi muore l’8 settembre nella sua
casa a Saint Jean du Gard.
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