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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
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"Lorenzo
Viani...la vita come fonte di ispirazione" di Danilo Sensi |
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Una pittura intensa,
espressiva e a tratti estremamente melanconica,
caratterizza i lavori di Lorenzo Viani che si è sempre
sentito attratto dai più |
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poveri e dai derelitti, tanto nella fanciullezza quanto
nella maturità. La vita e la vicenda umana dei più
deboli, Viani la trasferisce nella tela, con forti
impressioni cromatiche e con una pennellata decisa e
veloce. Lorenzo Viani nasce a Viareggio nel 1882 e
trascorre gli anni della sua infanzia nella Villa Reale
della città, dove suo padre era al servizio di Don |
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Carlos
di Borbone, fino a che il padre ebbe questo lavoro le
condizioni familiari di Lorenzo furono abbastanza
tranquille, tanto da frequentare le prime tre classi
della scuola elementare, dove si manifestò l’indole
indomabile ed a tratti
ribelle del ragazzino che , cupo
e dal carattere |
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introspettivo, molto del suo tempo libero lo
passava girovagando sulla spiaggia o per i boschi.
Quando il padre perse il lavoro, la famiglia Viani
conobbe la povertà finanche la miseria, condizione umana
che non era sconosciuta a Lorenzo, i suoi vagabondaggi
per le zone di Viareggio più povere e derelitte |
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avevano già profondamente impressionato l’animo
estremamente sensibile del giovane. Nel 1893 entra a
lavorare nella bottega del barbiere Primo Puccini, dove
resta come garzone per diversi anni, questo mestiere lo
avvicina quotidianamente alla gente più disparata e gli
permette "un apprendistato anatomico e figurativo" del
tutto particolare, dice lui stesso: "prima di
averli disegnati questi visi
acciabattati … li ho mantrugiati". |
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Lorenzo Viani si forma artisticamente, in una maniera
del tutto personale e indipendente da qualsiasi schema e
da qualsiasi scuola e non si unisce a correnti o
movimenti. Nella bottega del Puccini, conosce il pittore
Plinio Nomellini che incoraggia il giovane Lorenzo ad
iscriversi all’Istituto di Belle Arti di Lucca, dove
frequenta tre anni di lezioni, dal 1900 al 1903 e dove
conosce anche Moses Levy. Ma gli anni lucchesi sono
anche segnati dall’interesse per la politica, insieme ad
un gruppo di anarchici Viani conosce anche l’arresto ed
il carcere. Nel 1904 viene ammesso alla scuola libera
del nudo dell’Accademia di Belle Arti e
contemporaneamente frequenta anche lo studio
del pittore Giovanni Fattori, |
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che aveva conosciuto nel 1901 grazie a Nomellini che
l’aveva portato nello studio fiorentino del maestro
macchiaiolo. Questi mesi fiorentini sono molto
stimolanti per Lorenzo, specialmente per gli incontri
con diversi personaggi del mondo artistico e culturale
della città. Ritornato a Viareggio si
stabilisce a Torre del
Lago ed entra
a far parte della |
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"compagnia della Bohème", nel 1907 soggiorna per qualche
mese a Genova e partecipa anche alla Biennale di
Venezia, esponendo alcuni disegni. Questo è anche il
periodo del primo soggiorno a Parigi dove resta più o
meno un anno, viaggio a lungo desiderato che però si
rivela denso di difficoltà economiche e di solitudine,
ma comunque positivo per le esperienze fatte e per i
personaggi artistici conosciuti. Gli anni che vanno dal
1911 al 1915 sono ricchi di lavoro e di
viaggi in occasione |
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delle mostre Personali tenutesi in
parecchie località d’Italia, nel 1916 viene richiamato
per la guerra poi congedato nel 1919 e in questi tre
anni, nei pochi momenti di tranquillità, continua
incessantemente a disegnare e a dipingere. Il 2 marzo
del 1919 si sposa con la signorina Giulia Giorgietti e
si trasferisce a Montecatini. Vi resta per circa due
anni e poi ritorna a Viareggio: sono di questo periodo i
teneri ritratti di bambini intenti a scrivere e a
studiare. Dal 1920 al 1922 riprendono assiduamente le
esposizioni a Bologna, a Lucca e a Roma, riprende anche
la sua attività di scrittore. Nel 1924 si stabilisce a
Fossa dell’Abate, odierno Lido di Camaiore e nell’anno
successivo gli nasce il figlio Franco. Nel 1928
incominciano i primi attacchi di asma, malattia che
purtroppo, con alti e bassi, non lo abbandonerà più.
Lorenzo Viani è in un momento felice della sua carriera
è diventato un artista conosciuto in tutta Italia e le
sue esposizioni sono luogo di incontro irrinunciabile
per un pubblico colto ed internazionale. Nel 1933 a
causa dell’aggravarsi della sua malattia è costretto ad
un lungo ricovero presso l’ospedale psichiatrico di
Nozzano, in provincia di Lucca, la sua attività in
questi mesi bui di intensa ed aspra sofferenza non si
interrompe, ma anzi una numerosa produzione di disegni
testimonia questo periodo: i malati di mente attraggono
Viani alla stessa maniera di quanto lo attraevano i
derelitti di Viareggio. Si tratta di personaggi al
limite, che vivono in uno stato di incoscienza totale e
senza nessuna prova di appello, che la malattia rende
dimenticati, indifesi e proprio per questo meritevoli di
maggiore attenzione. Nel 1936 gli vengono commissionate
una serie di pitture per il Collegio di Ostia e dopo un
lavoro senza sosta di parecchi giorni non farà in tempo
a partecipare all’inaugurazione, colpito da un forte
attacco d’asma muore il 2 Novembre di quello stesso
anno. |
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