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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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"Lorenzo Viani...la vita come fonte di ispirazione" di Danilo Sensi

Una pittura intensa, espressiva e a tratti estremamente melanconica, caratterizza i lavori di Lorenzo Viani che si è sempre sentito attratto dai  più

poveri e dai derelitti, tanto nella fanciullezza quanto nella maturità. La vita e la vicenda umana dei più deboli, Viani la trasferisce nella tela, con forti impressioni cromatiche e con una pennellata decisa e veloce. Lorenzo Viani nasce a Viareggio nel 1882 e trascorre     gli    anni   della sua infanzia nella Villa Reale della città, dove suo padre  era  al servizio di Don

 Carlos di Borbone, fino a che il padre ebbe questo lavoro le condizioni familiari di Lorenzo furono abbastanza tranquille, tanto da frequentare le prime tre classi della scuola elementare, dove si manifestò l’indole indomabile   ed  a  tratti  ribelle  del   ragazzino   che , cupo  e  dal  carattere

introspettivo, molto del suo tempo  libero lo passava girovagando sulla spiaggia o per i boschi. Quando il padre perse il lavoro, la famiglia Viani conobbe la povertà finanche la miseria, condizione umana che non era sconosciuta a Lorenzo, i suoi vagabondaggi per le zone di Viareggio   più  povere   e   derelitte

avevano già profondamente impressionato l’animo estremamente sensibile del giovane. Nel 1893 entra a lavorare nella bottega del barbiere Primo Puccini, dove resta come garzone per diversi anni, questo mestiere lo avvicina quotidianamente alla gente più disparata e gli permette "un apprendistato anatomico e figurativo" del tutto particolare, dice lui stesso: "prima di   averli   disegnati  questi  visi  acciabattati … li   ho  mantrugiati".

Lorenzo Viani si forma artisticamente, in una maniera del tutto personale e indipendente da qualsiasi schema e da qualsiasi scuola e non si unisce a correnti o movimenti. Nella bottega del Puccini, conosce il pittore Plinio Nomellini che incoraggia il giovane Lorenzo ad iscriversi all’Istituto di Belle Arti di Lucca, dove frequenta tre anni di lezioni, dal 1900 al 1903 e dove conosce anche Moses Levy. Ma gli anni lucchesi sono anche segnati dall’interesse per la politica, insieme ad un gruppo di anarchici Viani conosce anche l’arresto ed il carcere. Nel 1904 viene ammesso alla scuola libera del nudo dell’Accademia di Belle Arti e contemporaneamente frequenta anche lo  studio  del pittore Giovanni  Fattori,

che aveva conosciuto nel 1901 grazie a Nomellini che l’aveva portato nello studio fiorentino del maestro macchiaiolo. Questi mesi fiorentini sono molto stimolanti per Lorenzo, specialmente per gli incontri con diversi personaggi del mondo artistico e culturale della città. Ritornato  a   Viareggio si stabilisce    a  Torre  del    Lago    ed   entra  a  far  parte della

"compagnia della Bohème", nel 1907 soggiorna per qualche mese a Genova e partecipa anche alla Biennale di Venezia, esponendo alcuni disegni. Questo è anche il periodo del primo soggiorno a Parigi dove resta più o meno un anno, viaggio a lungo desiderato che però si rivela denso di difficoltà economiche e di solitudine, ma comunque positivo per le esperienze fatte e per i personaggi artistici conosciuti. Gli anni che vanno dal 1911 al  1915 sono ricchi di  lavoro e di  viaggi  in  occasione

delle mostre Personali tenutesi in parecchie località d’Italia, nel 1916 viene richiamato per la guerra poi congedato nel 1919 e in questi tre anni, nei pochi momenti di tranquillità, continua incessantemente a disegnare e a dipingere. Il 2 marzo del 1919 si sposa con la signorina Giulia Giorgietti e si trasferisce a Montecatini. Vi resta per circa due anni e poi ritorna a Viareggio: sono di questo periodo i teneri ritratti di bambini intenti a scrivere e a studiare. Dal 1920 al 1922 riprendono assiduamente le esposizioni a Bologna, a Lucca e a Roma, riprende anche la sua attività di scrittore. Nel 1924 si stabilisce a Fossa dell’Abate, odierno Lido di Camaiore e nell’anno successivo gli nasce il figlio Franco. Nel 1928 incominciano i primi attacchi di asma, malattia che purtroppo, con alti e bassi, non lo abbandonerà più. Lorenzo Viani è in un momento felice della sua carriera è diventato un artista conosciuto in tutta Italia e le sue esposizioni sono luogo di incontro irrinunciabile per un pubblico colto ed internazionale. Nel 1933 a causa dell’aggravarsi della sua malattia è costretto ad un lungo ricovero presso l’ospedale psichiatrico di Nozzano, in provincia di Lucca, la sua attività in questi mesi bui di intensa ed aspra sofferenza non si interrompe, ma anzi una numerosa produzione di disegni testimonia questo periodo: i malati di mente attraggono Viani alla stessa maniera di quanto lo attraevano i derelitti di Viareggio. Si tratta di personaggi al limite, che vivono in uno stato di incoscienza totale e senza nessuna prova di appello, che la malattia rende dimenticati, indifesi e proprio per questo meritevoli di maggiore attenzione. Nel 1936 gli vengono commissionate una serie di pitture per il Collegio di Ostia e dopo un lavoro senza sosta di parecchi giorni non farà in tempo a partecipare all’inaugurazione, colpito da un forte attacco d’asma muore il 2 Novembre di quello stesso anno.

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