|
Franz Borghese nasce a
Roma, città che non lascerà mai, il 21 gennaio del 1941.
Preparato per l'esame di ammissione dall'architetto
Maurizio Sacripanti, nel 1957 si iscrive al Liceo
Artistico di Via Ripetta, fra i suoi insegnanti vi sono
Domenico Purificato, Giuseppe Capogrossi, Giulio Turcato.
Comincia a dipingere e frequenta gli ambienti di Via
Margutta dove conosce Sebastiano Sanguigni e Ugo
Moretti, con Sanguigni avrà poi uno studio in comune in
un seminterrato in Via Bertoloni. Nel 1964 Fonda il
gruppo e l'omonima rivista «Il Ferro di cavallo» che
esce con alterne vicende e dove collaborano tra gli
altri, Giorgio Fasan, Dario Bellezza, Roberto D'Ercole,
Daniela Romano, Anna Paola Principe, Paolo Petrucci,
Maurizio Marini, Adalberto Starace, Paolo Marletta,
Stefanella Giovannini, Roberto Correnti, Diego Cimara.
Fra le altre iniziative del gruppo è doveroso ricordare
la realizzazione, con Daniela Romano, Giorgio Fasan e
molti altri del film - pittura sperimentale «La grande
mela». Il Film, in chiave neo-espressionista, racconta
la società dei consumi, le sue alienazioni, le
alternative. Come potremo poi notare, già agli esordi è
presente in Borghese, la piena coscienza della
situazione alienante della società, l’artista riproporrà
in seguito e per tutta la sua vita tale personale
visione nelle proprie opere. Nel 1968 presenta la prima
personale a Roma in Via Margutta, in una galleria aperta
da lui, con il concorso degli amici. Vi espone il
grande quadro «In morte di Luther King». Nel catalogo
vi è uno scritto di Franco Simongini e testimonianze dei
colleghi Ugo Attardi, Marcello Avenali, Edolo Masci ed
Ennio Calabria. Un anno dopo si affaccia nella sua
pittura la satira e il sarcasmo e appaiono i primi
personaggi che faranno nascere il parallelo con Grosz,
Dix e Maccari. Nel 1975 espone alla X Quadriennale di
Roma, da questa data in poi la carriera di Franz
Borghese è pienamente compiuta. Cominciano le
collaborazioni con le più importanti gallerie d’arte
italiana, si susseguono importanti mostre personali che
ne fanno uno degli artisti più amati e conosciuti grazie
anche al suo personale stile. La sua pittura è un
linguaggio facile e deciso ma estremamente fine e colto,
una trasposizione intensa ed appassionata del suo animo
di uomo e di artista. Borghese ha le idee molto chiare,
dice sempre quello che pensa, sia durante una
conversazione che nelle proprie opere. Dipinge la sua
personale visione del mondo ed è come se mettesse nero
su bianco le proprie teorie. Manifesta delle volte il
disprezzo, delle volte la gioia, per quello che vede e
che lo circonda. La sua satira è pungente, la pittura
fluida e decisa, la tavolozza è fatta di colori caldi e
le figure apparentemente sempre uguali rappresentano di
volta in volta, le varie facce della società odierna in
maniera impressionante. Nel buio del suo studio, avvolto
da nuvole di fumo e fra l’odore intenso del tabacco
delle sue adorate sigarette, aveva capito tutto, e aveva
ancora tanto da dire e da rappresentare…. il 16 dicembre
nel suo studio di Roma, scompare improvvisamente..... |