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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
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"Quando
la passione diventa Arte...Tullio Crali" a cura di D.Sensi |
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Questo mese come di
consuetudine, vi propongo una nuova e affascinante
avventura, una breve ma simpatica intrusione nel
percorso
incredibilmente fecondo di una figura
del ’900 davvero geniale che
ha rivolto il suo |
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interesse
ad una multiforme attività artistica, che comprende la
pittura, l'architettura, la moda, i gioielli, i
manifesti, la scenografia, la poesia e l'attività
didattica. Tullio Crali è stato un
artista intenso ed
appassionato, estremamente dotato e carismatico,
amante del volo e
affascinato dalla velocità, futurista nell’animo, ancor
prima di scoprire il Movimento di Marinetti e legato in
maniera indissolubile all’italica avanguardia per tutta
la vita. (Non stupitevi di vedere presentato in questo
articolo un nuovo artista futurista, certamente |
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la
mia personale passione per il Movimento influenza le mie
scelte ma dobbiamo ricordarci che dal Futurismo, pur se
nell’indifferenza di molti, nasce tutta
l’arte contemporanea italiana e grande influenza
ha avuto anche a livello mondiale).Crali è scomparso
recentemente ma il suo lavoro, |
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dotato di forte immaginazione e di ardite articolazioni,
sia formali che cromatiche è dagli anni ottanta, in
costante rivalutazione. Nato a Igalo in Croazia nel 1910
e vissuto a Zara fino all’età di dodici anni, nel 1922
si stabilì con la famiglia a Gorizia e a quindici anni,
mentre era studente all’Istituto Tecnico, scoprì sulle
pagine del "Mattino Illustrato" di Napoli, il Movimento
Futurista, al quale rimase per sempre legato e che fu
per lui, come per molti altri, più che una vocazione
artistica, una vera e propria scelta di vita. Dopo quel
primo incontro, iniziò a dipingere acquerelli con
forme geometriche e |
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immagini astratte ispirate a pittori come Balla,
Boccioni e Prampolini e firmati come facevano anche
altri artisti, con uno pseudonimo , quello di "Balzo
Fiamma". Entrò poi nella bottega di "Sior Clemente",
intagliatore, doratore e corniciaio
che gli fece conoscere gli artisti De
Finetti, Melius, |
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Gorsè
e Del Neri. Dal 1928 si recò sempre più spesso al campo
d’aviazione di Merna, dove affascinato dalla velocità e
dal volo, iniziò a dipingere gli aeroplani e da dove
decollò per il suo primo volo, effettuato su di un
piccolo idrovolante diretto in Istria. Nel 1929, anno
che sancì la nascita ufficiale dell’Aeropittura
all’interno del Futurismo, Crali entrò ufficialmente a |
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far
parte del Movimento e strinse contatti con Martinetti,
che dopo aver saputo della sua adesione gli scrisse;
“Caro
futurista, lieto di avervi con noi nella
lotta futurista”.
Successivamente
conobbe Sofronio Pocarini, |
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fondatore nel 1919, del Movimento Futurista Giuliano,
che lo fece esporre alla "II Mostra Goriziana d’Arte"
con le opere Squadriglia aerea e Duello aereo.
L’anno successivo, affascinato dai progetti
dell’architetto Sant’Elia, disegnò architetture
futuriste ed entrò in contatto con gli artisti futuristi
Cangiullo, Janelli, Dormal, Farfa e Fillia. A
Trieste ne l 1931 incontrò |
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per la
prima volta Marinetti,al quale lo legò sempre un
sentimento di grande ammirazione e di profondo affetto e
realizzò composizioni polimateriche e bozzetti di
scenografie per le sue sintesi
teatrali. Dopo aver esposto le |
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proprie opere in città come Trieste, Padova, Roma e
Milano, nel 1932, su preciso invito di Marinetti, espose
i suoi lavori a Parigi, alla “Prima Esposizione di
Aeropittori Futuristi Italiani”. Nello stesso anno
conseguì il diploma di maturità artistica all’Accademia
di Venezia. Nel 1933 partecipò alla "Mostra Futurista di
Scenotecnica Cinematografica" di Roma e l’anno
successivo fu presente per la prima volta alla “Biennale
di Venezia” con l’opera Rivoluzione di mondi, che
con un gesto plateale ma estremamente significativo , distrusse
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subito dopo l’esposizione. Nei dieci anni
successivi partecipò a diverse edizioni della
“Quadriennale di Roma”(1935, 1939 e 1943) e della
“Biennale di Venezia”, dove nel 1940, venne allestita
una sua sala personale. Nel 1936, |
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con Dottori e
Prampolini, espose alla “Mostra Internazionale d'Arte
Sportiva” organizzata alle Olimpiadi di Berlino e firmò
il Manifesto di Plastica Murale con Marinetti,
Prampolini, Tato, Dottori, Ambrosi, Diulgheroff e altri.
Grazie al suo grande talento di declamatore, conquistò
la simpatia personale di Marinetti e dal 1941, organizzò
serate futuriste a Gorizia, Udine, Trieste e nel resto
d’Italia. Alla fine del conflitto si trasferì a |
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Torino proseguendo nella
sua attività di artista e a differenza di molti altri,
di continuatore delle poetiche futuriste. Tra il 1950 e
il 1958 visse a Parigi, dove insegnò in un liceo
italiano, secondando le proprie aspirazioni didattiche e
dove, durante alcune escursioni sulla costa francese,
trasse l'ispirazione per le sue famose composizioni
chiamate "Sassintesi", esposte per la prima volta a
Milano nel 1961. Dal 1962 al 1966 si trasferì al Cairo
dove insegnò presso la locale Scuola d'Arte Italiana,
rientrato in patria si stabilì definitivamente a Milano,
dove continuò la sua intensa attività artistica e dove
morì il 5 agosto del 2000.
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