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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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"Quando la passione diventa Arte...Tullio Crali" a cura di D.Sensi

Questo mese come di consuetudine, vi propongo una nuova e affascinante avventura, una breve ma simpatica intrusione nel percorso incredibilmente fecondo  di  una  figura  del  ’900  davvero   geniale  che  ha  rivolto  il  suo

interesse ad una multiforme attività artistica, che comprende la pittura, l'architettura, la moda, i gioielli, i manifesti, la scenografia, la poesia e l'attività didattica. Tullio Crali è stato un artista intenso ed appassionato, estremamente dotato e carismatico, amante del volo e affascinato dalla velocità, futurista nell’animo, ancor prima di scoprire il Movimento di Marinetti e legato in maniera indissolubile all’italica avanguardia per tutta la vita. (Non stupitevi di vedere presentato  in questo articolo un nuovo    artista     futurista, certamente

 

 la mia personale passione per il Movimento influenza le mie scelte ma dobbiamo ricordarci che dal Futurismo, pur se nell’indifferenza di molti, nasce  tutta  l’arte  contemporanea italiana e grande influenza ha avuto anche a livello mondiale).Crali  è scomparso recentemente ma il suo lavoro,

dotato di forte immaginazione e di ardite articolazioni, sia formali che cromatiche è dagli anni ottanta, in costante rivalutazione. Nato a Igalo in Croazia nel 1910 e vissuto a Zara fino all’età di dodici anni, nel 1922 si stabilì con la famiglia a Gorizia e a quindici anni, mentre era studente all’Istituto Tecnico, scoprì sulle pagine del "Mattino Illustrato" di Napoli, il Movimento Futurista, al quale rimase per sempre legato e che fu per lui, come per molti altri, più che una vocazione artistica, una vera e propria scelta di vita. Dopo quel primo incontro, iniziò a dipingere acquerelli  con  forme geometriche e

immagini astratte ispirate a pittori come Balla, Boccioni e Prampolini e firmati come facevano anche altri artisti, con uno pseudonimo , quello di "Balzo Fiamma". Entrò poi nella bottega di "Sior Clemente", intagliatore, doratore  e  corniciaio  che  gli  fece conoscere gli artisti De Finetti, Melius,

Gorsè e Del Neri. Dal 1928 si recò sempre più spesso al campo d’aviazione di Merna, dove affascinato dalla velocità e dal volo, iniziò a dipingere gli aeroplani e da dove decollò per il suo primo volo, effettuato su di un piccolo idrovolante diretto in Istria. Nel 1929, anno che sancì la nascita ufficiale dell’Aeropittura all’interno del Futurismo, Crali  entrò  ufficialmente a

far parte del Movimento e strinse contatti con Martinetti, che dopo aver saputo della sua adesione gli scrisse; Caro futurista, lieto di avervi con noi  nella  lotta  futurista”. Successivamente   conobbe Sofronio Pocarini,

fondatore nel 1919, del Movimento Futurista Giuliano, che lo fece esporre alla "II Mostra Goriziana d’Arte" con le opere Squadriglia aerea e Duello aereo. L’anno successivo, affascinato dai progetti dell’architetto Sant’Elia, disegnò architetture futuriste ed entrò in contatto con gli artisti futuristi Cangiullo, Janelli, Dormal, Farfa e Fillia. A   Trieste   ne l 1931 incontrò

per la prima volta Marinetti,al quale lo  legò sempre un sentimento di grande ammirazione e di profondo affetto e realizzò composizioni polimateriche e bozzetti  di  scenografie  per  le  sue  sintesi  teatrali. Dopo  aver esposto le

proprie opere in città come Trieste, Padova, Roma e Milano, nel 1932, su preciso invito di Marinetti, espose i suoi lavori a Parigi, alla “Prima Esposizione di Aeropittori Futuristi Italiani”. Nello stesso anno conseguì il diploma di maturità artistica all’Accademia di Venezia. Nel 1933 partecipò alla "Mostra Futurista di Scenotecnica Cinematografica" di Roma e l’anno successivo fu presente per la prima volta alla “Biennale di Venezia” con l’opera Rivoluzione di mondi, che con un gesto plateale ma estremamente   significativo , distrusse

subito  dopo l’esposizione. Nei dieci anni successivi partecipò a diverse edizioni della “Quadriennale di Roma”(1935, 1939 e 1943) e della “Biennale di Venezia”, dove nel 1940, venne allestita una sua sala personale. Nel 1936,

con Dottori e Prampolini, espose alla “Mostra Internazionale d'Arte Sportiva” organizzata alle Olimpiadi di Berlino e firmò il Manifesto di Plastica Murale con Marinetti, Prampolini, Tato, Dottori, Ambrosi, Diulgheroff e altri. Grazie al suo grande talento di declamatore, conquistò la simpatia personale di Marinetti e dal 1941, organizzò serate futuriste a Gorizia, Udine, Trieste e nel resto d’Italia.  Alla  fine      del    conflitto   si   trasferì  a

Torino proseguendo nella sua attività di artista e a differenza di molti altri, di continuatore delle poetiche futuriste. Tra il 1950 e il 1958 visse a Parigi, dove insegnò in un liceo italiano, secondando le proprie aspirazioni didattiche e dove, durante alcune escursioni sulla costa francese, trasse l'ispirazione per le sue famose composizioni chiamate "Sassintesi", esposte per la prima volta a Milano nel 1961. Dal 1962 al 1966 si trasferì al Cairo dove insegnò presso la locale Scuola d'Arte Italiana, rientrato in patria si stabilì definitivamente a Milano, dove continuò la sua intensa attività artistica e dove morì il 5 agosto del 2000.

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