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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine |
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"La
Famiglia Degas" a cura di Rosa Spinillo |
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Le origini della famiglia De Gas
risalgono al 1500. Il nome De Gas si rintraccia in antichi documenti
in “De Gast”,”De Guast”, “De Gas”; dopo la Rivoluzione Francese
viene riunito in” Degas” come sempre l’ha utilizzato Edgar. La sua
famiglia è originaria della bassa Langue D’oc, della città di
Bagnols. I De Gas erano proprietari terrieri e signori proprio di
questa città con il soprannome De Gast de Bagnols, che resterà
soprattutto al ramo cadetto di questa famiglia. Questo si
trasferisce agli inizi del Cinquecento nella città di Orlèans dove un antenato di Edgar , Gabriel de |
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Gast
insegna giurisprudenza all’università. Già a partire dal
1576 i De Gast solevano riunire il cognome in una sola
parola Degast come risulta da un’iscrizione latina:- “Gabrielis
Degast Antecessoris Aurelii commentari in Duos Tit.-De
impuberum et aliis substitutionibus-De sententiis quae
pro eo quod interest proferentur”. Sotto il regno
di Luigi XIV, quando dallo stesso monarca è istituito
l’obbligo di registrazione di tutte le famiglie nobili, i De Gas
si mettono in regola. La famiglia De Gas mantiene così
il |
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suo antico ceppo nobiliare, registrato
l’8 novembre 1670 presso la diocesi d’Uzès città del
dipartimento di Gard, è riportata nel Catalogo dei
Gentiluomini della provincia della Langue D’oc, il cui
originale si trova nell’archivio di Montpellier. Altri
antenati di Edgar, un canonico della cattedrale d’Uzès,
Paul De Gas, un capitano del reggimento d’ Ornac,Giuseppe
De Gas, fanno registrare le armi di famiglia nell’”Armorial
Gènèrale” de l’annèe 1696, nel “ Règistre de la
Gènèralitè de Montpellier” al foglio 537. Il simbolo
araldico della famiglia De Gas è un istrice sovrapposto
alle armi di famiglia al centro di uno scudo,
rappresenta l’antico ordine cavalleresco dei duchi d’Orlèans.
Ciò sta a dimostrare gli |
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stretti rapporti dei De Gas con
il casato degli Orlèans. Questo spiega perché nel 1730 i
discendenti di Gabriel, Seigneur De St. Gervaise,lasciano
la Langue D’oc per l’Orlèans. I De Gas, nobili e
cavalieri si dedicano come tutti i loro concittadini
alla vita sociale e culturale del tempo, non restano
inoperosi, si occupano di economia e finanza dando
origine ai primi istituti di credito. E’ questa nuova
attività economica di bancari che li tiene lontani dalla
politica del momento, sarà salutare per loro in quanto
li |
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salverà dalla grande Rivoluzione del 1789. Pietro De Gas
e sua moglie Anna Hul vivono nel periodo
rivoluzionario a Meung piccola città della provincia d’
Orlèans, avranno una numerosa figliolanza. Si conoscono
di quei figli solo i nomi di Renè Hilaire, di Augustin,
di Marie. Riescono a superare incolumi l’ “annèe
terrible”. Non si conosce con esattezza la ragione per
cui Renè Hilaire è a Parigi durante la Rivoluzione. E’
il capostipite della famiglia nonché nonno di Edgar,
nato ad Orlèans nel 1769 è il più intelligente e attivo,
dal piglio manageriale. A Parigi è in pericolo di vita
per un gesto di coraggio e spavalderia giovanile durante
il Terrore,raccontato da lui stesso al nipote Edgar che
a sua volta lo riporterà così all’amico Paul Valèry:-“Il
ventotto luglio 1904, Degas, in vena di
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ricordi, mi parla di suo nonno, che ha conosciuto e di cui ha fatto
il ritratto a Napoli….Questo nonno durante la
rivoluzione faceva aggiotaggio sulle granaglie. Un
giorno, nel 1793, mentre stava lavorando alla Borsa dei
grani che allora si teneva a Palazzo Reale, un amico
passa alle sue spalle e gli mormora: “ Taglia la corda!…
Mettiti in salvo !… Sono a casa tua !”. Non perde tempo,
prende tutti gli assegnati che può procurarsi, lascia
immediatamente Parigi, sfinisce due cavalli, raggiunge
Bordeaux, si imbarca su una nave in partenza. La nave
tocca Marsiglia. La stessa nave, secondo il racconto di Degas
( che mi guardo bene dall’interrompere ), a Marsiglia
carica della pietra pomice, |
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cosa
che mi pare inverosimile… Che andasse a cercare zolfo in
Sicilia ? Monsieur De Gas arriva infine a Napoli, dove
si stabilisce. Era un uomo così capace e onesto che, due
anni dopo il suo arrivo, riceve l’incarico di creare il
Gran libro del debito pubblico della Repubblica
Partenopea, recente invenzione di Cambon . Sposa una
giovane nobile di Genova, una Freppa, e mette su
famiglia. Questo nonno con la minaccia del
patibolo,che fugge così rapidamente dal Mercato dei grani, era
stato iscritto nella lista dei sospetti per essere stato
segnalato quale fidanzato di una di quelle famose
“Jeunes vierges de Verdun”; molte pagarono con la vita
l’accoglienza che avevano fatto, nel 1792, all’esercito
prussiano entrato |
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in Francia per ristabilire la
Monarchia. Avevano ricevuto infatti con fiori e bandiere
bianche queste truppe straniere, nemiche per gli uni,
alleate e liberatrici per gli altri”. Dopo essersi
salvato dal Tribunale rivoluzionario, Renè Hilaire De
Gas , chiede protezione al governo napoletano e la
ottiene subito, anche se gli stranieri di nazionalità
francese non vengono visti di buon occhio dalla corte
napoletana perché portatori di nuove idee rivoluzionarie
sovvertitrici della monarchia. Le speranze di un
giovane |
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emigrato sono tante, ha dalla sua parte il suo
essere nobile e aristocratico soprattutto nell’animo,
possiede una grande capacità di adattamento alle varie situazioni, una notevole esperienza
nonostante la giovane età in affari economici, una
volontà di ferro che lo accompagnerà per tutta la vita.
Non sono certo facili i suoi primi anni a Napoli. Ma si
lega nonostante gli ostacoli profondamente a questa
città che lo ha accolto a braccia aperte nel suo seno,
vi si stabilisce considerandola come una sua seconda
patria, anche se conserverà per sempre la cittadinanza
francese e l’attaccamento alla sua terra d’origine; “
Per sentimento e – forse anche per convenienza tattica
della sua vita in paese straniero, durante un’epoca in
cui la società umana era in sovvertimento ovunque”. Renè
Hilaire resta sempre lontano e al di fuori da ogni
coinvolgimento politico, dedicandosi esclusivamente alle
sue attività economiche e finanziarie. La sua è una
saggezza di vita, determinata dai vari mutamenti
politici e di regime che saranno frequenti anche a
Napoli.
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