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Profumo di donna è un
titolo preso a prestito da un famoso film americano che
ben si adatta a descrivere il recente lavoro di Stefano
Migliorini incentrato sulla figura femminile e
sull’esaltazione della femminilità, attraverso l’analisi
e la successiva riproduzione non solo del corpo della
modella ma dell’essenza che emana. L’artista come il
protagonista del film sembra essere riuscito a calarsi
appieno nell’universo femminile e a coglierne la
sensibilità, la raffinatezza, la delicata espressività e
la ineguagliabile capacità di sedurre con un gesto o con
un movimento. Migliorini difatti non si ferma alla
riproduzione della figura, ma da bravo detective oltre
che da uomo amante delle donne, cerca di approfondire la
sua personale ricerca della femminilità esaltando
particolari del corpo e movimenti inusuali che carica di
una forte sensualità e che rispondono alla funzione
primaria di eccitare i sensi. La figura è colta di
profilo o distesa, accovacciata o in posa, mai nel suo
insieme; è sempre un particolare che colpisce lo
spettatore, che ne eccita la mente riportandolo agli
istinti primordiali. La donna forma pura e perfetta, da
sempre musa per eccellenza degli artisti, diviene nei
lavori di Migliorini un mezzo per trasmettere
sentimenti, desideri, passioni e sopite pulsioni
ormonali. Non si può rimanere indifferenti ad un
bellissimo corpo che esce da uno sfondo scuro e che
esprime tutta la propria carica erotica. Vorremmo
divenire le scarpe o il bicchiere usati dalle modelle,
vorremmo entrare nella scena per appartenere a quelle
eteree figure, vorremmo alzare quelle braccia che non ci
permettono di scorgere la perfezione dei seni. I nostri
sensi sconvolti da un improvviso turbinio di emozioni ci
impediscono di apprezzare appieno tutta la particolarità
del lavoro dell’artista, il gioco di luce, l’uso di
colori quasi irreali, il taglio netto e quasi
fotografico di alcune immagini o la morbidezza e
l’evanescenza di altre, l’inserimento in ogni lavoro di
una sottile linea d’orata che esalta e caratterizza lo
spazio irreale in cui si staglia l’oggetto dell’umano
desiderio. Osserviamo le splendide forme, i sensuali
movimenti, ne cogliamo l’essenza. |