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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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"Stefano Migliorini...Scent of woman" a cura di Danilo Sensi

Profumo di donna è un titolo preso a prestito da un famoso film americano che ben si adatta a descrivere il recente lavoro di Stefano Migliorini incentrato sulla figura femminile e sull’esaltazione della femminilità, attraverso l’analisi e la successiva riproduzione non solo del corpo della modella ma dell’essenza che emana. L’artista come il protagonista del film sembra essere riuscito a calarsi appieno nell’universo femminile e a coglierne la sensibilità, la raffinatezza, la delicata espressività e la ineguagliabile capacità di sedurre con un gesto o con un movimento. Migliorini difatti non si ferma alla riproduzione della figura, ma da bravo detective oltre che da uomo amante delle donne, cerca di approfondire la sua personale ricerca della femminilità esaltando particolari del corpo e movimenti inusuali che carica di una forte sensualità e che rispondono alla funzione primaria di eccitare i sensi. La figura è colta di profilo o distesa, accovacciata o in posa, mai nel suo insieme; è sempre un particolare che colpisce lo spettatore, che ne eccita la mente riportandolo agli istinti primordiali. La donna forma pura e perfetta, da sempre musa per eccellenza degli artisti, diviene nei lavori di Migliorini un mezzo per trasmettere sentimenti, desideri, passioni e sopite pulsioni ormonali. Non si può rimanere indifferenti ad un bellissimo corpo che esce da uno sfondo scuro e che esprime tutta la propria carica erotica. Vorremmo divenire le scarpe o il bicchiere usati dalle modelle, vorremmo entrare nella scena per appartenere a quelle eteree figure, vorremmo alzare quelle braccia che non ci permettono di scorgere la perfezione dei seni. I nostri sensi sconvolti da un improvviso turbinio di emozioni ci impediscono di apprezzare appieno tutta la particolarità del lavoro dell’artista, il gioco di luce, l’uso di colori quasi irreali, il taglio netto e quasi fotografico di alcune immagini o la morbidezza e l’evanescenza di altre, l’inserimento in ogni lavoro di una sottile linea d’orata che esalta e caratterizza lo spazio irreale in cui si staglia l’oggetto dell’umano desiderio. Osserviamo le splendide forme, i sensuali movimenti, ne cogliamo l’essenza.

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