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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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"Maria di Bruno...Oltre il velo della realtà" a cura di Danilo Sensi

Quando si incontra la pittura di Maria Di Bruno, si rimane esterrefatti e sconvolti dalla naturalezza e dalla prorompente espressività di quelle assurde e surreali figure che null’altro vogliono descrivere se non la passione e l’amore, l’eros e la sessualità pur nella crudezza dei tratti e nella freddezza della tecnica pittorica. Ci si trova di fronte a giganteschi e fecondi uteri senza vedere la donna a cui appartengono, a dettagliati feti che sbocciano dai fiori, a bocche ansimanti e intrise di peccato, a scene di donne nude che preludono al sesso o che dopo il sesso si riposano, a figure di uomini tanto belli quanto irreali. I personaggi che popolano i lavori dell’artista, originaria di Lucca, sono incubi moderni che affollano le nostre menti, specchio di una società frenetica e conflittuale che nulla più concede all’immaginazione e dove la realtà spesso supera la più fervida fantasia, il sogno si confonde con la realtà e viceversa, in un inestricabile e fantastico mondo parallelo fatto di materia pittorica. Il passaggio dall’uso della tela al supporto in vetro o in plexiglas, riciclati da un precedente uso (elementi predominanti nella sua più recente produzione), rappresenta una normale evoluzione che va di pari passo all’interesse per le istallazioni e per la decontestualizzazione e rielaborazione surreale dell’object - trouvè, oggetto - trovato in discariche metropolitane. Il suo odierno linguaggio pittorico, si ricollega ideologicamente e formalmente ai primi lavori, attraverso il tema ricorrente della maternità che rappresentata dapprima dal feto, la si ritrova adesso nella critica e allo stesso tempo ironica ricostruzione di una carrozzina in vetro e silicone. Se la prima fase della pittura della Di Bruno delle volte ci può apparire fredda e tecnicamente troppo impostata, per colpa o a ragione, degli insegnamenti accademici, in questo momento la pittrice sembra aver trovato una propria agevole dimensione nell’uso di una più vasta gamma cromatica e nell’assemblaggio di vari materiali pittorici, dall’acrilico all’olio, dalle vernici sintetiche allo smalto che combinate con il supporto vitreo, danno corpo a delle cruente figure che sembrano fluttuare nello spazio. Maria Di Bruno è nata a Lucca il 2 gennaio 1978, diplomatasi all’Accademia di belle arti di Firenze, attuaente vive e lavora a Roma, dove si occupa prevalentemente di allestimenti scenografici teatrali.

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