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Rubriche d'Arte
dei Critici di
Tuttarteonine

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Gerardo Pecci
Ci Presenta:

"Viaggio Nella
Critica D'Arte...
"

 

Francesco Cairone
Ci Presenta:

"I Grandi Dell'Arte"

 
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"Roberto Coda Zabetta" a cura di Danilo Sensi

La prima volta che ho visto un lavoro di Roberto Coda Zabetta, ho provato un insieme di sensazioni indescrivibili; mentre un brivido intenso attraversava il mio corpo, nelle  mia  mente  si affollavano decine di domande, le classiche

domande che solitamente mi pongo quando mi trovo di fronte al talento e lo riconosco, la tecnica, la pennellata, il colore... di lui volevo sapere tutto. Quei volti enormi ed inquietanti che uscivano dalla tela e sembravano prendere vita, erano la cosa più interessante che vedevo da molto tempo. Alle mie domande non ho avuto risposta neanche quando lo ho incontrato, preceduto da una enorme fama pur essendo giovanissimo, in occasione della sua mostra a Palazzo Venezia a Roma nel settembre   scorso, ho   conosciuto  però

 una persona eccezionale ed un artista di indescrivibile carisma, felice di essere ciò che è e di fare quello che fa, interessato al confronto  a cui il suo lavoro viene posto, con quelli che sono i grandi  modelli  e oramai  i miti della

storia dell’arte italiana. Lo splendido spazio romano di Palazzo Venezia, era il teatro ideale per la celebrazione di uno stile artistico giovane ed effervescente che si rincorre dalla pittura al cinema e dalla letteratura al teatro. Il linguaggio pittorico di Roberto Coda Zabetta sembra palpitare di energia vitale e non è altro che la sua necessità di comunicare mediante quei volti tutta  una serie di emozioni e di sensazioni che si muovono    dentro   la    sua  anima.

I personaggi  sono quindi generati da un colloquio con l’anima stessa, da un flusso irrefrenabile che si scatena dal profondo, dai suoi ricordi e dalle sue esperienze. Inizialmente inquietanti, angoscianti e talvolta urlanti, i volti con il

tempo sembrano essere più distesi, apparentemente più sereni, come a voler dimostrare una nuova fase, un nuovo periodo per l’artista. Roberto Coda Zabetta è la testimonianza di un’arte giovane e attuale, che si nutre degli stessi tormenti e delle stesse ebbrezze dei grandi maestri. Ultimamente l’artista ha introdotto nei suoi lavori, solitamente in bianco e nero, il colore, dimostrando che la ricerca per lui ancora continua e in proposito ha scritto Luca Beatrice: La nuova  tavolozza di Coda parte dal rosso  e  da  qui   scava   in  una  densa

 carnalità fatta di voli pindarici, di gesti liberatori e assolutamente poetici a cui concorrono rosa, gialli, verdi, grigi in un impasto vorticoso e avvolgente.Roberto Coda Zabetta  è  nato  a Biella nel 1975 e vive e lavora a

Milano. Pur giovanissimo, ha ottenuto importanti riconoscimenti quali il Premio giovane artista al Miart nel 2003 e la partecipazione alla sezione Anteprima della XIV Quadriennale d’Arte (Torino 2004). Le sue grandi tele, realizzate con smalti bianchi e neri e recentemente a colori, da cui è impossibile ottenere sfumature o effetti chiaroscurali, sono elaborazioni di volti derivati da scatti fotografici utilizzati come appunti, spesso colti nella realtà, altre volte risucchiati dall’immagine televisiva in un processo di accorpamento casuale e nevrotico. Man mano che ci si avvicina alla tela, l’immagine perde  verosimiglianza per diventare azione, gestualità, segno.

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